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Pedofili vaccinali, giù le mani dai ragazzini

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Anna Lombroso per il Simplicissimus

Titola la Repubblica: “Negli hub i minorenni salteranno la fila….Il vaccino serve anche per fare sport”.

La letteratura sulla permeabilità dei giovani alle mode e sull’influenza che subiscono da parte dei persuasori sempre meno occulti è infinita, ha messo sotto accusa la Tv cattiva maestra, le aziende che producono oggetti di culto effimeri, i pubblicitari, e via vita le famiglie possedute da sensi di colpa o da smanie di riscatto. Non può vantare pretese di innocenza la scuola, sempre più propagatrice dell’ideologie che promuove i miti della competitività e di una meritocrazia grazie alla quale il successo si può comprare un tanto al chilo.

Ma questi livelli di convincimento così sfacciati, indecenti e vergognosi che combinano il ricatto con i modi del marketing da imbonitori che vendono il terno, l’ambo e le pozioni per la virilità in tv non si era mai raggiunto. Nemmeno da candidati che offrivano la scarpa destra per fare il paio a voto avvenuto, perché oggetto dell’intimidazione e della blandizia, della coazione morale e del contentino sono i soggetti più fragili e vulnerabili, i ragazzini che non vogliono distinguersi dal branco, come quando scelgono la felpa e le sneaker, che temono l’accusa di codardia come la più infamante, che patiscono, si ammalano e a volte si tolgono la vita per via di “diversità” e alterità incomprensibili da parte degli adulti e che vivono come una macchia e una condanna all’emarginazione e allo scherno.

E poi c’è un altro pubblico altrettanto alla mercè dei messaggi delle autorità che stanno conducendo una indecente campagna di commercializzazione del vaccino, più che nella sua qualità sanitaria così incerta da sollevare sempre nuovi dubbi, in qualità di  dimostrazione di obbedienza e conformità a regole “morali”, patentino di appartenenza alla categoria della bravagente responsabile, lungimirante  e che in ragione di ciò merita l’accesso a “licenze” e  a diritti ormai retrocessi a elargizioni discrezionali e arbitrarie.

Sono i genitori, molti dei quali si sono fatti convincere della necessità del vaccino come unica soluzione per “tornare alla normalità”, quella, tanto per dire, dell’apparecchio per raddrizzare  denti da 5000 euro,   degli occhiali o dell’operazione per la miopia in modo che il rampollo non venga additato come quattrocchi nel 2021, dello specialista per supposte intolleranze o per il ginocchio sbucciato, che ora sono dubbiosi, incerti ma al tempo stesso compresi dell’ideologia genitoriale che non prevede l’uso del No, nemmeno nel caso di un farmaco, del quale è accertato che contrasta quegli effetti gravi addirittura letali che in alcun modo colpirebbero un minore, ma che diventa il salvacondotto per stare con gli altri, andare a scuola in presenza, all’acquapark, in gita scolastica o in palestra, per azioni, luoghi, comportamenti alcuni dei quali, extrascolastici, sono ormai irrinunciabili pena la discriminazione, l’ostracismo, lo stigma.

Difficile che resistano alla campagna d’autunno del generale: l’operazione ragazzini, la chiamano così i giornali, parte da lunedì 16 agosto e prevede, per arrivare con le più alte coperture possibili al settembre della ripresa della scuola, e delle attività sportive, l’accesso diretto alla vaccinazione per chi ha tra i 12 e i 18 anni. Le dosi ci sono e quindi le Regioni devono organizzare un sistema di offerta semplice per le famiglie, senza prenotazione, per “attrarre” i neofiti, se ad oggi i ragazzi fino ai 19 anni che hanno fatto la prima dose sono 1 milione e 975mila, cioè il 43% del totale. L’obiettivo degli esperti della struttura commissariale è di arrivare alla riapertura delle scuole di metà settembre con circa il 60% degli studenti over 12 coperti. Ma si vuole fare di più, liberalizzare la vaccinazione per i bambini sotto i 12:  «Abbiamo bisogno di un vaccino sicuro, efficace.

Abbiamo bisogno di uno scudo con cui difendere anche i nostri bambini da questo terribile virus», proclama qualche rappresentante della Sip, la Società italiana di Pediatria, che dà il destro al Generale di ricordare, in memoria del sabato fascista con piccole italiane e balilla che saltano nel cerchio di fuoco,  e  che “uno dei risvolti della vaccinazione tra i giovani è anche la ripresa delle attività sportive, per la quale è necessario avere alte coperture anche di chi opera negli impianti e presso associazioni sportive o finalizzate al benessere”.

È risaputo perfino tra i clinici di Facebook che  covid-19 è generalmente asintomatico o leggero nei bambini, mentre i trial clinici che hanno portato all’autorizzazione del vaccino a mRNA di Pfizer-BioNTech in bambini della fascia 12-15 anni, hanno registrato  un alto tasso di reazioni avverse nei vaccinati,  con affaticamento e mal di testa, brividi e dolori muscolare, mentre i benefici potenziali del vaccino, inclusa la protezione dei bambini contro forme gravi di covid-19 o covid lungo, o covid-19 a mesi di distanza, rimarrebbero ipotetici. Meno ipotetici invece sarebbero gli effetti collaterali inizialmente  ignorati, ma poi ufficialmente riconosciuti dall’Aifa (luglio 2021) che ha riscontrato casi di miocarditi e pericarditi in età pediatrica con correlazione diretta al vaccino,  Quanto all’Oms, si sa che ha dichiarato che “Sono necessarie ulteriori prove sull’uso dei diversi vaccini COVID-19 nei bambini per poter formulare raccomandazioni generali sulla vaccinazione dei bambini contro il Covid19”.

Anche il Robert Koch Institut per la fascia di età tra i 12 e i 17 anni consiglia il vaccino solo ai soggetti con malattie pregresse, ed invoca cautela rispetto alla vaccinazione di massa nei giovani, per via della mancanza di dati consolidati sui rischi, anche perché non avrebbe un impatto rilevante sull’andamento dei contagi.

Quanto al Jcvi Joint Committee on Vaccination and Immunization, consiglia la vaccinazione con Pfizer unicamente ai giovani più a rischio e ambedue i centri di ricerca mettono in guardia su possibili danni nel lungo periodo soprattutto per quanto riguarda i prodotti gene-based, che impiegano nuove piattaforme vaccinali.

Ciononostante il governo nei migliori ha perfezionato il sistema di governo del ricatto quello che ha messo i lavoratori davanti all’alternativa tra salario e salute, che ha costretto i cittadini a scegliere tra sviluppo e qualità ambientale e sociale.

Così ai genitori si impone o di sacrificare i figli al nuovo totem della Scienza per garantire loro l’appartenenza alla comunità o l’esclusione sociale. Il prossimo obiettivo da conquistare è la terza dose: presto non apparterrà al filone degli horror fantascientifici l’immagine di una popolazione di grandi e piccini che vive attaccata a una flebo permanente, come una propaggine artificiale e irrinunciabile che garantisce la sopravvivenza.

 

 

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