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Pretendiamo Respekt come in Austria

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I commercianti cominciano ad organizzarsi in varie parti del continente per respingere la discriminazione contro chi non vuole vaccinarsi e dunque la società fondata su due classi: in Austria è nata la piattaforma “Respekt” che riunisce numerosi imprenditori che non richiedono documenti di accesso ai loro clienti: si tratta di alberghi, negozi, ristoranti, fornitori di servizi come per esempio parrucchieri e via dicendo  che sono fortemente contrari a tutto l’unitile accrocchio pseudo sanitario della narrazione pandemica con i suoi tamponi, mascherine, certificati di vaccinazione e imposizioni anticostituzionali. Chi aderisce a questa iniziativa viene inserito nella rete Animap dove chiunque può cercare l’esercizio “libero” che cerca e nella zona che preferisce. L’iniziativa è nata quando da  un sondaggio è emerso che il 77% dei consumatori  austriaci rifiutano i test di accesso durante gli acquisti, facendo balzare alle stelle la vendita on line di qualsiasi prodotto.

La piatta forma Respekt parte dalla considerazione che lo stesso Oms ha tolto ogni validità ai tamponi e non consiglia le certificazioni vaccinali mentre numerosi studi ai massimi livelli stanno ridimensionando la pandemia entro numeri da influenza e pertanto sia la politica sanitaria che quella economica non sono né basate su prove né proporzionate alla dimensione reale del problema.  di qui la creazione di “una rete tra fornitori e clienti nell’intero spettro economico. Ovunque entrino in gioco le imposizioni dei test o dei certificati vaccinali  Animap è la risposta per coloro che non vogliono che questa società si divida in due classi”

Dunque non siamo di fronte solo a una capacità organizzativa che a quanto sembra pare destinata ad allargarsi ai Paesi vicini, ma soprattutto alla consapevolezza finalmente raggiunta che uno degli scopi della narrazione pandemica è proprio quello di trasferire grandi quantità di lavoro e di economia dai piccoli alle mega catene: dunque rimanere ligi a diktat senza senso, facendo persino mancare la solidarietà ai pochi coraggiosi che provano a disobbedire nella speranza che l’ubbidienza acceleri i temp idi un mitico ritorno alla normalità è solo una pia illusione. O meglio un inganno cognitivo: il potere non vuole nessun ritorno al mondo ante pandemia e le nuove abitudini finiranno per imporsi perché a nessuno piace uscire se questo rassomiglia all’ora d’aria di una galera. Mi chiedo quando in Italia l’area del lavoro autonomo che ancora si balocca con l’ubbidienza, capirà che si sta suicidando se non trova e presto un qualche modo per uscire dalla gabbia. Per quanto mi riguarda non mi sogno nemmeno di andare in un qualsiasi posto dove dovrei piegarmi a regole insensate che sono un’offesa all’intelligenza. E spero di non dover rammaricarmi di non vivere in Austria o magari di essere costretto ad andare in qualche posto più civile.

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