Site icon il Simplicissimus

Milano Magna

Annunci

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Tra tante fosche minacce, inquietanti allarmi ecco finalmente una buona notizia: la Capitale Morale sta per dotarsi della più grande arena polifunzionale d’Italia, con una capienza di 16 mila spettatori, un’area esterna di altri 10 mila metri quadrati per eventi all’aperto. A realizzare l’opera nel quartiere di Santa Giulia in vista dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026  sarà Cts Eventim, uno dei fornitori internazionali leader nel settore della biglietteria e dell’organizzazione di eventi live, che si è aggiudicato anche l’incarico di gestirla, con un investimento complessivo di 180 milioni di euro.

Si compiace il sindaco/candidato per il secondo mandato: “È una nuova arena che attendiamo da tanto tempo, quasi a prescindere dalle Olimpiadi. Adesso pensiamo ai Giochi e ad arrivare con i lavori finiti al momento giusto, a gestire quelle settimane delle Olimpiadi poi l’arena sarà un patrimonio di Milano”.

Il business immobiliare e del cemento a Milano è dotato di porte girevoli da cui entrano ed escono sempre i soliti noti, che si aggiudicano appalti, occupano territori, maneggiano gruzzoli che si immagina servano a oliare ingranaggi facilitati da norme di semplificazione che sembrano fatte apposta per loro, suggeriscono varianti e aggiustamenti urbanistici che l’amministrazione esegue sotto dettatura.

E d’altra parte si parla della capitale del dinamismo, dell’imprenditorialità, del consumo di suolo che concorre per il primato della gentrificazione, orrendo termine dello slang imperiale che definisce il “fisiologico” processo degli abitanti dalle città per sostituirli con avventizi, immigrati di lusso, manager e con la loro residenzialità a termine, la loro rete di terziario, i loro uffici e le loro banche, le loro catene del lusso.

C’è da aspettarsi che i nuovi percorsi del turismo privilegiato contemplino anche escursioni nei rioni e quartieri  oggetto della trasformazione creativa del neoliberismo, così piccoli gruppi in van dai vetri oscurati attraverseranno Porta Ticinese per felicitarsi della sua conversione alla modernità con la cacciata igienica dei proletari per far posto a una élite inconciliabile con il Cox18, i rottami sessantottini del bar Rattazzo e della Dogo gang, per far posto a interventi e residenti smart, fashion e green, plasticamente rappresentati dal nuovo compound del lusso a firma dello studio Citterio Viel,   che sorgerà davanti alle Colonne di San Lorenzo. L’operazione targata Concrete Investing, ci informa la stampa locale in estasi, ha centrato l’obiettivo di 2,5 milioni in soli 14 giorni coinvolgendo 190 investitori e ha l’intento dichiarato di creare “una residenza di prestigio, pensata per integrarsi con il contesto circostante, con in più l’apertura a spazi commerciali”.

I promotori dell’opera non sono nuovi a esperienze di “ricambio” della popolazione come vuole la distruzione creativa che fa parte del bagaglio ideale dell’odierna oligarchia, intesa a cancellare piccole e miserabili realtà parassitarie per far posto all’internazionale, al grande, al megalomane che vanno aiutati a accumulare sempre di più e a tradurre in dimensioni di scala le strategie dell’imperialismo: sono loro che hanno suscitato l’interesse e la partecipazione degli investitori –   2.5 milioni di euro in sole 24 ore- per la realizzazione delle Park Towers Milano, due mega-torri verdi, contraddistinte da ampie terrazze,   inserite in un parco di 5mila metri quadrati a uso privato, che costituisce l’appendice curata e pettinata del trasandato “polmone verde pubblico” del Parco Lambro,  arricchendo come recitano i giornali, “lo skyline Est del capoluogo milanese”, e di Torre Milano, il grattacielo milanese dell’Impresa Rusconi,  “pensato per chi ama l’emozione di stare a un passo dal cielo”, nel luogo ideale “per partecipare attivamente alle grandi trasformazioni che stanno cambiando volto alla città”.

Inutile dire che a Dubai, nell’Oman, negli sceiccati e nei luoghi del nuovo rinascimento secondo Renzi, hanno da tempo rinunciato ai monumenti della megalomania dissipata che dovevano fare il “solletico alle nuvole”, lasciandoli in carico all’immaginario distopico delle civiltà superiori che declinano così la loro indole speculativa e sciupona, con la persuasione di compensare profitti  opachi con l’impronta da lasciare ai posteri, che lungo la Cristoforo Colombo a Roma mostra i locali abbandonati prima di essere finiti e i muri sbrecciati delle rovine secondo i nuovi Piranesi diventate in corso d’opera archeologia abitativa.

E difatti hanno trasferito la loro bulimia costruttiva da noi, come dimostra l’appetito largamente premiato della Coima Holding di Catella cui fanno capo gli investimenti in Italia del Fondo Sovrano del Qatar – Qatar Investment Authority (Qia) –  diventato nel 2015  proprietario unico di Porta Nuova.  Così il  Fondo d’investimento immobiliare “Porta Romana”, gestito da Coima Sgr e sottoscritto da Covivio, Prada Holding S.p.A. e dal fondo Coima ESG City Impact.Covivio, Coima Sgr, e Prada Holding S.p.A. si è non sorprendentemente aggiudicato la gara indetta da FS Sistemi Urbani Srl e Rete Ferroviaria Italiana SpA per la ristrutturazione dello scalo in un’area di circa 190.000 mq (oltre alla residua porzione di 26.000 mq delle Ferrovie) nella zona a sud-est di Milano,  che sarà anche sede del Villaggio Olimpico per ospitare gli atleti delle Olimpiadi Invernali del 2026.

E se aveste dei dubbi sulla natura della alleanza, delle protezioni, degli scambi di favori tra “poteri” economico, finanziario, politico e amministrativo, basta dare un’occhiata al sito di Coima, nel corner Urban Stories dove si legge che “le risorse previste dal Recovery Fund rappresentano una grande occasione per accompagnare le nostre città nella transizione verso le smart city del futuro, attraverso il rinnovamento del patrimonio immobiliare e la riqualificazione degli spazi urbani di tutta Italia”, un  vero e proprio manifesto  della cospirazione in corso per consegnare territorio, risorse, beni paesaggistici e culturali, memoria e, infine, sovranità a potenze esterne, con la complicità dei loro lacchè superpagati per il tradimento.

 

 

 

 

 

Exit mobile version