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Avere la faccia come il c…ovid

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Una delle espressioni  chiave del nostro tempo è “avere la faccia come il culo” ossia non conoscere il pudore essere senza vergogna, cosa che vista la perdita quasi totale di memoria a medio termine costituisce solo un problema temporaneo. Ebbene una delle più grandi facce in simbiosi con il lato B è quella di  Christian Drosten ,  direttore dell’Istituto di virologia della Charité di Berlino, noto il “vero volto della Germania nella crisi del coronavirus”, quello che ha sempre consigliato le misure più severe e che ha contribuito a creare un’atmosfera di angoscia. Drosten è anche colui che nella seconda settimana  del 2020. mise a punto il protocollo pcr, immediatamente adottato dall’Oms nella medesima giornata di presentazione e precisamente il 13 gennaio. E’ proprio su questo protocollo che si è innestata la narrazione pandemica permettendo di scoprire dovunque positivi, anzi falsi positivi. Egli inoltre dal 2017 al 2019,è stato membro dell’International Advisory Board del Ministero della Sanitò  tedesco sulla salute globale, presieduto da Ilona Kickbusch, una politologa di spiccate tendenze globaliste e di cui faceva parte anche Christopher Elias, presidente del  Global Development Program della fondazione  Bill & Melinda Gates e Jeremy Farrar, presidente della Wellcome Trust, fondazione legata alla nota multinazionale farmaceutica. Insomma tutto un mondo legato e collegato da interessi e da medesime visioni.

Ad ogni modo il dottor Drosten alla fine di aprile 2020 ha rilasciato un’intervista bomba, passata sotto totale silenzio, anche se ripresa più volte nel corso dell’ultimo anno ma che decostruisce la narrazione pandemica che egli stesso ha costruito e che grottescamente in Germania continua ad avere tutto l’appoggio del governo Merkel. Ecco in sintesi i punti salienti:

  1. I coronavirus che causano il comune raffreddore non possono essere differenziati dall’effettivo virus Covid-19 attraverso i test pcr
  2. ” Alcuni virologi presumono che ci siano  persone diventate immuni al Covid-19 avendo avuto in passato un raffreddore da coronavirus”( ma chi non lo ha avuto?)
  3. “Ci aspettiamo che possa esserci un’immunità di fondo non osservata, a causa dei coronavirus del raffreddore,  perché sono strettamente correlati al virus SARS CoV-2 “.
  4. “Potrebbe essere che chi avuto un virus del raffreddore un anno o due fa sia protetto “.

Se volessimo tradurre in soldoni questi punti potremmo dire che l’allarme lanciato un anno e mezzo è stato artefatto, che i numeri derivanti dai test pcr non hanno alcun senso, che molta parte della popolazione potrebbe già avere una duratura ‘immunità crociata e che dunque dai vaccini non può attendersi nulla di positivo e tutto di negativo. Ci potremmo anche aggiungere che si è enormemente enfatizzata la gravità di una malattia che rimane lieve in mancanza di patologie gravi e di fronte alla quale la vaccinazione universale imposta è davvero grottesca degna di dittatori di stati bananas. Potremmo dire che siano prigionieri di un raffreddore.

Naturalmente _Drosten si guarda bene dal tirare le somme di quanto lui stesso ha detto: non va certo contro la politica del governo che lo paga profumatamente, almeno quanto basta per far strage di virologhe, come si mormora, ma ammette quel tanto che basta per precostituirsi un alibi nel caso il coperchio della pandemia finisca per saltare, quel tanto che basta per non essere un possibile capro espiatorio.

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