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Seconda ondata, secondo inganno

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Alla ricerca di cibo

Non era difficile pensare che la seconda ondata di Covid ci sarebbe stata in ogni caso: magari con modesta o nulla probabilità per quanto si riferisce al virus, ma con certezza assoluta riguardo agli interessi di diverso genere che si sono coagulati attorno al coronavirus, e  che ormai riguardano da vicino la tenuta dei governi che hanno affidato a un micro organismo la risoluzione di macro problemi  di sistema. Del resto non ci vuole molto a reimpaurire, basta ricominciare ad attribuire ogni decesso la Covid, basta parlare dei contagiati come malati, mentre la quasi totalità di loro sta benissimo, continuare a fare test del tutto inaffidabili con un criterio politico e non statistico – scientifico, parlare di  terapia intensiva come se questa si riferisse solo al Covid e il gioco è fatto. D’altro canto proprio uno dei coviddari della prima ora, ovvero Luca Zaia  si è in un certo senso  tradito facendo intendere che bisogna prendere misure di segregazione e distaccamento sociale anche per l’influenza, dimostrando così che esiste un interesse specifico a imbrigliare i corpi sociali che va molto oltre la pandemia narrativa. Ma significa anche che la campagna Covid potrebbe anche riservare amare sorprese per il suoi gestori, visto gli enormi danni che ha prodotto.

Dubito che Zaia abbia mai letto qualcosa che non sia un depliant, ma va detto che egli pare agire in linea con un forte j’accuse che sta girando negli Usa sulla manipolazione dei dati di mortalità, che potrebbe valere anche per noi e in generale per tutta l’Europa, per la Germania in particolare dove un documento molto simile è stato presentato da un gruppo di medici e tenuto segreto dal governo: uno studio condotto da otto ricercatori per il Childrens Health defense, un’organismo che fa riferimento a Robert Kennedy, mostra le prove secondo cui  il Cdc, ovvero Centers for Disease Control and Prevention avrebbe manipolato i dati e che il conteggio dei decessi COVID-19 sarebbe di circa il 90,2 % superiore a quello reale. Tale manipolazione è avvenuta semplicemente abbandonando i criteri di valutazione utilizzati fin dal 2003  che sono stati usati con successo da tutto l’ambiente sanitario per 17 anni e incaricando ospedali, esaminatori medici, medici legali e medici di base  di raccogliere e segnalare i dati Covis-19 secondo standard significativamente diversi rispetto a tutte le altre malattie infettive e cause di morte. Tali nuove e non necessarie linee guida sono state istituite dal CDC in privato e senza discussione aperta tra professionisti qualificati e liberi da conflitti di interesse. Nella sostanza si è agito in modo da

Per evitare preventivamente che qualche capra presente nei giornali faccia affiorare sulle labbra la parola negazionismo, che è  soprattutto negazione dell’intelligenza di chi la pronuncia , va detto che uno degli 8 firmatari della ricerca è Sanjay Gupta un neurochirurgo balzato alla ribalta per la sua opera durante il terremo di Haiti, che è stato consigliere di Hillary Clinton e che è stato anche il candidato di Obama per la carica di Surgeon General degli Stati Uniti. Ma ecco la beffa finale: nonostante il fatto che in presenza di Covid questa sia stata indicata come causa principale di morte, anche nel caso di comorbilità determinanti, i decessi per Covid in Usa sono stati inferiori a quelli per influenza e polmonite nella fasce da 0 a 14 anni, 15 – 24 anni , 26 -54 anni e 55 – 64 anni.  Ci troviamo perciò di fronte a qualcosa di inquietante e di inedito le cui vere vittime  sono le basi dell’etica medica, del consenso informato, dei diritti umani, delle libertà civili, del diritto a un’informazione non manipolata e persino della scienza stessa. Ai cittadini vengono date scelte fasulle: o partecipare allo sforzo bellico nella guerra contro il Covid  o schierarsi con “il nemico”. La vergogna psicologica è usata per costringere gli oppositori a partecipare; dopo tutto, chi vuole essere  “a favore della malattia ?” 

La ricerca ( per chi vuole informarsi è qui ) è stata mirata ad ottenere la riapertura delle scuole visto il minimo rischio e il fatto che esso – nonostante un’ incredibile enfatizzazione dovuta al fondamentalismo vaccinista, ma anche soprattutto ad opportunità politiche – sia persino inferiore a quello delle “normali”  malattie da virus. Ma il problema è che le cifre, i numeri, i ragionamenti valgono molto poco quando l’obiettivo è appunto quello di sovvertire la normalità e guarda caso proprio quella parte di normalità che riguarda il contatto fra persone, aree sociali, collegamenti politici. Una nuova normalità che vuole educare i bambini al distaccamento sociale, ma trova naturale che i poveracci si accalchino per lavorare o anche per mangiare. Nella foto pubblicata all’inizio del post si vedono le file per accedere alla distribuzione di cibo in Texas. Ecco la nuova normalità che qualche disperato scambia per una nuova arcadia.

 

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