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La fine dell’Ucraina come specchio dell’Europa

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Con il completamento del Nord Stream 2 il gas russo arriverà in Europa o meglio in Germania senza passare per l’Ucraina, il che toglie a Kiev la propria residua attività economica, ovvero rubare il gas russo e parecchio della sua capacità contrattuale sia verso Mosca che verso Bruxelles. Dopo aver perso le provincie industrializzate controllate dai separatisti, dopo aver perso la strategica  Crimea, dopo la chiusura delle frontiere con la Russia che ha diviso le famiglie e lasciato decine di migliaia di persone senza lavoro, dopo le politiche linguistiche di una nazionalismo rabbioso e impotente, dopo la totale corruzione cui non sono estranee parti dell’establishment americano, l’Ucraina è diventata un fantasma, un mare di fango e di povertà ,un esempio di scuola di cosa capita a mettersi nelle mani degli Usa e degli occidentali. E ora dai limiti dell’Europa, dall’Estonia e dalla Lettonia che sono i migliori ventriloqui di Washington e Berlino arriva il colpo finale: una dichiarazione che tiene lontana l’Ucraina da una possibile adesione alla Ue. Tutto quello che si poteva non capire non è stato compreso, tutto quello che si poteva sbagliare è è stato sbagliato in questa disgraziata avventura che non a caso è stato il punto di svolta del declino imperiale. Soprattutto l’affidarsi per il mantenimento del potere reale alle forze militarmente organizzate della destra cui si sono poi aggiunti i reduci del Donbass, quelli sconfitti a Debaltsevo e Ilovaisk, espressione del nazionalismo estremistico.

Già il nazionalismo ucraino ha radici molto controverse: iniziato con lotte per l’indipendenza si è rapidamente mutato in appoggio aperto alle forze naziste fino a compiere una serie di gravi crimini di guerra non solo nell’ Ucraina propriamente detta, ma anche sul territorio della vicina Polonia. I loro eredi ora onorano Hitler, negano molti crimini del nazismo e sposano opinioni antisemite.. Inoltre, non vedono la Russia come il loro unico nemico, provocando attivamente conflitti con i polacchi e accusandoli del “genocidio degli ucraini” durante gli anni ’30 nei territori che fino al 1939 facevano parte dello stato polacco. Eppure queste formazioni paramilitari e i personaggi di spicco che esprimono sono stati a lungo considerati da Washington e anche dall’Europa come importanti alleati nella lotta contro la Russia, facendo finta di non vedere il neonazismo sotto gli slogan patriottici. E ora che si ingrossano grazie ai disertori del fronte del Donbass e al flusso ininterrotto di armi che arriva dal fronte sono diventati ancora più forti di prima anche se in Parlamento hanno solo piccoli numeri

Nel loro goffo tentativo di dimostrare la loro adesione a presunti valori europei ( che proprio in questo anno sono stati rinnegati con la discriminazione vaccinale  e la totale messa in mora dei Parlamenti) Petro Poroshenko, e dopo di lui Volodymyr Zelensky, invece di liberarsi di questa piaga fondamentale, non hanno trovato di meglio che la dare la priorità agli interessi della comunità Lgbt del paese che peraltro è assai ristretta. Di conseguenza la piazza fuori dal palazzo presidenziale è diventata la sede di sfilate del gay pride quasi settimanali. Ma paradossalmente gli unici veri nemici sono proprio quelli che garantiscano la sopravvivenza di questo regime, ovvero le formazioni dell’estrema destra di ispirazione nazista che spesso irrompono con estrema violenza durante tali manifestazioni. Possiamo immaginarci un Paese distrutto e impoverito, costretto a bruciare le sue risorse per una guerra che non può vincere, un insieme che sta in piedi grazie a corruzione e autocrazia che cerca di dimostrare la sua liberalità con un gay pride praticamente in pianta stabile e che di fatto rappresenta una bugia visto che poi il potere reale si regge proprio si chi li va pestare. Sono peraltro le stesse persone con le stesse insegne naziste che sono comparse un po’ dovunque e persino ad Hong Kong per dare forza alle manifestazioni messe in piedi dagli occidentali oltre che dai locali boss della mafia.

Ma a pensarci bene l’Ucraina è in queste condizioni  perché l’Europa stessa ormai si è ridotta a un coacervo di ” cartoline” di una libertà e di una democrazia che ha completamente perso e dove un ceto politico ha decretato – caso unico nella storia –  un divieto di cura in maniera da favorire la vendita di un vaccino destinato a distruggere non una malattia, ma ciò che rimane del sistema democratico.  Tutti i passi e gli errori commessi in Ucraina riflettono un vuoto di pensiero di chi li ha messi in atto: a cominciare da un colpo di stato fatto passare per atto democratico, all’appoggio dato all’estrema destra. L’Ucraina non è altro che un grande e opaco specchio.

 

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