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Non avrai altro Dio fuori del Contagio

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Sapete è davvero triste constatare che di fronte a eventi storici di enorme portata e il tentativo di un’oligarchia di prendere tutto il potere inglobando al suo interno le istituzioni, ci si trovi di fronte a una torma di imbecilli che non hanno mai lasciato la scuola d’infanzia i quali si divertono a perdere tempo, a baloccarsi con i vecchi giochini di Gaber, a dire cosa  è di destra e cosa è di sinistra, un’attività che certamente li distrae dal dover ascoltare gli stivali della storia. Così siamo costretti a sopportare le affermazioni più inconsulte e infondate come quella di   Massimo Villone secondo cui “La libertà individuale di contagio è di destra, la difesa della collettività dal contagio è di sinistra.” Ora ci si potrebbe fare anche beffe dell’ennesimo personaggio che non riesce a cogliere nemmeno i dati di realtà più evidenti, che non legge i dati e a cui la mammina non ha ancora spiegato che anche i vaccinati contagiano nonostante lo abbia detto persino Fauci che come costruttore di virus mortali in laboratorio è evidentemente un personaggio della sinistra. Che insomma la discriminazione è inutile, è solo il tentativo di liberarsi di chi resiste a una nuova ingegneria sociale. Nella mia vita ho visto fior di imbecilli arrivare posizioni e a notorietà una volta riservate a gente che aveva un po’ di cervello e di onestà intellettuale che non mi posso stupire nemmeno delle più imbarazzanti manifestazioni di ottusità che attingono ai livelli più elementari del giudizio e delle categorie dell’essere.

Anzi siccome so per esperienza che a lavare la testa dell’asino si perde il ranno e il sapone non mi sarei minimamente interessato a queste parole, alla loro squillante banalità e degradante malafede, se non fosse che esse rivelano un universo di dogmatismo fideistico  che si nasconde dietro il facile ombrello di una scienza immaginaria, ma anche di una sinistra mitologica completamente deformata e  strappata all’idea del progresso sociale, ma utilizzata per i riti sciamanici del potere. Quando si cita ” il contagio ” non nella sua datità  reale e numerica che peraltro secondo i dati ufficiali, già pesantemente manipolati,  non differisce da una sindrome influenzale, bensì  come una sorta di archetipo del male; quando la si dipinge a prescindere come il Lucifero negli arcaici affreschi o mosaici  delle  chiese dell’alto Medioevo, siamo completamente al di fuori della comprensione sociale e totalmente immersi in una dimensione che può trovare posto nella biopolitica foucaultiana con il recupero di tutti gli arcaismi che essa richiama alla mente come mezzi per nascondere la gestione, utilizzazione e  controllo del corpo umano nella società dell’economia e finanza capitalista.  Altro che illuminismo, altro che Marx e persino altro che socialdemocrazia: qui ci sono personaggi che fanno la danza della pioggia per favorire il reset degli oligarchi evidentemente nella speranza di salire sul carro del vincitore, non avendo il minimo sentore che poi non conteranno più nulla. E in effetti in questo senso  si potrebbe parlare come fa Byung-chul Han di psicopolitica nel senso che non si gestisce nemmeno più direttamente  il livello biologico, ma quello mentale, con la seduzione e la paura di perdere l’unica cosa rimasta all’uomo contemporaneo ossia il corpo che egli scrive con segni, cabale tatuate, mode, segnali. Messaggi nella bottiglia che non trovano alcuna riva dover fermarsi.

Chi avrebbe mai detto che la sinistra sarebbe finita in questo modo, infiltrata e decisa da personaggi che niente hanno a che fare con essa, ma che per motivi di clan e di relazione non riesce ad espellere dalla propria agenda e dalla propria voce, soccombendo al contagio dell’ultracapitalismo, Che in questo caso è mortale.

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