Da qualche giorno circola attraverso il web una tesi che dovrebbe calmare chi resiste secondo cui l’approvazione condizionata dei preparati di ingegneria genetica attualmente inoculati in Europa è ormai in scadenza, ma non ci sono state richiesta di proroga e quindi le campagne vaccinali dovrebbero terminare nei prossimi mesi. Ecco perché ci sarebbe tanta pressione per indurre le persone a farsi adesso la puntura. Ora io sono assolutamente convinto che qualcosa stia cambiando nella narrazione pandemica e che di certo la marea di reazioni avverse e  di decessi non potrebbe essere nascosta ancora a lungo  per cui si sta cercando una via d’uscita. Semmai si tenterà di vaccinare neonati e bambini sulla base di studi – sempre degli stessi produttori, mai indipendenti – che ne asseriscono l’innocuità, come del resto l’asserivano per gli adulti, mentre i preparati a mRna, si sono rivelati in assoluto i farmaci più letali della storia. E questo nonostante il fatto che molto probabilmente la grande massa di bambini sia già immunizzata naturalmente contro il Covid.

Tuttavia tali considerazioni si scontrano con una realtà che sembra tirare da un’altra parte:  è vero che l'”autorizzazione all’immissione in commercio condizionata”  è limitata nel tempo,  ma tutto questo è inserito in un contesto estremamente opaco. Pensiamo per dieci secondi ai seguenti fatti: la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha firmato a fine aprile un contratto con Pfizer per l’acquisto di 900 milioni di dosi e un’opzione per altri 900 milioni. Suo marito Heiko von der Leyen è dal 2020 direttore medico della società biofarmaceutica americana Orgenesis Inc., specializzata nello sviluppo di terapie cellulari e geniche. Lotteranno perché quelle dosi comprate con i nostri soldi siano usate ed esse bastano bastano per cinque iniezioni. Ma poi la direttrice dell’EMA, la signora Emer Cooke, nominata nel 2020, è stata per molti anni a capo dell’agenzia di lobbying per l’industria farmaceutica, ovvero la Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche ( EFPIA ). A parte che trovare la capo lobbista dell’industria farmaceutica a capo dell’agenzia europea di controllo dei farmaci, suona come una beffa, non è certo una premessa rassicurante per veder finire la follia vaccinale.

Certo in Usa la Fda ha respinto la richiesta di rendere obbligatoria per tutti la terza dose e molte magagne stanno cominciando ad uscire allo scoperto soprattutto sulle carenze e le scorrettezze degli studi che hanno portato all’approvazione di emergenza dei vaccini, sulle reazioni avverse che sono state censurate; sulla scarsa efficacia dei preparati che sono stati spacciati come l’unica ancora di salvezza. E ci sono inoltre altri segnali di cui parlerò in un prossimo post che fanno pensare quanto meno a un ripiegamento del parossismo vaccinale. Ma non bisogna assolutamente illudersi che le cose  torneranno a posto senza che i cittadini non richiedano la restituzione integrale dei loro diritti costituzionali, cancellati da un’emergenza creata ad hoc. E’ chiaro che ora si cercherà in ogni modo di uscire fuori dall’emergenza senza che però i vantaggi acquisiti dall’oligarchia siano messi in discussione. Non mi meraviglierei se il potere cercasse di diffondere presso i non vaccinisti che comunque sono un quarto della popolazione e tra l’altro quella più critica  e meno disposta al servilismo, l’idea che le cose si rimetteranno a posto in qualche modo e che tutto ritornerà non dico alla normalità, ma a una realtà più vivibile senza che sia necessaria una forte lotta politica. Non sarà così perché tra vaccini, falso ecologismo della catastrofe, magari un ritorno del terrorismo, nuove varianti e chi ne ha più ne metta, si cercherò di tenere vivo lo stato di emergenza e i suoi mezzi di esclusione e controllo.

Soprattutto il potere teme che le lotte per l’occupazione e il lavoro che sono fatalmente destinate a crescere, man mano che va avanti la nuova ingegneria sociale, si saldino alla protesta contro la privazione della libertà. Ed ecco perché Biden ha ceduto al sindacato dei postali e ha escluso questi dipendenti federali dall’ordine vaccinale o anche in altri Paesi si cominciano a fare marcia indietro proprio sulla necessità del vaccino per lavorare. Perché è proprio dal mondo del lavoro che può nascere il cemento di una vera e concreta opposizione politica. Quella che da troppo tempo manca un po’ ovunque e che ha permesso la riuscita di un disegno folle.