Le sardine dei petrolieri: dal rottamatore al trivellatore

moria pesci-politicafemminileOggi non scrivo proprio nulla, mi limito a segnalare ai lettori i sacri testi lasciateci dal capo indiscusso delle Sardine, quel Mattia Santori che avevamo individuato come ricercatore del Rie, una società privata che opera nel mondo dell’informazione energetica e guidata dall’economista Alberto Clò, antico sodale di Prodi nonché Consigliere di Amministrazione  del Gruppo Editoriale Gedi S.p.A  che edita Repubblica, Stampa e altre decine di giornali e periodici. A una intelligenza non velata dall’avanzare del nulla o tenuta in congelatore, questo sarebbe sufficiente a fornire indizi più che consistenti sulla natura leopoldesca e assai poco spontanea delle manifestazioni che nel loro dadaismo protestano non contro il governo, ma contro l’opposizione. Dietro però c’è molto di più  perché in realtà Santori si rivela essere un vero e proprio lobbista dei petrolieri e fan delle trivelle.

E’ lui che ha curato a suo tempo una pubblicazione congiunta del Rie e dell’Assominetaria ( qui ) in cui si cercava di dar da bere che il progetto Ombrina, ovvero quello delle piattaforme petrolifere davanti alla costa abruzzese dei Trabucchi era perfettamente compatibile con la tutela dell’ambiente. Parecchi governi di quelli che devono tanto piacere al Santori  fecero carte false per superare l’ostilità popolare che tuttavia alla fine la spuntò nel 2016 grazie anche a una grande manifestazione popolare di 40 mila persone a Pescara. La cosa indignò il Rie che nella sua pubblicazione online Rienergia scrisse “Ombrina Mare: vince chi urla più forte”, articolo non firmato ma probabilmente scritto dallo stesso Santori. Faccio notare che gli sponsor di Rienergia sono Anigas, Assogas, Assomineraria, Assopetroli, Federchimica, Unione petrolifera per mostrare quale oggettività possa albergare da quelle parti. Ma non si è trattato affatto di un incidente Santori infatti ha firmato su Formiche net nel 2014 e nel 215 due articoli a favore delle trivelle il primo (qui ) dedicato alle meraviglie dello Sblocca Italia che aveva dato via libera alle prospezioni ed estrazioni delle poche gocce i petrolio rinvenibile sulle nostre coste e il secondo ( qui ) che costituisce un atto di accusa contro chi si opponeva alle estrazioni  in Val d’Agri.

Ora apriamo un secondo capitolo e chiediamoci come mai Formiche net sia uno dei cotè editoriali che riceve e volentieri pubblica le prediche filo trivelle di Santori. Non bisogna andare tanto lontano, basta riferirsi al fondatore del sito e dell’omonimo pensatoio, Paolo Messa, attuale responsabile delle relazioni istituzionali di Finmeccanica (in pratica un elemosiniere del milieu politico)  ma anche un frequentatore dei servizi, su commissione dei quali ha scritto un breve saggio su “Industria e sicurezza nazionale” , è stato a lungo direttore del Centro Studi Americani , è senior fellow dell’Atlantic council un think tank americano con sede a Washington, il cui scopo è “Promuovere la leadership americana”, e vista questa sua posizione è paradossalmente anche membro del Comitato strategico del Ministero degli Affari Esteri, per evitare che qualcuno si dimentichi l’immediato sissignore agli Usa. Insomma come dire un vero amerikano, un componente di spicco della lobby di Washington.

Insomma questi sono i riferimenti tra i quali ha sempre navigato Santori, le organizzazioni che hanno messo in piedi le reti per la pesca delle sardine. Un’operazione a cui si è prestato per diventare da sconosciuto lobbista del petrolio un parlamentare trivellatore della Repubblica. L’Italia non si lega all’ambiente e men che meno all’intelligenza, ma al petrolio.

