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Ema “confessa” la correlazione tra AstraZeneca e decessi

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L’Agenzia europea del farmaco (Ema) si è espressa nuovamente sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca, dopo che questo è stato sospeso da diversi Paesi europei: “Il Comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) ha concluso oggi che gli insoliti coaguli nel sangue con piastrine basse dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria”. Continua dunque la drammatica e per qualche verso anche ridicola vicenda di questo vaccino pur nel tentativo della autorità sanitarie di addolcire una pillola di morte. Infatti dopo mille tira e molla che durano ormai da un mese, tra reticenze, condanne e assoluzioni a distanza di poche ore e anche di fronte alla correlazione accertata di coagulazione sanguigna e vaccinazione si continua a dire che “i benefici del vaccino AstraZeneca nel prevenire il coronavirus superano i rischi di effetti collaterali”.

Di per sé si tratta di una frase  per molti versi ingannevole:  intanto perché non è stata fornita alcuna cifra che riguardi il totale di queste reazioni avverse mortali così da smetterla con le frasi vaghe riguardo il rapporto rischio beneficio e cominciare a scoprire le carte , ma soprattutto perché i decessi riguardano persone, donne in particolare, in età piuttosto giovane che hanno un rischio quasi nullo di avere conseguenze gravi dal coronavirus. Non è sul totale dei presunti decessi da Covid che fa fatta l’analisi rischio benefico, ma sull’età media delle persone che ci hanno lasciato le penne. Quindi quando Emer Cooke, direttrice dell’Ema –  pur confermando che i casi riportati di coaguli nel sangue in soggetti vaccinati con AstraZeneca siano in effetti da inserire tra gli effetti collaterali del farmaco – dice che i vaccini “ci stiano aiutando moltissimo nella lotta alla pandemia, proteggendoci dai sintomi gravi e dalle forme mortali della malattia.” non fa altro che inanellare una serie di cavolate retoriche: il fatto sostanziale è che i decessi da coronavirus, pur gonfiati all’inverosimile, coinvolgono per la quasi totalità persone  con un età superiore a quella media di vita e con gravi comorbilità. Quelle invece morte dopo il vaccino hanno un’età media di molto inferiore e senza gravi patologie:   se confrontiamo questi decessi con quelli delle persone sane con meno di 65 anni il rischio vaccini diventa molto più alto di quanto non si voglia confessare. Diventa poi altissimo se consideriamo che i veri decessi da Covid sono una piccola parte di quelli attribuitigli proprio per per creare l’atmosfera di paura a atta alla vaccinazione universale: è come il cane che si morde la coda  Sostenere genericamente  che i ” benefici complessivi” superano i rischi è un ragionamento capzioso e illusorio che evita completamente il problema.

Inutile dire che nessuno dei pressenti si è azzardato a proporre questo evidente argomento che dovrebbe essere il minimo sindacale della correttezza scientifica: diciamolo questi non sono più medici, ma piazzisti dei vaccini e che Ippocrate ha la stessa affinità con loro dei cavoli a merenda.

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