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You tube censura il premio nobel che ha inventato l’ivermectina

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“L’importanza della .. per migliorare la salute e il benessere di milioni di persone , è incommensurabile“. Questa era scritto nel 2015 nel comunicato stampa con cui il comitato del Nobel conferiva il premio per la medicina dato a Satoshi Ōmura e  William C. Campbell. Ho tralasciato il nome del farmaco per creare un’effetto sorpresa, l’effetto wow per chi non conosce l’italiano elementare e non riesce ad articolare distinzioni fra i diversi tipi di stati d’animo. Lo dico perché questa stupidità emotiva non è poi così lontana dalle ragioni per cui una così assurda mistificazione pandemica sia potuta passare senza sostanziale resistenze. Ma il farmaco era la tanto demonizzata ivermectina che  solo a nominarla si va all’inferno per aver bestemmiato Big Pharma e i suoi maledetti profitti: in appena sei anni tutto si è ribaltato attraverso la lente deformante del denaro e si è passati dal nobel alla condanna senza appello e infatti qualche giorno fa Satoshi Ōmura è caduto vittima dei fascisti di You Tube – Google i quali lo hanno espulso con la solita formula della “violazione delle linee guida della community” per aver discusso dell’Ivermectina.

Ovviamente ci sono state delle reazioni qui e là: “Quando i fascisti di YouTube censurano il vincitore del Premio Nobel Dr. Satoshi Omura, un uomo le cui scoperte hanno salvato più di cento milioni di persone dalla cecità, il mondo è entrato in un luogo molto, molto oscuro”, ha twittato il membro del Parlamento australiano Craig Kelly. “Non posso esprimere a parole quanto tutto questo mi renda arrabbiato e triste e timoroso per il futuro.” E ha fatto eco Frontline Covid-19 Critical Care, un’alleanza di medici e studiosi che si è impegnata a “ricercare e sviluppare protocolli salvavita per la prevenzione e il trattamento di COVID-19 in tutte le fasi della malattia”, che si è espressa  contro la censura avvertendo  che “brillanti scienziati e la stessa e la scienza salvavita vengono sistematicamente imbavagliati”. Ma il fatto che manchi una ribellione generale del mondo della ricerca ci fa capire che esso è troppo dipendente dai soldi di Big Pharma e dai loro amici tecnocrati di rete per essere autonoma, ma a questo punto anche credibile. E’ probabile che la mistificazione pandemica finirò con l’arenarsi in qualche modo, ma rimangono in campi tuti i problemi di una società occidentale in mano a pochi ricchi che tengono le file del discorso pubblico e della conoscenza. All’uomo della strada potrà sembrare quasi impossibile, eppure basta capire come si svolge la ricerca e quanti pochi soldi vengano dal pubblico per comprendere come con investimenti relativamente modesti, si possano legare e collegare decine di centro di ricerca, università e centinaia di ricercatori che se solo parlassero e dicessero la verità verrebbero tagliati fuori.

Non si uscirà fuori da tutto questo se non si affronteranno in maniera strutturale questi problemi, vale a dire se non si farò una rivoluzione.


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