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20 responses to “Le sardine dei petrolieri: dal rottamatore al trivellatore

  • Ecce Bimbi | infosannio

    […] che di ambiente si è occupato professionalmente, eccome, (il Simplicissimus di ha informati qui https://ilsimplicissimus2.com/2019/12/01/le-sardine-dei-petrolieri-dal-rottamatore-al-trivellatore/) schierandosi entusiasticamente in veste di giovane Attila  in favore dello Sblocca Italia […]

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  • Ecce Bimbi | Il simplicissimus

    […] che di ambiente si è occupato professionalmente, eccome, (il Simplicissimus di ha informati qui https://ilsimplicissimus2.com/2019/12/01/le-sardine-dei-petrolieri-dal-rottamatore-al-trivellatore/) schierandosi entusiasticamente in veste di giovane Attila  in favore dello Sblocca Italia […]

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  • marco montemarano

    Andrea di fronte all’evidenza , ora parli di americani che dovevano corrompere i l partito comunista e socialista andati al potere con la rivoluzione dei garofani, riconosci la rivoluzione dei garofani era autentica non una rivoluzione colorata come hai detto all’inizio La rivoluzione dei garofani avvenne grazie alla propaganda comunista tra le forse armate, il 25 aprile 1974 militari filo comunisti rovesciarono il regime, poi seguirono le trame americane del luglio 1974 ed tante altre, ma questo vuol dire che agli americanoi prprio non andava giu un governo filo comunista in portogallo,, non l’indifferenza che tu dici. La rivoluzione non si indeboli per la corruzione del PCP che tu fai discendere dagli usa , quali le prove di ciò e che eventualmente sia stato e determinante, una rivoluzione vittoriosa non si corrompe come prodi o d’alema o gianfranco fini, accadde che il 25 novembre 1975 gli ufficiali di estrema sinistra tentò un ulteriore colpo di stato per stabilire il monopartitismo sovietico e legar totalmente e il portogallo all’unione sovietica, ma la maggior parte dell’esercito voleva un socialismo pluralista e pure il PCP era eurocomunista come il nostro PCI E PCE, la frattura del blocco comunista poetoghese costrinse il PCP a legarsi di più ai socialisti che molto dopo prevalsero con mario soares.. Ancora nel 1976 la nuova costituzione stabiliva che il portogallo stava impegnnato nella costruzione del socialismo , fino ai primi anni 80 un terzo dell’economia portoghese doveva essere per legge in mano pubblica, gli attacchi alle maase che tu dici vennero molto dopo Tanti portoghesi sono stati torturati o sono morti per fare le premesse realizzare e portare avanti la rivoluzione dei garofani e meritavno un ricordo, è cinico ed inesatto parlare di rivoluzione colorata spero che tu non voglia insistere davvero con la denigrazione, per ma ho chiuso quì

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    • andrea z.

      Marco, vorrei chiarire che da parte mia non c’è alcun cinismo o disprezzo verso chi è stato torturato o ha perso la vita per la causa della libertà e riconosco che le tue affermazioni sono esatte quando affermi che la rivoluzione portoghese non fu una “rivoluzione colorata” visto che tecnicamente si intendono per “rivoluzioni colorate” quelle avvenute in particolare negli Stati post-sovietici negli anni 2000, ma anche nel Myanmar, in Mongolia, in Libano o in Iran.
      Quello che secondo me bisogna dire è che anche le cosiddette “rivoluzioni colorate” sono rivoluzioni autentiche come quella portoghese, perchè nascono da un malessere, da un bisogno di libertà e di giustizia che in qualche modo sono conculcate dai governi.
      Gli ucraini che scendono in strada nel 2004 sono mossi da buone intenzioni e lottano per i loro ideali. Non bastano le Ong finanziate dall’USAID o da Soros, l’azione degli agenti americani o di altri Paesi per portare centinaia di migliaia di persone in piazza. Anche nel caso delle rivoluzioni colorate le manipolazioni, le trame iniziano dopo, per raggiungere gli obiettivi che le grandi potenze si sono prefissati.
      Alla fine, dopo scontri, torture, massacri l’Ucraina entra in orbita NATO come il Portogallo è entrato nel sistema europeo neoliberista.
      Però sei nel giusto quando rivendichi l’autenticità degli ideali della Rivoluzione dei Garofani. E con questo chiudo anch’io. Un saluto.

