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Studio shock: i vaccini potrebbero provocare malattie da prioni

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Se ne era parlato nelle settimane scorse, ma adesso sta ricevendo alcune conferme: si tratta di uno studio – shock concluso alla fine dello scorso anno, ma pubblicato solo di recente, forse per non turbare il mercato dei vaccini, secondo il quale il preparato di Pfizer potrebbe innescare malattie degenerative cerebrali simili a quelle provocate dai prioni. In sostanza, come si può leggere nella ricerca, la sequenza di mRna del vaccino e l’interazione con il bersaglio della proteina spike potrebbero indurre le proteine TDP-43 e FUS a ripiegarsi nella loro forma prionica che può causare demenza, SLA e persino Alzheimer. Dei prioni si sa ancora poco se non che essi derivano da proteine utili presenti nei mammiferi che subiscono un cambiamento di conformazione che pur lasciandone inalterata la formula chimica causa un cambiamento della forma tridimensionale, rendendole inutili e dannose soprattutto per le cellule nervose. Da cosa derivi questo cambiamento è ancora tema di dibattito, ma di certo una delle cause può essere una mutazione genetica non difficilissima da verificarsi visto che tali proteine sono codificate da un unico gene.

Il fatto è che una volta formatosi il prione esso non è più eliminabile, tende ad accumularsi e a provocare danni ai tessuti nervosi  che possono rivelarsi dopo molto tempo. E lo studio di cui parliamo ha stabilito che  “l’RNA del vaccino Pfizer ( ma immagino che questo possa valere anche gli altri preparati dello stesso tipo) ha sequenze specifiche che possono indurre TDP-43 e FUS a ripiegarsi nelle loro forme  patologiche di prioni”. L’autore dello studio conclude  che “Tale scoperta, nonché i potenziali rischi aggiuntivi, portano a credere che l’approvazione normativa dei vaccini a base di RNA per SARS-CoV-2 sia stata prematura e che il vaccino possa causare molti più danni che benefici”. Naturalmente si tratta di un’ipotesi, anche se consistente e non campata in aria che va ad aggiungersi alle tante ombre di vaccini assurdamente prescritti come unico ed estremo modo di combattere una sindrome influenzale peraltro perfettamente curabile con farmaci di ampia diffusione:  una cosa che farebbe ridere se non facesse piangere anche perché fra Europa e Stati Uniti, questi vaccini sperimentali sono stati in effetti estremi rimedi per più di 20 mila persone che ci hanno lasciato le penne. E si tratta solo dei casi segnalati in mezzo a una censura feroce.

Ma in questo caso  si tratterebbe di un effetto subdolo, a lungo termine e senza rimedi eventualmente provocato da interferenze  genetiche di cui non conosciamo affatto tutte le conseguenze il che rende a dir poco criminale l’intenzione di vaccinare anche i ragazzi e i bambini che non hanno nulla da temere dal Covid, ma moltissimo da vaccini di cui nessuno conosce le conseguenze. Il fatto stesso che le multinazionali produttrici di vaccini a mRna abbiano chiesto l’immunità da esiti negativi dei loro preparati significa che esse sono ben consapevoli dei rischi che fanno correre alla popolazione, in realtà assai maggiori di quelli rappresentati dalla malattia che vorrebbero combattere e la cui gravità è stata esaltata in maniera grottesca attraverso la manipolazione massiccia dei tamponi e dichiarazioni di morte.  Con il pretesto della protezione della salute, le lesioni da vaccino si stanno diffondendo in bella vista, davanti ai nostri occhi. E la follia è che molte persone lo vedono, ma nessuno tenta di fermare il gioco al massacro. Solo una disobbedienza civile massiccia è necessaria per una società solidale che si renda conto della posta in gioco e di ciò che ci viene fatto.

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