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Fda, “vietata” verifica sull’efficacia dei vaccini

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Probabilmente a molti di noi sarà capitato di  soggiacere impotente alle sevizie di qualche venditore che ad ogni vostro tentativo di controbattere cambia versione  per cui assolutamente dovere comprare ciò che vende. Anche se essa è una pandemia e una serie non ben stabilita di iniezioni con vaccini assolutamente sperimentali: qui infatti non ci troviamo di fronte a qualcosa di scientifico, ma a una gigantesca vendita illegale. E quasi ogni giorno capita di vedere questi piazzisti correggere  tutto quanto detto precedentemente per aggiustare la narrazione alla realtà. Alle volte il salto è davvero metafisico come è capitato alla Food and Drug Administration degli Usa che dopo un numero incalcolabile di test anticorpali per determinare il loro stato di salute o malattia ( e cifre astronomiche spese per questo) è costretta a venire in aiuto agli amici di Big Pharma che determinano poi il suo bilancio e tentare di salvare la faccia ai vaccini: adesso dice che ” i risultati dei test sugli anticorpi SARS-CoV-2 non devono essere utilizzati per valutare l’immunità o la protezione da COVID-19 in qualsiasi momento, e soprattutto dopo che la persona ha ricevuto un COVID-19 -19 vaccinazione.”

In realtà già l’Oms aveva messo in forse il valore diagnostico dei test, ma questo aveva avuto assai scarsa efficacia sul piano pratico, aveva solo sgravato l’organizzazione mondiale della sanità dalle sue responsabilità, e3 si è cominciato a badarci  se non quando si è dovuto giustificare il fatto che i vaccinati non suscitavano la risposta anticorpale sperata. E allora il salto della quaglia con una dichiarazione lasciata volutamente un po’ tecnica perché il suo significato non fosse immediatamente chiaro: “I vaccini autorizzati per la prevenzione del COVID-19 inducono anticorpi verso specifici bersagli proteici virali; dopo la vaccinazione i risultati del test anticorpali saranno negativi in individui senza una storia di infezione naturale precedente”. In  parole povere questa vergognosa elissi dice più o meno:  il vaccino crea anticorpi specifici contro la proteina spike, non contro il virus. Se si fa  il test anticorpale standard dopo la vaccinazione, questo sarà inutile, perché il test non ha lo scopo di rilevare gli anticorpi contro la proteina spike. Rileva solo gli anticorpi contro il virus ”

E va bene, cioè no, visto che i vaccini stimolano le cellule a produrre la proteina spike che di per sé e tossica che è un enorme  problema i cui tragici effetti si vedranno nel tempo, ma insomma volendo sarebbe un gioco da ragazzi mettere a punto un test che rilevasse gli anticorpi contro tale proteina. Perché allora non lo si produce e ci si limita a dire che il test anticorpale è inutile per i vaccinati?  Semplice: se la FDA sviluppasse un test del genere, allora sarebbe facile vedere quanto bene funzioni o meno il vaccino e questo è un rischio che nessuno vuole correre, men che meno le autorità sanitarie che sono complici della campagna di paura e poi di quella vaccinale. Se dovesse saltar fuori che in un grande numero di casi la puntura è inutile salterebbe tutto il castello di carte costruito su un rapporto rischio – beneficio del tutto narrativo e privo di qualunque certezza o concretezza. Certo ci sarebbe anche da domandarsi se gli anticorpi specifici contro la proteina spike siano da soli sufficienti per neutralizzare, disabilitare, distruggere il virus reale. Ma questa domanda è troppo sofisticata per il livello cognitivo  di chi si fa vaccinare e per quello morale di chi li produce.

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