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Biden verso le Idi di marzo

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Di certo Biden non è Cesare, ma le idi di marzo si avvicinano a grandi passi anche per lui perché il presidente eletto è sempre meno ” gestibile” sia nelle riunioni a porte chiuse o con presidenti e ministri di altri Paesi, sia  in pubblico dove continua a fare figure inenarrabili: secondo alcuni funzionari della Casa Bianca le gaffe e i vuoti di memoria nel rispondere alle domande sono tali da richiedere che egli non parli di certi argomenti. Lo stesso Biden di tanto in tanto ignora le domande dei giornalisti dicendo alla stampa che il suo staff gli ha ordinato di non rispondere alle domande e suggerendo che i funzionari cerchino di ridurre al minimo il numero di possibili incidenti. Tutto questo ovviamente è un affronto persino a quello che rimane della democrazia, perché oltre ad eleggere una persona palesemente dimidiata ci sono una serie di personaggi non eletti e non conosciuti da nessuno che dicono alla massima carica dello Stato di cosa deve parlare o non parlare e come farlo. Ma questo non basta perché

Insomma un insieme di cose che unita anche alla bizzarria della fist lady che qualche tempo fa rivendicò inopinatamente  l’autorità di gestire il G7 sebbene non sia mai stata eletta da nessuno, fanno comprendere che proprio quelli che hanno favorito l’elezione di un  uomo in queste precarie condizioni, mentali ora se vogliano sbarazzare, tanto più che i sondaggi evidenziano un crollo del consenso, soprattutto dopo la vicenda della fuga da Kabul. E dal momento che nessuno sa come e perché si sia prodotto un evento del genere alcuni suppongono che potrebbe anche essere stata preparato come primo atto di una strategia di sostituzione del presidente.

Anzi qualcuno degli analisti arriva a pensare che Biden sia stato stimolato a fare la voce feroce sulle vaccinazioni cui obbligare anche i lavoratori pena la perdita del posto oppure il pagamento di multe proprio perché una sua eventuale caduta possa far tirare tutti un sospiro di sollievo e possa far accettare la salita alla Casa Bianca di Kamala Harris che appare un ‘arruffona non in grado di gestire il potere e comunque non ritenuta in grado di ricoprire la massima carica, ma che di fronte alla figura di un presidente confuso potrebbe apparire come una soluzione provvisoriamente accettabile . Pochi ormai dubitano che questi saranno gli sviluppi, bisognerà però vedere come e quando tutto questo possa concretizzarsi se con un addio alla presidenza per ragioni di salute, oppure attraverso il 25 emendamento che permette la rimozione di un presidente per incapacità manifesta oppure in modi assai più drammatici che pure potrebbero essere presi in considerazione dagli stessi poteri che si sono adoperati per l’elezione di un presidente non in grado di ricoprire questa carica. Forse la strategia migliore sarebbe quella di far saltare tutto prima delle elezioni di medio termine che distano  ancora più di un anno, un periodo di tempo lungo da passare in condizioni di continua emergenza presidenziale e durante il quale possono succedere molte cose.

E’ possibile perciò che i tempi siano quelli della primavera prossima o forse ancora più ravvicinati perché quando i funzionari della Casa Bianca, sia pure in forma anonima parlano delle condizioni del presidente appare evidente che l’aria sia carica di congiure di Palazzo.

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