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I 400 tiranni

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Una delle maggiori difficoltà nel comprendere la natura mistificatoria della pandemia consiste nel non aver afferrato il livello e la natura della concentrazione del potere che si è determinata nell’era neoliberista: così generalmente si pensa che sarebbe troppo complesso mettere assieme una narrazione talmente totalizzante e menzognera, ancorché si abbiamo esempi di bugie globali come quelle che hanno portato ai troppi conflitti di un secolo ancora giovane: le guerre civili inventate, le armi di distruzione di massa che non c’erano, i movimenti insurrezionali integralmente organizzati e pagati da fuori. Pure in questi casi sarebbe teoricamente troppo complesso mettere in piedi rappresentazioni  che non hanno realtà, ma solo scenografia e sceneggiatura, ma questo perché si pensa al mondo come era 50 o  60 anni fa e come ingannevolmente ancora appare.  In realtà le cose sono assai più facili, perché la quasi totalità del potere nel mondo occidentale è nelle mani di meno di 400 persone. Non sempre si tratta dei più ricchi, non sempre dei più conosciuti, ma nell’insieme formano una rete solida, capace di resistere a tutte le sollecitazioni.

Questo panorama genericamente abbastanza visibile è stato studiato in maniera accurata dal professor Peter Phillips , docente di sociologia politica presso la Sonoma State University, il quale nel suo saggio, appena uscito Giants: The Global Power Elite traccia la mappa e la struttura di questo potere. Al centro di tutto ci sono le 17 maggiori società di investimento come Vanguard, BlackRock e JP Morgan Chase che gestiscono nel complesso 41 trilioni di dollari (in pratica il pil di tutti i Paesi occidentali) attraverso una rete di capitali interconnessi che si estende in tutto il mondo e che naturalmente coinvolge in rapporti reciprocità sia Big Tech che le aziende farmaceutiche, la globalità dell’informazione, gran parte del manifatturiero rimasto e l’industria alimentare che investono l’una nelle altre.. Questi 17 giganti operano in quasi tutti i paesi del mondo e sono “le istituzioni centrali del capitale finanziario che alimenta il sistema economico globale“. Investono in tutto ciò che è considerato redditizio, che va dai “terreni agricoli in cui gli agricoltori indigeni sono sostituiti da investitori d’élite” ai beni pubblici (come i servizi energetici e idrici), alla dominazione dell’informazione e comunicazione al complesso militare che genera le guerre. il potere in questi ambiti di vera e propria pianificazione politica al di fuori dei governi e degli stati viene esercitato da 199 direttori dei diciassette giganti finanziari globali, e interconnessi attraverso numerose reti di associazioni tra cui il Forum economico mondiale, la Conferenza monetaria internazionale, affiliazioni universitarie, vari club politici o think tank.

Sotto, sopra e attorno ad essi ci sono istituzioni transnazionali che svolgono una funzione unificante. come Banca mondiale, Fondo monetario internazionale, G20, G7, Organizzazione mondiale del commercio ), Forum economico mondiale (WEF), Commissione trilaterale, Gruppo Bilderberg , Banca dei regolamenti internazionali, Gruppo dei 30 (G30), Consiglio per le relazioni estere la Conferenza monetaria internazionale:  fungono da meccanismi istituzionali per la costruzione del consenso all’interno della classe capitalista transnazionale e per la formulazione e l’attuazione di politiche d’élite al potere. Politiche che poi si concentrano nella difesa della globalizzazione transnazionale, del  flusso illimitato di capitali finanziari in tutto il mondo, dell’egemonia del dollaro e l’accesso al petrolio. In sostanza nella perpetuazione del potere e dei suoi assetti che sono al 90% basati in Usa. In totale perciò arriviamo a meno di 400 persone che gestiscono il potere reale. Secondo Phillips non sempre di questo Gotha fanno parte le persone più ricche e in vista  come Bezos o Buffet tanto per citarne due, chi conta di più sono personaggi  come Larry Fink (Presidente e Ad di BlackRock), James Dimon (Presidente e CEO di JPMorgan Chase), John McFarlane (Presidente di Barclays Bank). Altri Ancora come ad esempio Bill Gates e i Rothschild hanno una funzione intermedia.

L’insieme di questi quasi 400 tiranni già da decenni si serve del complesso militare statunitense e Nato per creare situazioni di conflitto che sono una valvola di sfogo assolutamente essenziale per il surplus di capitale, dunque non ha alcuna difficoltà a diffondere qualsiasi tipo di narrazione: ed è singolare che si sia arrivati a quella pandemica e/o ambiental – catastrofica nel momento in cui si sono mostrati segnali inequivocabili  di ribellione nei confronti di questo assetto. La cosa del tutto improbabile è che non ci fosse stato un tentativo di ribaltare la situazione.

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