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  • Le sardine dei petrolieri: dal rottamatore al trivellatore — Il simplicissimus – Revolver Boots

    […] via Le sardine dei petrolieri: dal rottamatore al trivellatore — Il simplicissimus […]

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  • marco montemarano

    Andrea assolutamente non è una questione di punti di vista diversi, se dici che gli usa attuano la strategia della tensione per tenere lomtahi i comunista dal potere,ed in italia ne sappiamo qualcosa, poi non puoi sosteneere che negli stessi anni gli americani mettono al potere un gruppo di marxisti e filisovietici in portogallo. Il disoedine poi, gli usa possono provocarlo in casa degli altri,, ed a condizioni ben precise, quando vogliono danneggiare dei governi sgraditi, dire che destabilizzano ser stessi innescando la guerra delle manifestazioni a casa propria, come tu dici, significa fare torto alla propria intelligenza ed a quella degli altri, capisco quindi che non vuoi avere nulla da abiettarmi

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    • andrea z.

      Marco, la Rivoluzione dei Garofani venne gestita dagli USA utilizzando la base militare di Terceira Lajes nelle Azzorre dove militari e intelligence seguirono gli sviluppi della situazione.
      In un primo tempo i servizi americani puntarono sul generale Spinola, organizzando tre colpi di Stato (primi di luglio 1974, 30 settembre 1974, 11 marzo 1975) allo scopo di restaurare una dittatura militare.
      Poi, decisero di agire in modo più sofisticato attraverso la corruzione di membri del PSP e del PCP.
      Paradossalmente le elezioni generali del maggio 1975, a poco più di un anno dal golpe del 25 aprile 1974, con il trionfo elettorale del Psp e del Pcp, costituiscono il canto del cigno della rivoluzione dei garofani: 2/3 dei voti vanno alla sinistra.
      Purtroppo Psp e Pcp useranno la loro enorme autorità solo per spaventare le masse con lo spettro della reazione e per far passare politiche antisciopero, ristabilire l’autorità degli imprenditori nelle aziende, permettere alla borghesia di riprendere il controllo sulle forze armate.
      A poco a poco la classe lavoratrice, delusa, smobilita, mentre i militari rientrano nelle caserme.
      Nel 1978 inizia la riprivatizzazione dell’economia che sarà in gran misura completata entro il 1981.

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    • andrea z.

      Chiaramente il regime militare con a capo Spinola nelle intenzioni degli americani avrebbe dovuto essere ben diverso da quello di Salazar e molto più simile alla dittatura cilena di Pinochet con l’affiancamento dei Chicago Boys di Milton Friedman e la completa privatizzazione di tutto l’apparato pubblico portoghese.
      Una volta preso atto che la volontà popolare era favorevole alla democrazia, le multinazionali americane, senza troppa fatica, arrivarono alle privatizzazioni seguendo il percorso della corruzione dei partiti di sinistra, che divennero dopo la vittoria del 1975 dei simil-PD, cioè favorevoli alle politiche neoliberiste.

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  • marco montemarano

    Andrea ragioni in maniera contorta, ma ti sembra che gli americani, per far aprire il portogallo ai commerci con loro, favoriscono un colpo di stato marxista ? Avrebbero organizzato un colpo di stato neoliberista !
    L’urss nel 1974, quando avvenne la rivoluzione dei garofani, era al massimo della sua potenza, servirono il missile MX e le guerre stellari , e lo sforzo in afganistan dove gli usa davano le armi piu moderne ai ribelli, per costringere l’unione sovietica ad uno sforzo economico che ben 15 anni dopo le fu fatale,. Fosse come dici tu, gli americani non si sarebbero opposti nello stesso periodo al pci nel governo moro. E l’attentato al delfino di franco, lo fecero gli usa perchè l’eta non aveva mai colpito a madrid ? Non c’è sempre una prima volta? Dici che furono gli usa perchè i baschi erano sprovveduti, ma queste sono valutazioni generiche e non dimostrazioni. Ti dico in ultimo, che se i livelli diversi dello stato americano fossero in grado di organizzare grandi manifestazioni per favorire ora la clinton ora trump, allora se la giocherebbero ai dadi, perchè una guerra delle manifestazioni ? Vale anche per le sardine egli opposti manifestanti, che si radunano dietro la destra del nostro paese, ma ti pare ?

