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C’è un giudice a Berlino… ma è perseguitato

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Ricordate quando in Germania e in Francia  si stigmatizzavano  Polonia e Ungheria perché la magistratura di questi Paesi non era indipendente dal potere politico? Benché si trattasse di una ipocrisia bella e buona visto che questo vale in gran parte anche per gli ordinamenti giudiziari tedesco e francese,  l’informazione ( si fa per dire) accreditò questa tesi che in realtà era diretta contro governi meno inclini ad applicare supinamente i dettami del globalismo. Ma qualche giorno fa questa maschera è caduta definitivamente quando è partita una vera e propria campagna di intimidazione verso il giudice Christian Dettmar del tribunale della Famiglia di Weimar il quale agli inizi di aprile aveva stabilito, sulla base del parere di numerosi esperti il divieto di richiedere agli alunni il distanziamento sociale, di pretendere l’uso delle mascherine e la possibilità di effettuare test rapidi, ma al contempo ribadendo che deve essere mantenuta l’istruzione in aula. Come se questo non bastasse la sentenza estende anche il discorso sostenendo nel suo articolato che modellazioni matematiche astratte basate su mere ipotesi e valutazioni soggettive “non possono sostituire gli studi clinico-epidemiologici basati sulla popolazione” Il che in poche parole significa mandare a gambe all’aria una narrazione pandemica tutta costruita appunto su previsione astratte sballate o magari fortemente suggerite dal potere politico ( in Germania com’è noto il governo ha pagato alcuni ricercatori perché facessero le previsioni più allarmanti possibile).   Insomma una sorta di bomba che tra le altre cose era molto difficile smontare sia da un punto di vista giuridico, sia da quello scientifico visto che lo stesso Oms ha stabilito la totale inaffidabilità dei tamponi, dunque dei numeri della cosiddetta pandemia, mentre sui distanziamenti sociali e mascherine ci sono tonnellate di studi chge ridicolizzano queste misure.

Ma non si poteva rischiare che una sentenza facesse scuola e mettesse in forse l’ordine pandemico di cui la Merkel è una esecutrice quanto mai rigorosa forse per fasi perdonare il Nord stream 2, così è iniziata nei confronti di questo magistrato una vera e propria persecuzione pare su input diretto della cancelliera con il sequestro di  molti documenti, del telefonino e la perquisizione del suo ufficio, dell’abitazione e della macchina. Tutto è stato facilissimo, si sono stimolati alcuni cittadini a presentare esposti per dare il via a una sorta di inchiesta da parte di un pubblico ministero di Erfurt il quale parte dall’ipotesi che Dettmar possa avere agito in modo “illegale” e nell’interesse di una delle parti. Insomma un baraccone che giuridicamente non sta in piedi, tanto è vero che la sentenza del giudice di Weimar rimane pienamente operativa visto che tra l’altro  sarebbe imbarazzante affrontare argomentazioni a difesa di misure che non hanno alcun senso scientifico ma che serve egregiamente come manganello, ossia come avvertimento nel caso altri giudici dovessero emettere sentenze simili facendo in mille pezzi la narrazione emergenziale. Come si vede siamo entrati ormai in pieno regime di inquisizione e non è un caso che questa mutazione si manifesti in maniera inequivocabile proprio nella Germania della Merkel che ha costituito il modello ispiratore dell’Europa dall’euro in poi.  D’altro canto – e le manifestazioni di oggi in tutta la Germania contro le restrizioni ne sono una dimostrazione-  la cancelliera in crisi terminale di consenso assieme al suo partito è già in qualche modo il passato. Il che è un motivo di speranza un varco verso un futuro diverso: tutto sta a vedere se si avrà il coraggio e la determinazione di percorrerlo.

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