Una nitida visione del futuro che ci attende e delle intenzioni di ingegneria sociale che hanno guidato la psicopandemia, può anche essere ravvisata in cose minime, per esempio anche nella contrattazione che si svolge in questi giorni e che prevede il rimborso delle  bollette per i dipendenti pubblici che che lavorano da casa, purché essi raggiungano gli obiettivi di produttività. Dunque da una parte viene istituita la discriminazione tra  una parte di popolazione che può permettersi di riscaldarsi e di utilizzare tutta l’energia che vuole, mentre un’altra che lavora altrettanto se non con tutta probabilità di più che deve pagare tutto fino all’ultimo centesimo, cosa non da poco visti i futuri aumenti delle bollette. Dall’altra però viene reintrodotto surrettiziamente il principio della retribuzione a cottimo: se non raggiungi obiettivi che non si sa bene chi dovrebbe stabilire e in base a quali criteri, perdi una parte di retribuzione che presumibilmente diventerà sempre più importante in futuro.

Naturalmente si potrebbe osservare che lo scopo di questa questa trovata tende semplicemente a premiare  i dipendenti pubblici che con tanta diligenza sono stati e sono tuttora il nerbo del Draghistan nella sua opera di svendita del Paese e di mistificazione pandemica, pur essendo ormai l’amministrazione pubblica in un visibile stato di collasso incipiente ( ad eccezione degli enti di riscossione) e di falsa digitalizzazione che crea enormi problemi ai cittadini. Insomma un aumento di paga surrettizio in conto elezioni e sostegno politico.  Ma non bisogna affatto stupirsi se anche qualcosa di puramente strumentale passa attraverso le discriminazioni e il ritorno ad forme di lavoro che sembravano abbandonate, denunciando la mentalità che riduce a carta straccia le conquiste di un secolo. Il fatto è che il sistema nel suo insieme non è più in grado di riprodursi attraverso il profitto del lavoro umano e quindi si affida a una logica di doping monetario permanente. Mentre il restringimento strutturale dell’economia basata sul lavoro sta gonfiando il settore finanziario, la assoluta volatilità di quest’ultimo può essere contenuta solo attraverso emergenze globali, propaganda di massa e tirannia della biosicurezza. Sin dalla terza rivoluzione industriale (la microelettronica negli anni ’80), il capitalismo automatizzato si è preoccupato di abolire il lavoro salariato come proprio centro e adesso con la crescita delle tecnologie informatiche e dell’intelligenza artificiale, il capitale è sempre più impotente di fronte al suo compito di spremere il plusvalore dalla forza lavoro.

Ciò significa che le fondamenta del nostro mondo non risiedono più nel lavoro socialmente necessario contenuto nei beni che utilizziamo e consumiamo  come automobili, telefoni o dentifrici. Si tratta piuttosto di speculazioni su titoli finanziari come azioni, obbligazioni, futures e, soprattutto, derivati, il cui valore è cartolarizzato a tempo indeterminato. Solo la convinzione religiosa che la maggior parte di questi beni crei valore ci impedisce di vedere l’abisso spalancato sotto i nostri piedi. E quando la fede delle vittime accenna svanire, ecco che interviene l’ipnosi collettiva con storie apocalittiche di contagio e le associate storie di salvezza come i vaccini. non ha alcuna importanza che tutto questo contenga una qualche coerenza: queste narrazioni hanno dal punto di vista della realtà il medesimo valore di derivati spazzatura. D’altro canto questo meccanismo non può fermarsi e dunque così come le banche centrali continueranno a creare quantità eccessive di denaro, il cui scopo principale è gonfiare i mercati finanziari, così la pandemia o comunque una qualche emergenza continuerà ad essere narrata a forza di menzogne e illusionismi:  senza il virus che giustifica lo stimolo della politica monetaria, il settore finanziario indebitato crollerebbe da un giorno all’altro. Allo stesso tempo, tuttavia, l’aumento dell’inflazione combinato con le strozzature nella catena di approvvigionamento (soprattutto per i microchip) minaccia una recessione devastante. Così le democrazie verranno trasformate su un panopticon digitalizzato. Eppure un ‘immensa massa di imbecilli crede ancora o forse si aggrappa a questa illusione che i green pass servano a bloccare una terribile malattia, assai simile a un forte raffreddore. E i più illusi si aggrappano persino alle bollette pagate dallo stato per far sì perché non si sveglino