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    • marco montemarano

      considera poi che quando un gruppo interno al potere statale americano fa sul serio contro un’altro, magari organizza l’omicidio come quello di kennedy, nessuno stato fomenta manifestazioni continue al suo interno, la cosa poi si fa pericolosa, può sfuggire di mano, il potere vuole la stabilità e popolazioni tranquille, ma ti pare ?

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      • andrea z.

        Il potere potrebbe volere l’instabilità proprio per per far dimenticare le proprie nefandezze a spingere la gente ad accontentarsi di quello che offre. La strategia della tensione in Italia e in altri Paesi negli anni ’70 ne è un fulgido esempio.
        Però non voglio protrarre la nostra discussione all’infinito, perchè le tue opinioni potrebbero essere giuste e le mie sbagliate. Diciamo che abbiamo modi diversi di interpretare gli avvenimenti storici.

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    • andrea z.

      Marco, visto che mi provochi, scherzo naturalmente, ti confemo che negli anni ’70 l’URSS lungi dall’essere al culmine della potenza era in piena crisi economica, non riusciva a produrre più niente neppure in campo agricolo e sopravviveva esportando materie prime come il petrolio.
      Agli americani fu sufficiente alla metà degli anni ’80 accordarsi con le petromonarchie arabe per portare il prezzo del petrolio sotto i 10 dollari al barile e far collassare l’economia sovietica.
      L’URSS rimaneva certo una grande potenza militare, ma dal punto di vista dei vertici dirigenti di Washington la vittoria era solo una questione di tempo.
      Le multinazionali americane avevano già aperto, con l’esperimento neoliberista del Cile di Pinochet, un altro capitolo che sarebbe sfociato nella fase neoliberista dell’Occidente.
      Per quanto riguarda l’attentato a Carrero Blanco è passato molto tempo e quindi molti documenti sono stati desecretati, molti esponenti dei servizi segreti americani e spagnoli hanno rilasciato interviste e molti membri dell’ETA hanno parlato.
      Quell’esplosione che spedì l’ammiraglio franchista all’altezza di un palazzo di 10 piani fu un atto terroristico esagerato che aveva lo scopo di inviare un messaggio chiaro ai militari spagnoli.
      Il messaggio fu recepito e da quel momento nessun militare spagnolo si propose più come erede di Franco e a parte il colpo di Stato da operetta di Tejero nessuno si oppose alla svolta democratica e alle privatizzazioni del sistema pubblico franchista.
      L’ETA non poteva compiere un attentato di quel genere e lo sappiamo perchè all’epoca era infiltrata dai servizi segreti spagnoli a tutti i livelli e gli arrivi di armi e esplosivi all’organizzazione erano monitorati costantemente.
      A detta degli stessi ex membri dell’ETA il tipo di esplosivo usato, la perfetta oraganizzazione logistica con scavo di una galleria in pieno centro di Madrid non erano nelle possibilità dei terroristi all’epoca.
      Tutte le inchieste, i libri e le interviste confermano la presenza di personaggi esterni che hanno seguito tutta l’operazione.
      Si trattò di un’operazione militare molto sofisticata, in qualche modo simile agli attentati contro Falcone e Borsellino molti anni dopo e anche lì i pentiti di mafia hanno parlato di presenze esterne.

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  • andrea z.

    Quando gli Stati Uniti cominciano il loro riarmo nel 1998, l’Albert Einstein Institution diventa uno strumento tra gli altri in una strategia espansionista. Fornisce l’ideologia e la tecnica a Otpor (“Resistenza”), un gruppo di giovani oppositori al presidente iugoslavo Slobodan Milosevic.

    Nel settembre 2002, Gene Sharp è a L’Aia a formare i membri dell’Iraqi National Council che si apprestano ad entrare in Iraq tra i bagagli dell’esercito USA.

