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Quando la costituzione fa scandalo

Non passa giorno che non si abbiano clamorose conferme della natura politica della crisi che stiamo attraversando: così man mano che le campagne vaccinali diventano indifendibili e la censura diventa isterica, questo carattere di fondo nascosto dietro un pretesto sanitario diventa sempre più scoperto. Cosa pensare infatti di quello che può sembrare un fatterello, ma che invece molto significativo della stagione che stiamo vivendo. E’ accaduto a Lugano:  un  gruppo di persone ha avviato una campagna di affissioni per richiamare l’attenzione sull’articolo 10 della Costituzione federale: “Ognuno ha diritto alla libertà personale, in particolare all’integrità fisica e mentale e alla libertà di movimento” per sottolineare l’abuso delle autoritò nel probire i movimenti delle persone. e volevano che un cartellone con questo testo fosse incollato su un autobus dei “Trasporti pubblici luganesi”  come pubblicità a pagamento. Ma la direzione dell’azienda trasporti che peraltro è pubblica, non ha voluto accettare questo tipo di pubblicità “Perché ha un forte impatto” e che “Non è permesso attaccare messaggi politici sugli autobus”. Insomma siamo arrivati al punto che la costituzione fa scandalo, ha un impatto troppo forte, è diventata come la pornografia per i detentori del potere. E questo non ha proprio niente a che vedere con la pandemia e con le misure di distanziamento la cui inutilità è stata provata nella pratica ed è ormai anche scientificamente provata: si tratta soltanto di “prove” per lo stato di polizia che non deve essere turbato da scandalose scritte costituzionali.

Del resto viviamo in una specie di mondo capovolto. Per esempio Il nuovo capo dell’agenzia di stampa Associated Press, Julie Pace ha fatto sapere che ci sono argomenti di cui non vale la pena discutere e riferire  ovvero la sicurezza dei vaccini, i cambiamenti climatici e le manipolazioni delle elezioni statunitensi le cui magagne vengono fuori ogni giorno. E’ del tutto chiaro che questo oltre a non essere più giornalismo fa parte di un’agenda politica complessiva la cui parte sanitaria è stata soltanto l’innesco. Faccio notare, tra le altre cose, che la Pace non ha parlato di efficacia dei vaccini perché ormai questo è un tema dolente sul quale comincia a pesare l’evidenza, ma della sicurezza, ovvero delle reazioni avverse e dei decessi: è di questo che non vale la pena parlare per coprire la strage compiuta, anche grazie al silenzio di pesone disonorevoli come la Pace. Ancora 15 anni fa non sarebbe stato possibile prendere possesso di una qualche poltrona di responsabilità nell’informazione cominciando col dichiarare di voler attuare delle censure.

Ciò che lega questi fatti tra di loro e li situa dentro un tentativo di ingegneria sociale globale non è tanto ciò che si dice, ma le voci che mancano: in quasi due anni gli economisti hanno di fatto taciuto nonostante le misure contro la pandemia narrata abbiano avuto e fin da subito un enorme e evidente impatto sull’economia e continueranno ad averlo per molti anni, anche una volta finita la stagione delle segregazioni. Ma questi signori che sono poi in gran parte gli ideologi del liberismo  e dunque della disuguaglianza, abituati a mettere becco in ogni minima cosa, se ne sono stati zitti, sono stati alla finestra consapevoli del fatto che il virus era soltanto un pretesto e non bisognava disturbare i manovratori.

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