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Genealogia di una crisi pandemica

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Probabilmente tuti sanno della questione giudiziaria che lega Ranieri Guerra al ministro Speranza per la vicenda del documento redatto da alcuni ricercatori veneziani molto critico rispetto alla risposta italiana del coronavirus prima pubblicato dall’Oms e poi ritirato grazie ai buoni uffici di Guerra. E ‘ una delle prime storiacce pandemiche, assieme a quella di Arcuri che sono soltanto la superficie di un oceano di ignominie tutte da esplorare. Ma partendo da Guerra,  collaboratore dell’ Organizzazione mondiale della sanità,  Direttore Generale della prevenzione sanitaria preso il Ministero della salute nonché i addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Washington si può  ricostruire tutta la filiera di eventi che ci hanno portato dritto verso la mistificazione pandemica. 

Tutto comincia dopo la crisi dei subprime, quando governi ossessionati dal debito pubblico, ma disponibili a buttare centinaia di miliardi per salvare le banche, cominciarono a mostrare il braccino corto per tutte le spese che avessero un qualche risvolto sociale  o attinente al benessere delle persone ed è per questo che i contributi degli stati, diciamo così ricchi, all’Oms cominciarono a diminuire e si aprì la strada ai contributi dei privati e in particolare della Fondazione Gates e della Gavi, Alleanza per i vaccini che ne era la creatura prediletta. Questo soggetto uno e bino che ovviamente faceva diretto riferimento alle multinazionali farmaceutiche, aveva già un’agenda, (Global Health Security Agenda) presentata al Forum di Davos nel 2010 in cui impostava tutta la politica sanitaria del successivo decennio  sui vaccini, secondo quella che non era per così dire una linea di  pensiero, medico sanitario, ma corrispondeva all’ossessione- giocattolo di Gates che aveva promesso 10 miliardi di dollari per portarla a termine. Ed è stato proprio in quell’anno che sono cominciate le dazioni di Gates all’Oms e tutta la politica sanitaria è stata orientata in maniera maniacale ai vaccini e alle possibili pandemie, che guarda caso avevano come protagonista un possibile coronavirus, ovvero un patogeno a Rna che per la sua estrema variabilità escludeva la possibilità di mettere a punto un vaccino efficace che infatti non era mai stato messo a punto nonostante i molti tentativi.  Del resto l’allora direttore generale dell’Oms, Margaret Chan aveva detto chiaro e tondo “Il mio budget è fortemente vincolato, perciò l’Oms è guidato dall’interesse dei suoi donatori”. Una dichiarazione che avrebbe dovuto suscitare uno scandalo planetario, ma che invece passò assolutamente inosservato.

Beninteso Bill Gates e Gavi non erano di certo soli: molte organizzazioni, fondazioni, club e quant’altro, dirette da super ricchi, videro in questa storia della pandemia e dei vaccini l’occasione per innestare le loro personali ossessioni in una trasformazione della società in senso diseguale e globalista, senza più diritti di cittadinanza , visto che questa la si voleva dissolvere e che avrebbe potuto essere imposta più facilmente in un clima di paura e di eccezione. E l’insieme di questi personaggi aveva in mano gran parte della politica, dell’informazione, della comunicazione e dell’intrattenimento era cioè in grado di imporre i propri temi e le proprie soluzioni alle opinioni pubbliche, nonché di influenzare in maniera più generale la ricerca, le università, il dibattito con queste distopie travestite da buone intenzioni. E infatti le conseguenze non si fanno attendere: già nel 2014 per esempio in Italia con la ministra Lorenzin, i buoni uffici di Ranieri Guerra allora membro del consiglio di amministrazione della Fondazione GlaxoSmithKline, perciò in pieno conflitto di interessi e l’appoggio di Sergio Pecorelli si decise di rendere obbligatoria la vaccinazione contro il morbillo che ormai da decenni aveva in Italia una mortalità di fatto uguale a zero.  Ma la Lorenzin inaugurò una campagna di menzogne allo stato puro in cui parlava di centinaia di morti in Gran Bretagna cercando di spaventare i genitori italiani. 

Qualche anno dopo è arrivato il provvedimento chiave sempre per mano della Lorenzi, ossia la riduzione degli Ordine dei medici ( e di altri ordini professionali) a enti sussidiari dello Stato: ciò vuol dire che il medico non è più portatore di un’etica, di una coscienza professionale e anche di libertà di cura, ma è deontologicamente tenuto ad obbedire alle regole dettate dallo Stato e dalle regioni e soprattutto a sostenere l’obbligo vaccinale: se un camice bianco osa sconsigliare una vaccinazione, magari anche in base alla situazione del paziente commette un illecito disciplinare. E inoltre come fa notare l’avvocatessa Alessandra Devetag che combatte da anni queste mostruosità sanitarie si chiede anche alla magistratura di adottare il metodo scientifico nel riconoscimento del nesso causale tra vaccino e danno. Se la letteratura scientifica nega quel legame casuale, anche la Magistratura deve negarlo. Ora chi abbia letto questo post di qualche giorno fa sa che i nessi causali in questo caso non possono essere stabiliti per singoli casi, ma solo con metodi statistici, quindi è un gioco da ragazzi fare danni senza pagare lo scotto. 

E dire che qualcuno è scettico intorno alle mistificazioni sanitarie perché si chiede come sia possibile un così vasto accordo di medici in merito alla pandemia: ecco perché, possono essere cacciati  se non stanno agli ordini di Bill Gates, E adesso siano arrivati all’assurdo dell’obbligo vaccinale per il licenziamento o la reclusione in casa. Sempre la Devetag fa notare che ci troviamo di fronte non solo una chiarissima violazione dei diritti fondamentali, ma anche a una grottesca e sinistra contraddizione per cui si vuole obbligare alla vaccinazione, firmando però un consenso che dovrebbe essere libero e informato, giusto per evitare che la gente si senta troppo cavia e magari pretenda dei risarcimenti per essere stata costretta a fare qualcosa che non voleva.

Ad ogni buon conto proprio allo scadere del decennio dei vaccini ecco che arriva puntuale la pandemia la quale  tutto sommato può essere anche vista come una drammatica estensione della crisi del 2008, diventata poi endemica a testimonianza delle contraddizioni del neoliberismo e che è stata messa in piedi anche grazie alla privatizzazione sanitaria. Così, attraverso la malattia con cui si terrorizzano le persone si cerca di salvare elite davvero malate e anzi completamente marce.     

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