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Il Sultano e gli eunuchi

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“Lo stiamo perdendo”, esclamano i medici da telefilm che purtroppo si sono rilevati più seri di quelli veri. Ma chi? Il Paese che è ormai un grumo di rabbia da una parte, di sottomissione dall’altra e viene sovrastato dalla straordinaria ottusità di riflessi pavloviani ormai appartenenti a un’altra epoca. Lo si può vedere nella “vicenda turca” della baronessa Von der Leyen che è stata interpretata in senso sessista, un’imperdonabile leggerezza da salotto buono che contrasta ormai in maniera intollerabile con i tempi di ferro verso i quali ci stiamo avviando.  Innanzitutto non c’è nessuno scandalo perché la disposizione  dei quattro personaggi ( in realtà esistono poche foto d’insieme il che aumenta la confusione) e del loro ruolo corrisponde all’etichetta diplomatica turca per la quale il capo delegazione – in questo caso  Charles Michel – si è seduto  accanto al presidente Erdogan mentre sulle ottomane a lato hanno preso posto il ministro degli esteri turco e la von der Leyen che è si la presidente della commissione europea, ma non guidava la delegazione. Inoltre questa disposizione era la più logica visto che è il Consiglio europeo, presieduto da Michel, a occuparsi degli orientamenti di politica estere dell’Unione, non il commissario e anche se tali orientamenti si possono condensare esclusivamente in un “prendiamo ordini da Washington attraverso la Nato” le differenti competenze vanno rispettate e il povero Michel, oggi oggetto delle più sciocche contumelie non aveva alcun motivo di alzarsi e cedere il posto a Ursula, anche se gli ospiti lo avessero permesso.

Tuttavia qualcosa è successo, qualcosa di epocale che l’informazione vuole nascondere dietro il futile chiacchiericcio sessista che comunque fa sempre presa su un pubblico che non è più in grado di pensare lucidamente e di cui Michel sarà il capro espiatorio: in passato infatti i governi turchi, compresi quelli di Erdogan avevano fatto un’eccezione al cerimoniale facendo sedere il presidente della Commissione accanto al Capo dello Stato. Si trattava di una cortesia nei confronti della Ue che adesso è venuta meno. Il che è un segnale chiarissimo del declino dell’Unione, una sorta di patente della sua inesistenza in politica estera, totalmente surrogata da Washington per quanto riguarda le posizioni per così dire comunitarie, ma esercitata ancora dai singoli Paesi che tuttavia agiscono in funzione di interessi divergenti a ulteriore dimostrazione del fallimento del progetto continentale, così come si è incarnato. Perciò Erdogan, ponendo fine alla eccezione di cortesia  ha fatto sapere, servendosi di un’ottomana  che non gli interessa parlare con chi non ha alcun potere, ma semmai di voler confrontarsi con i singoli stati: e ha pienamente ragione vista la frattura che si è determinata dopo le forzature turche nei confronti della Grecia con Francia e Germania su fronti opposti.

Altro che scandaletto para sessista, cibo ideale per neuroni stanchi e che naturalmente è stato chiamato sofàgate. Lo schiaffo è stato di quelli che lasciano a lungo l’impronta della mano  anche perché viene da un Paese che per decenni ha bussato alle porte della Ue chiedendo umilmente di entrare, ma che adesso snobba apertamente una costruzione che si sta disgregando e tratta le sue delegazioni come fastidiosi postulanti, senza più i guanti bianchi di una volta. Ma è proprio questo che si cerca di non far vedere ai cittadini europei facendo scoppiettare i fuochi artificiali delle sciocchezze: la completa irrilevanza dell’Europa

P.S L a foto all’inizio del post è davvero meravigliosa ed emblematica della mistificazione pandemica: i personaggi vicini ( Erdogan e Michel) sono senza mascherina, mentre quelli lontani, von der Leyen e il ministro degli esteri turco ce l’hanno.

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