    Nel settembre 2003, è ancora l’Albert Einstein Institution che consiglia all’opposizione di contestare il risultato delle elezioni e manifestare sino alle dimissioni di Edouard Chevardnadze [9], durante la “rivoluzione” delle rose in Giorgia.

    Quando il colpo di Stato fomentato dalla CIA fallisce in Venezuela, nell’aprile 2002, è di nuovo all’Albert Einstein Institution che il Dipartimento di Stato fa appello. Esso consiglia il patronato nell’organizzazione del referendum revocativo contro il presidente Hugo Chavez. Gene Sharp e la sua equipe inquadrano i dirigenti di Sumate durante le manifestazioni dell’agosto 2004. Secondo una tecnica oramai classica, gridano alla frode elettorale ed esigono la partenza del presidente. Essi giungono a far scendere per le strade la borghesia di Caracas, ma il sostegno popolare del regime è troppo potente per riuscire a rovesciarlo. In definitiva gli osservatori internazionali non possono che riconoscere la legittimità della vittoria di Hugo Chavez.
    https://www.voltairenet.org/article186822.html

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  • andrea z.

    Ormai sono decenni, il primo esempio sarebbe stata la Rivoluzione dei Garofani del 1974 in Portogallo, che i servizi segreti americani ci rifilano “rivoluzioni colorate” di vario genere: da quelle con utilizzo di cecchini professionisti che sparano sulla folla come in Ucraina, alle mobilitazioni non violente sul tipo del Vaffa Day.
    Quindi, non risulta difficile identificarle visto che si svolgono sempre secondo un copione ben preciso, che trae ispirazione dalle opere di Gene Sharp e dai lavori dell’Einstein Institute da lui fondato.
    Poi le Ong di Soros hanno rielaborato il tutto e creato centri di formazione per aspiranti rivoluzionari al servizio dell’impero americano.
    I soldi arrivano sempre dall’USAID o da altre agenzie governative che schermano il lavoro della CIA, vengono creati dei simboli e dei colori che identificano la rivolta, le manifestazioni sono organizzate via web, i media mainstream sostengono a sirene spiegate i giovani combattenti, i capi finiscono su tutti i giornali come eroi integerrimi e così via.
    Il movimento delle sardine sembra essere l’ennesimo clone che presenta tutte le caratteristiche delle rivoluzioni colorate in versione “soft”, come da manuale del perfetto agente segreto made in USA.
    https://www.impakter.it/le-rivoluzioni-colorate/

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    • marco montemarano

      Cos’è che porta a sostenere che la rivoluzione dei garofani era una riviluzione inventata dagli americani ? I militari del MFA che rovesciaromo il fascismo portoghese eranomolto filo sovietici, e portarono ad una gestione governativa fortemente influenzata dai comunisti di alvaro cunhal, ed in poco tempo i sindacati ebbero tutto quello che il fascismo negava. Ai possedimenti coloniali portoghesi il MFA diede l’indipendenza, in angole e mozambico governarono forze alleate dell’unione sovietica. Gli Usa solo molto dopo ebbero la forza di boicottare la rivoluzione dei gariofani sostenendo mario soares che smammò i i comunisti dal governo, e sostennero gueerglie anticomuniste nelle ex colonie . Le sardine, in Italia c’è gia sufficiente confusione e tutti gli schieramenti di governo possibili sono deboli ed ambigui. perchè gli usa dovrebbero favorire il pd e la merkel che da un bel po stanno colpendo a forza di dazi e multe alle aziende tedesche, oppure la destra che magari è filo putin ? Mica vanno a cazzo di cane, le carte se le giocano quando conviene

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      • andrea z.

