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Sono da ricovero

Forse bisognerebbe misurare il QI di chi si presenta alle elezioni o ricopre cariche importanti perché sembra che la capacità di apprendere, di stabilire commessioni siano assolutamente scarse in molte di queste persone le quali non riescono ad afferrare la relazione che esiste tra il numero crescente di infezioni tra le persone vaccinate e la scarsa efficacia delle vaccinazioni che comunque continuano ad essere spacciate come l’unica via di salvezza. A questo punto delle due l’una o sono dei cretini e sono dei criminali.  Visto quanto sta accadendo in Israele, Islanda, Regno Unito e in molti altri Paesi con il numero crescente di contagi tra i vaccinati, lasciarli lasciarli andare liberi e rinchiudere in non vaccinati, persino quelli immuni che hanno già raggiunto un’immunità enormemente superiore a quella labilissima dei preparati a mRna, non può che essere frutto di idiozia oppure di un piano di totale mistificazione. 

Nella tabella qui sotto nella quale è indicato il numero di pazienti ultra sessantenni ricoverati in presenza di positività al Covid (di quale virus si tratti in realtà non si sa visto che i tamponi li rilevano pressoché tutti) si vede benissimo che il numero maggiore è proprio quello dei totalmente vaccinati.  Per aiutare la lettura corretta della tabella nella quale compaiono 279 ricoverati con 2 o 3 dosi di vaccino, 13 con una e 152 con nessuna, va detto che in Israele è stato vaccinato il 90 per cento degli ultrasessantenni, salvo le persone in età più tarda e in condizioni particolarmente gravi, per cui sono queste ultime quelle non vaccinate, ma comunque ospedalizzate per le più diverse malattie terminali e positive al tampone.

La cosa grottesca è che tra questi 600 ricoverati figura anche il deputato Gilad Kariv, presidente della commissione israeliana  Costituzione, Legge e Giustizia  quella che per l’appunto approva i regolamenti e le misure per la pandemia . È stato vaccinato qualche mese fa con foto ricordo sui quotidiani,  indossa sempre una maschera e il suo costante messaggio é  “abbi cura di te”. Forse non c’è aneddoto migliore per fotografare una situazione di degrado morale e intellettuale ( una scelta in qualche caso, molto più spesso entrambi) nel quale siamo immersi.

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