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Fauci col mal di denti

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Ogni giorno che passa l’affare Fauci si ingrossa: nel giro di più o meno di due mesi da eroe della pandemia e indomito avversario di quel Trump che si ostinava a voler curare il Covid invece di vaccinare tutti con preparati sperimentali, si è trasformato nel possibile colpevole dell’invenzione di un virus artificiale poi fuggito dal laboratorio di Wuhan. Ammesso poi che sia fuggito o non lasciato in libera uscita.  Le tappe di questa trasformazione possono  sono state regolarmente segnalate su questo blog quando ancora erano eretiche e irritavano i fedeli del culto: si comincia nel dicembre dell’ anno scorso, intorno a Natale quando il papa della narrazione pandemica, ammise in un intervista al New York Times  di aver mentito sull’immunità di gregge per spingere più persone a prendere il vaccino. Era la prima crepa che si apriva sull’ immagine patinata del personaggio la cui demolizione, prosegue nella primavera successiva, anche sull’onda delle notizie dei contatti tra Bill Gates, sponsor dei vaccini e Jeffrey Epstein:  la task force costituita in Usa contro il coronavirus e comandata dal Surgeon General delle forze armate  Jerry Adams annuncia  di aver abbandonato gli schemi predittivi sull’epidemia dell’ Organizzazione mondiale della sanità e di aver adottato nuovi modelli basati sui test reali e non su calcoli astratti “gonfiati e basati sulla paura”. Era un siluro lanciato direttamente contro Fauci che era stato il maggior propagandista e sostenitore di quelle cifre.

Ma è maggio il mese della disfatta:  all’inizio è stato costretto ad ammettere , durante un’udienza al Senato Usa,   che il suo National Institutes of Health (Nih) ha  finanziato collaborazioni “rischiose” e “inappropriate°” presso l’Istituto di virologia di Wuhan, una cosa che aveva sempre tenuto nascosta proprio per paura che si stabilisse un collegamento tra la comparsa dei virus e le ricerche che finanziava e sull’onda di questa ammissione – confessione disse di aver cambiato idea sul dogma dell’origine naturale del virus e invece era da indagare una possibile genesi artificiale che fino ad allora era stata ridicolizzata dalla potente macchina social mediatica del sistema. E adesso si scopre da una lunghissima serie di mail ottenute grazie al  Freedom of Information Act che sin dall’inizio Fauci si era preoccupato di usare il suo ascendente e il suo potere nel campo della ricerca medica perché venisse esclusa un’origine artificiale del virus per paura di poter essere accusato di essere proprio lui il padre del Sars Cov 2 ancorché ideato presso l’Istituto di virologia di Wuhan”.

A questo punto vale la pena di chiedersi come mai questo cambiamento di atmosfera pur essendo stato Fauci tra i paladini di Biden e uno degli uomini chiave per la sua vittoria elettorale, dunque uno difficile da attaccare. Forse siamo a una svolta nella narrazione pandemica favorita dall’inaspettato e altissimo numero di decessi e reazioni avverse dovute ai vaccini, e anche dal fatto che la metà degli stati Usa ha  abolito mascherine e confinamenti, mentre alcuni hanno addirittura proibito i passaporti vaccinali? In questo senso la caduta dal piedestallo di uno degli uomini che ha fatto la pandemia potrebbe risultare utile e forse non è un caso che anche Bill Gates uno dei maggiori “ideologi”  del vaccinismo  sia entrato in una spirale di progressivo discredito. Probabilmente ci si prepara al passaggio dalla fase pandemica a quella endemica  che non significa affatto una riduzione della dittatura sanitario – mediatica, ma un suo cambiamento per liberarsi delle tesi e delle idee ormai insostenibili che potrebbero mettere in crisi tutta la narrazione a passare a misure diverse per certi versi più morbide, per altri più dure come una divisione della popolazione tra vaccinati e non vaccinati che diventerà una divisione permanente vista la necessità di continui richiami.

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