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Il passaporto vaccinale del lager Europa

L'Arco di Trionfo, Parigi, 17 marzo (Adrien Vautier/Le Pictorium Agency via ZUMA Press/ansa)

Non mi piace ripetermi e ripresentare vecchi post all’attenzione perché mi sembra quasi di tradire il lettore, ma alle volte è necessario riprendere un discorso per mostrarne gli sviluppi e le estensioni. In questo caso il contenuto di un pezzo di due giorni fa,  Il nuovo trucco per nascondere il lato oscuro dei vaccini va assolutamente riproposto per mostrare come  tale nuovo trucco sia servito per rendere l’Europa un lager, permettendo di trovare un accordo per istituire il famoso passaporto vaccinale che in termini sanitari non ha alcun senso, visto che i vaccinati risultano positivi al covid quanto e forse più dei non vaccinati. In questo contesto occorreva tirare fuori un coniglio dal cilindro perché la marmaglia di lobbisti che vive tra Bruxelles e Strasburgo ha bisogno comunque di precostituirsi un alibi e il coniglio è stato fornito dalla decisione del Cdc americano, subito dopo seguito dall’Ema, l’agenzia europea del farmaco, di giocare ancora una volta sull’ambiguità dei test Pcr che possono dare risultati diversi a seconda dei cicli di moltiplicazione cui sono sottoposti. Così si è deciso di usare un fattore di moltiplicazione non superiore a 28 per i vaccinati e uno più alto  per i non vaccinati, così da ridurre il numero dei positivi tra chi si è fatta la dose per così dire, e continuare invece ad alimentare la paura con un altro numero di falsi positivi tra chi non si è ancora arreso ad essere la cavia di Big Pharma.

Dunque l’operazione non è servita solo a salvare la faccia dei produttori di vaccini ad mRna e in generale di tutto il circo pandemico, ma anche di fare un passo avanti nel controllo della popolazione e nella sottrazione di libertà, con la scusa di prendere un provvedimento che  sarebbe “un elemento chiave sulla strada per riprendere i viaggi sicuri e facili in tutta l’Ue“ o addirittura “un segnale forte per il turismo e la ripresa”. E’ invece solo un  miserabile ricatto per smerciare quantità stratosferiche di vaccino nella totale noncuranza di qualsiasi precauzione, di qualsiasi correttezza scientifica, ma anche di qualsiasi dialogo. Viene da chiedersi infatti come mai i vaccinati debbano comunque mettere mascherine, fare tamponi e seguire le regole di distanziamento poste da ogni Paese e potrebbero anche essere messi in quarantena in caso di “variante” altra invenzione per mantenere vivo l’impianto mistificatorio visto che tutti i virus hanno sempre molte varianti che è una cosa molto diversa da mutazioni. C’è da chiedersi chi avrà  davvero voglia ( e soldi) di pellegrinare da una baracca all’altra del campo di concentramento europeo e se le cavie felici, contente e ignare da stare al gioco e vagabondare in un’atmosfera da dopo bomba saranno in numero tale da salvare il turismo. Ne dubito fortemente, così come invece non dubito che il passaporto vaccinale sarà portato a dimostrazione della volontà di questi squallidi impiegati dell’oligarchia di voler salvare ciò che invece hanno scientemente affossato.

Pazienza tanto ormai l’Europa è il continente perduto, non riesce più ad esprimere alcuna vitalità né politica, né economica, è un lazzaretto dove si consuma una speranza prima malintesa e poi tradita, dove milioni di persone  si sono rivelate così atarassiche da lasciarsi prendere per il naso da una tragica farsa, costata molti morti e non certo per una sindrome influenzale battezzata Covid, ma per la mancanza di prospettive e di orizzonti che non ha consentito né la comprensione, né la ribellione. Altro che turismo da salvare, c’è solo una svendita per chiusura.

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