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Quando Fauci diceva che per un vaccino occorrono 10 anni

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Si rimane di sasso scoprendo con quanto cinismo le elite hanno imbastito la pandemia per uscire fuori dal disastro economico che hanno creato e quanto disinteresse nei confronti della salute abbia avuto l’ambiente sanitario nello stare al gioco pur di riempirsi le tasche e probabilmente in qualche caso per intima adesione al disegno reazionario che si tesseva dietro al virus. Tutti conoscono il ruolo di Antony Fauci come aedo della pandemia e gran sacerdote dei vaccini sperimentali di cui ha sempre vantato la sicurezza, ma alcuni  volonterosi hanno scoperto un video dell’ottobre 2019 in cui  ha espressamente affermato la necessità di passare attraverso un’esauriente processo di approvazione della sperimentazione clinica in tre fasi per eventuali sviluppi futuri nella produzione di vaccini a mRna. La dichiarazione di Fauci è stata fatta durante il Milken Institute Future of Healthcare Summit nell’ambito di una  discussione sul futuro dei  vaccini e in particolare sulla possibilità di un vaccino antinfluenzale universale visto che il coronavirus ancora non si parlava . “Per passare dalla tecnologia collaudata che abbiamo  ora e che ha dato risultati benefici bisogna passare a qualcosa che funzioni molto meglio: occorre dimostrare che funziona e poi occorre passare attraverso tutti gli studi clinici, fase 1, fase 2, fase 3, e poi dimostrare che questo particolare prodotto è buono e funziona perfettamente per un periodo di anni. Ci vorrà un decennio”.

Le dichiarazioni di Fauci trasmettono chiaramente l’importanza di un’ attenta e lunga supervisione esistente nell’assicurare la sicurezza e l’efficacia delle nuove tecnologie vaccinali, eppure  meno di un anno dopo garantiva sulla sicurezza di vaccini messi assieme in fretta e furia, con il pretesto dell’emergenza, anche se il nuovo morbo risultava pressoché asintomatico all’80%, portava alla morte quasi esclusivamente persone già gravemente malate e per giunta ad un età superiore a quella della vita media. In Asia o in Africa dove non si sono vietate le cure, i tassi di mortalità e di letalità sono significativamente inferiori a quelli dell’influenza. Il vero killer è stato l’allarme assolutamente sproporzionato rispetto a una sindrome influenzale che ha di fatto cadere l’esistenza sanitaria: un allarme però tutt’altro che innocente visto che per un anno e ancora adesso tutti i decessi in presenza di tampone positivo, successivamente dichiarato totalmente inaffidabile dal punto di vista diagnostico vengono attribuiti al Covid. Cosi come tutt’altro che innocente è il tentativo di nascondere la marea di effetti avversi post vaccino e le possibili conseguenze a lungo termine.

Ma insomma queste cose sono ormai le diciamo tutti i giorni, la cosa che questo nuovo capitolo ci dice e che bisogna diffidare massimamente di coloro che vorrebbero rappresentare una scienza indiscutibile perché sono solo banderuole che sventolano nella direzione degli interessi e sono pronti a cambiare tesi e versioni in ogni momento. Rimane il fatto che si obbliga la gente a vaccinazioni che ancora due anni fa sarebbero ancora nella prima fase della sperimentazione o magari sarebbero già state abbandonate per l’evidente inefficacia e pericolosità. Accettare tutto questo significa dare via libera a un futuro inquietante. La frettolosa, sconnessa e pericolosa campagna di vaccinazione di massa, costituisce la premonizione di ciò che ci attende e che probabilmente i gruppi del potere occidentale hanno già tracciato.

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