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Washington, Guatemala

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Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che un reparto dell’esercito americano avesse preso d’assalto un server di Francoforte dove sarebbero stati celati i segreti della frode elettorale americana. Non importa che sia una fantasia costruita  sull’effettiva inquietudine delle forze armate Usa: il fatto stesso che qualcuno se la sia inventata testimonia dello sbando totale in cui versano gli States ormai in una situazione di guerra civile. Solo dieci anni fa una fantasia del genere sarebbe stata solo ed esplicitamente fantapolitica venduta come tale e non come realtà,  il che testimonia plasticamente il dramma di una elite che sente arrivare il terremoto a causa delle sue stesse contraddizioni e  che non si ferma davanti a nulla pur di rimanere al comando, nemmeno alla cinica  narrazione di una pandemia di influenza trasformata in peste che provocherà milioni di morti, non per un virus, ma per il crollo dei sistemi sanitari e per i collassi economici indotti come apripista di regimi autoritari nei quali la democrazia sarà un puro flatus vocis.

Di fatto ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale nel quale l’occidente, a cominciare dal suo estremo americano  si trova nella stessa situazione in cui per circa due secoli ha trascinato gli altri e che si abbatte ora come un contrappasso. Le stesse tecniche di rivoluzione colorata sono applicate all’interno, mentre le elezioni le fanno i sondaggisti creativi. Tutto questo mentre è in corso una guerra tecnologica che l’Asia sta vincendo. E del resto lo spostamento degli equilibri è stato perfettamente testimoniato dalla guerra senza quartiere condotta da Washington ormai in procinto di diventare capitale di un immenso Guatemala, contro il 5g sviluppato interamente in Cina. Ma questa è solo la periferia visibile di uno scontro a tutto campo in cui gli Usa stanno perdendo terreno ogni giorno anche a causa di un sistema morbidamente feroce che ha fatto del futile e del poco impegnativo il fulcro della propria antropologia e dei propri sistemi educativi per cui semplicemente non c’è più la possibilità di stare al passo: basti pensare che nella più prestigiosa scuola americana di matematica e scienze, la Thomas Jefferson High School, il 71% degli studenti è di origine asiatica e con forti legami con i Paesi d’origine. E questo si vede in ogni campo: per progettare il suo 737 Max, la Boeing ha dovuto ricorrere a pool di ingegneri di tutto il mondo, per tentare di rimediare agli errori di progettazione e alla mediocrità del  software mentre  al posto degli F16, che a loro tempo furono il miglior aereo del mondo, si devono accontentare di un orrore ingegneristico come l’F 35 che esiste peraltro anche  perché politicamente hanno costretto gli alleati più deboli e più sensibili alle mazzette a comprarli. Ma oggi le aziende americane non sono più in grado di produrre i chip a sette nanometri utilizzati nei telefoni di fascia alta, e men che meno i chip a cinque nanometri. Li fa solo la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, che non è propriamente Cina, ma che esprime comunque una cultura assai diversa da quella americana e molto più vicina a quella del continente.   

Per non parlare dell’ingegneria civile dove Pechino esprime il suo massimo visto che già volano aerei da turismo a propulsione elettrica, già decollano prototipi di velivoli con propulsione a idrogeno, ci sono 37 mila chilometri di ferrovie ad alta velocità e 500 chilometri di treni a sospensione magnetica, è stato reiventato il nucleare con la terza generazione di reattori e un sommergibile con la bandiera rossa ha raggiunto i 10 mila metri di profondità.  In America invece le infrastrutture invecchiano, i treni sembrano qualcosa di un film degli anni Cinquanta, i trasporti si deteriorano mentre tutti i soldi vanno ai militari. Dal momento che gli Stati Uniti non fanno molto ingegneria civile, e non lo fanno da molti anni, probabilmente dovrebbero assumere ditte straniere se decidessero di modernizzarsi. La Cina 50 anni fa era il Paese più povero del mondo e oggi si appresta a far atterrare un suo rover su Marte: chi mai lo avrebbe detto quando Mao veniva ridicolizzato per la sua nuotata nel fiume giallo. Insomma non voglio farla lunga: le vicende elettorali americane, la battaglia tra divers versioni del capitalismo,  non sono un fatto isolato e, come dire fuori sistema, ma si legano strettamente a un declino degli Usa e in genere dell’imperialismo anglosassone che si è innescato a folle velocità quando il successo delle elite nel contrastare le lotte sociali e nell’assediare l’Unione sovietica ha fatto sì che le logiche del capitalismo senza più freni facessero esplodere le sue contraddizioni e oggi l’unico modo di mantenere il potere è quello di instaurare dittature di fatto attraverso il terrore sanitario, il fascismo vaccinale in aggiunta a quello finanziario.  

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