        L’elite americana è divisa al suo interno e così le varie agenzie governative e di intelligence tra trumpiani e liberal-globalisti.
        Dopo l’elezione di Trump non si sono scatenate in tutti gli Stati Uniti le rivolte colorate gestite delle Ong vicine a Soros che fa parte della fazione perdente che puntava su Hillary Clinton?
        E come è potuto avvenire un fatto come questo se non ammettiamo che il settore della classe dominante legata ai miliardari Adelson- fratelli Koch ha scalzato dal potere la fazione obamiana dopo essere entrata in contrasto con quest’ultima sulla gestione della globalizzazione, degli accordi sul nucleare con l’Iran, il ruolo della Germania in Europa etc.
        Il PD e la Merkel sono legati al settore liberal- democratico dell’elite americana come si è visto in campagna elettorale quando la Merkel ha pubblicamente augurato la vittoria a Hillary Clinton.

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      • andrea z.

        Per quanto riguarda la fine quasi simultanea dei regimi fascisti In Portogallo e in Spagna, agli Stati Uniti non interessava nulla della presenza comunista nei governi democratici successivi perchè i memorandum dell’epoca preparati dal Dipartimento di Stato americano parlavano di un’economia dell’URSS ormai allo sfacelo e prossima all’implosione, come poi è avvenuto con una semplice operazione sui prezzi del petrolio nei primi anni ’80.
        Il comunismo non faceva più paura all’elite americana, che infatti stava già avviando le prime inizitive per approdare ad un’economia ultraliberista.
        Ai potentati industriali e finaziari occidentali interessava molto di più aprire le economie troppo regolamentate dei regimi fascisti al pieno mercato e infatti l’ammiraglio Carrero Blanco, l’unico che avrebbe potuto prendere il posto di Franco con il suo prestigio, venne fatto saltare in aria con un’operazione gestita da CIA e Mossad utilizzando manovalanza dell’ETA.
        Gli USA volevano chiudere con le buone o con le cattive le esperienze fasciste prchè troppo favorevoli all’economia pubblica, troppo nazionaliste e troppo rigide dal punto di vista economico e finanziario.

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      • andrea z.

        Per quanto riguarda la programmazione americana dell’attentato al delfino di Franco, bisogna ricordare che avvenne in pieno centro a Madrid, che l’ETA non aveva mai compiuto attentati fuori dai Paesi Baschi e che i terroristi presero casa e scavarono la galleria, dentro alla quale misero l’esplosivo che squarcio’ il manto stradale facendo volare l’auto di Carrero Blanco, nelle adiacenze dell’ambasciata americana e furono filmati ed individuati dagli americani grazie alle telecamere di sorveglianza della loro ambasciata.
        Ovviamente nessuno dell’ambasciata americana segnalo’ la cosa, anzi….
        Tutta la logistica degli sprovveduti baschi fu gentilmente concessa da uomini legati ai servizi del regime spagnolo e da agenti americani e anche al momento dell’esplosizione una manina aiuto’ gli sprovveduti terroristi a realizzare un attentato perfetto, aumentando e perfezionando la carica dell’esplosivo.
        https://diariohispanico.com/todos-quiere-matar-a-carrero/

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  • Capeppe

    GRAZIE DI QUESTE INFORMAZIONI CHE CHI HA UN PO DI CERVELLO SUBODORAVA QUALCOSA UN PO’ DI MENO MA ADDIRITTURA TUTTO QUESTO METTE PENSIERO SU COME SIA MANOVRABILE LA SOCIETA’ DEI DISINFORMATI

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  • DDR

    col suo contrasto tre i marmi bianchi e la parte in bronzo che assume tona
    ità dorate, il palast der republik era un bellissimo esempio berlinese di architettura della DDR, un centro culturale come il beauborg di pa
    rigi ma superiore per l’acustica della sala da concerto e le possibilita culturali offerte ( da Wikipedia).

    fu demolito dal governo della germania unita per azzarare la memoria dei risultati della DDR, nonostante grandi proteste svilupparesi a berlino ed in tutta la ex DDR. E’ stato sostituito da un rifacimento in stile del castello di berlino, distrutto dai bombardamenti, manufatto trasch ideato da un architetto italiano servo del nuovo potere

    https://i2.wp.com/ilmitte.s3.amazona delle conquiste della DDRws.com/uploads/2014/05/Istvan_CC-BY-2.0.jpg?w=640&ssl=1

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