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Pfizer e Moderna annullano gli studi: impossibile conoscere l’efficacia dei vaccini

Sia Pfizer che  Moderna hanno fatto sapere di aver annullato lo studio sull’efficacia dei vaccini per il Covid 19: infatti è arrivata notizia che i gruppi placebo, ovvero quelli a cui era stata iniettata solo acqua distillata , sono già stati vaccinati. Davvero strana tutta questa urgenza di fronte a malattia così lieve da avere un indice Cfr dell’ 01 % e un Ifr, calcolato con i criteri dell’Oms, quindi largamente pro pandemia, inferiore a 0,005%. Anzi no è  assolutamente normale in questo mondo rovesciato perché in tal modo viene meno qualsiasi  possibilità di scoprire quale sia la vera efficacia di questi vaccini che è può essere accertata davvero solo con studi di lungo periodo. Quindi non solo si è tollerato che gli studi presentati da queste due multinazionali del farmaco non fossero effettuati a “doppio cieco” come avrebbero dovuto essere rendendo così possibile ogni errore e ogni manipolazione anche involontaria, ma adesso, firmati i contratti per miliardi dosi, i due giganti fanno cucù e a sostanzialmente annunciano di non voler procedere oltre su uno studio sull’efficacia che potrebbe portare a scoperte inquietanti per loro, ma anche per chi ha avallato misure di restrizione delle libertà, messo in mora le costituzioni, alterato elezioni e costretto la gente a una vaccinazione di massa  a fronte di un’influenza.

Per la verità la decisione non giunge come un fulmine a ciel sereno perché già da gennaio sia Pfizer che Moderna avevano fatto capire che alla fine di marzo avrebbero vaccinato il gruppo placebo o comunque chi tra loro lo avesse chiesto il che comunque avrebbe inficiato la validità dei dati raccolti. Ma poi andandosi a leggere il progetto di studio presentato da Pfizer (vi sconsiglio di scaricarlo perché prima o poi sparirà o verrò sostituito alla chetichella) si scopre che in realtà nella fase 2/3non si puntava a scoprire quale fosse la reale efficacia del vaccino, ma soltanto a stabilire se il preparato avesse un’efficacia almeno del 30 per cento con una certezza del test al 90%. Dunque un’obiettivo minimo e già in sé piuttosto deludente per una vaccinazione che si vorrebbe universale e obbligatoria. E tuttavia anche questo punto minimo presenta non pochi problemi visto appunto che tali studi, secondo le linee rese note da Pfizer  non avrebbero dovuto svolgersi in doppio cieco che è lo standard per queste ricerche  non si dovrebbero svolgere in doppio cieco, ma qui si trova un altro “punto debole”:  a pagina 93 si dice che “Entro 7 giorni da ogni vaccinazione, i potenziali sintomi di COVID-19 che si sovrappongono a specifici eventi sistemici (ad esempio febbre, brividi, dolori muscolari, diarrea, vomito) non dovrebbero innescare potenziali casi di COVID-19 “ detto in soldoni se ti ammali dopo il vaccino noi non lo consideriamo come caso covid, cosa che manda all’aria anche quell’efficacia al 95% per cento che era stata più che altro ipotizzata in fase 1 giusto per strappare un’autorizzazione di emergenza.

Non c’è dunque alcuna sorpresa che le apripista vaccinali dell’occidente nascondano la mano dopo aver lanciato il sasso. Quanto sono davvero efficaci questi vaccini che peraltro appaiono anche i più pericolosi di tutti tempi? Quelli che li  producono dopo aver dato una risposta sostanzialmente scorretta eliminando i casi che avrebbero messo in luce i problemi  adesso dicono che per “ragioni umanitarie” (vaccinare quei fortunati che avevano ricevuto solo il placebo) si tirano indietro e se ne fregano. Francamente è davvero difficile trovare nel passato un atteggiamento così cinico e ipocrita,  forse perché è anche la prima volta in cui un’intera costellazione di potere ha agito in maniera coordinata per ottenere l’effetto pandemia e per imporre cose che in altre situazioni non sarebbero mai passate. Non riesco a capire chi mai possa accettare di fare da cavia e di farsi iniettare un vaccino di cui ora  è sconosciuta l’efficacia persino in via ufficiale. Però disgraziatamente esistono.

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