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Eric Clapton, drammatico diario di vaccinazione

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Una drammatica e desolata testimonianza sulle vaccinazioni  arriva dal cantante Eric Clapton, già preso di mira per le sue posizioni anti confinamento che ha fatto questa esperienza nei mesi scorsi e che naturalmente finora non è riuscita a filtrare attraverso il muro del silenzio steso dai media . La riporto così come mi è giunta attraverso l’architetto e produttore cinematografico Monotti Graziadei che opera a Londra ed è anche autore di un “Protocollo” per favorire la cura precoce del Covid:

“Nel febbraio di quest’anno, prima di scoprire la natura dei vaccini (e con l’enfisema a 76 anni), sono stato tra i pionieri. Ho ricevuto la prima vaccinazione AstraZeneca e ho avuto subito reazioni gravi che sono durate dieci giorni, alla fine sono guarito e mi è stato detto che sarebbero passate dodici settimane prima della seconda vaccinazione.

Circa sei settimane dopo, mi è stata offerta la seconda dose di  AZ e l’ho presa, ma con un po’ più di consapevolezza dei pericoli. Inutile dire che le reazioni sono state catastrofiche, le mie mani ei miei piedi sono rimasti come  congelati, insensibili o bruciati e sono stati praticamente inutilizzabili per due settimane;  temevo che non sarei mai più stato in grado di suonare (soffro di neuropatia periferica). Ma la propaganda diceva che il vaccino era sicuro per tutti….

Ho registrato un’altra canzone di Van Morrison, si chiama “The Rebels”, non è aggressiva o provocatoria, chiede solo;

“Dove sono finiti tutti i ribelli?

Nascondendosi dietro gli schermi dei computer

Dov’è lo spirito, dov’è l’anima

Dove sono finiti tutti i ribelli?”

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