il Simplicissimus

Si Buana, noi volere gran app di grande spirito

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Anche solo dieci anni fa sarebbe stato impossibile imporre un’app di controllo su ogni nostro movimento non più in sé, ma in relazione agli altri (questa è la grande novità che ovviamente non viene capita )  per giunta realizzata per lucro da aziende legate agli stessi politici che la vogliono, propagandate da orribili guitti che lavorano e guadagnano lautamente per i medesimi gruppi e naturalmente consigliata da un ambiente mediatico – scientifico acuto come le orecchie degli asini. E la medesima cosa accade per le mascherine, in realtà sconsigliate perché inutili anzi dannose, ma su cui si sono addensati troppi interessi degli stessi abitanti del Palazzo per non doverle imporre: troppo sporca la cosa e troppo grande il vulnus alla libertà, ma ormai tutto è possibile. Albert Camus ne la Peste faceva dire al dottor Rieux  “è un’idea che può far ridere la gente, ma l’unico modo per combattere la peste è essere onesti “.  Tuttavia in questo caso non ce n’è alcun bisogno di rettitudine  perché il virus è in realtà un pretesto per un esperimento sociale, è frutto della medesima disonestà che pervade i suoi effetti e le misure di contenimento.

E che dietro la tutela della salute ci sia solo un cinico disegno è dimostrato proprio dalla stravaganza apparente degli intenti: possiamo sempre pensare che il governo e i suoi ispiratori sia sostanzialmente formato da imbecilli che proprio non ci arrivano e non andremmo poi molto distanti dal centro del bersaglio, ma quando la densità di idiozia è tale che non basta un machete a tagliarla allora possiamo star certi che l’ottusità nativa è aiutata dal cemento a presa rapida della cattiva coscienza. Infatti dopo surreali discussioni si prospetta che in un primo momento l’app di controllo possa essere facoltativa, ma poi dovrebbe diventare obbligatoria. Ora chiunque capirebbe che, semmai un’applicazione di questo genere possa avere un senso nel fermare la cosiddetta pandemia e di certo non ce l’ha al di là di affari, affarucci e affaracci,  occorrerebbe renderla immediatamente obbligatoria se è vero che siamo nel momento critico e farla diventare facoltativa in un secondo momento. Invece abbiamo una logica inversa perché in realtà ciò che si vuole sperimentare è quanta gente sia disposta a farsi controllare in cambio di una fumosa salvezza dall’influenza e poi se la risposta è generalizzata, ossia al 60 per cento, passare alla fase successiva dell’obbligo senza temere forti reazioni. Badate bene questa app è l’esatto contrario di ciò che vorrebbe far credere il nome di battesimo, ovvero “Immuni”, non è un aiuto a chi vuole evitare il virus totemico: infatti se per caso incontraste qualcuno che con un tampone che sbaglia all’ 80% ( vedi qui) , l’app vi avvisa, ma vi mette immediatamente nel catalogo dei possibili contagiati, isolandovi  come un appestato. E così ve ne andrete in giro con la suoneria del telefonino che sostituisce il campanellino del lebbroso senza esserne in nessun modo coscienti

D’altronde tutta la narrazione epidemica è assolutamente risibile, totalmente incoerente nei dati e persino farsesca  dal punto di vista sanitario, ma è volta a facilitare quelle trasformazioni già in atto del sistema neoliberista, attraverso un pretesto apocalittico: al di là degli interessi particolari di singoli Paesi dove il Covid serve alla svendita finale come in Italia o a fermare le rivolte generalizzate come in Francia o a restaurare l’ordine merkeliano come in Germania o a cercare di detronizzare Trump come in Usa, il disegno generale e immediato è quello di distruggere milioni di posti di lavoro per sostituirli con la robotizzazione senza nemmeno andare incontro a una forte opposizione sociale. Seguirà a stretto giro l’ “amazzonizzazione” della società, l’azzeramento della scuola come luogo di scambio e non di semplice addestramento che può anche essere  tranquillamente  fatto a distanza , la decimazione delle picole imprese che succhierà altro denaro verso l’alto (l’Italia sarà particolarmente colpita)  e infine la messa a punto di sistemi di sostentamento generalizzato, quei sussidi di sopravvivenza che trasformeranno molta parte della società in torme di gente che vive sostanzialmente di elemosina come nel basso impero. Fino a ieri si parlava di redditi di cittadinanza, ma in realtà proprio questo denaro dall’elicottero è la fine stessa della cittadinanza e della democrazia, perché libertà e partecipazione non appartengono ai mantenuti. D’altra parte molta gente si piegherà con gratitudine al potere che li ha salvati dal morbo che infuria, che poi sia un’influenza oggi non lo possono credere, domani non lo vorranno credere.

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