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Mes, la rana e il professore

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C’è una storiella macabra e pungente che tratta di una rana e di un  professore svedese, ma tratta anche di noi italiani e di troppi maestrini ottusi, reazionari  e corrotti. Dunque nell’aula il prof di scienze naturali  per far lezione ai suoi studenti mostra una rana messa in una vaschetta e fa osservare agli alunni i grandi salti che riesce a fare. Poi le taglia una gamba e la incita “salta rana!” e quella, sia pure con qualche difficoltà, riesce a spiccare un salto; allora il professore le taglia un altra gamba, urla “salta rana!” e l’animaletto fa qualche qualche zompo qui e là; poi il professore le taglia una terza gamba, sempre con voce tonante ordina “salta rana!” e quella raccogliendo le ultime forze riesce a sollevarsi e fare ancora un saltello. Infine il professore le taglia l’ultima gamba e tuona “salta rana!”, senza che però l’animaletto riesca minimamente a muoversi. “Ecco vedete, dice agli alunni, una rana senza gambe è sorda”.

La stessa cosa è successa all’ Italia nella quale una serie di professori confusi e di notabili ignoranti, di avanzi di galera che tuttavia non hanno mai visto una cella, di sinistrati colpiti dal neo liberismo sulla via di Damasco, hanno fatto il medesimo esperimento: come prima gamba hanno tagliato lo stretto rapporto tra Banca d’Italia e il Tesoro, come seconda hanno svenduto l’industria pubblica, come terza hanno fatto carte false per entrare nell’euro e adesso si apprestano ad entrare nel nuovo Mes costruito apposta per salvare le banche tedesche con il nostro risparmio. Ogni volta il Paese ha subito il colpo e ha rallentato, non è stato in grado di fare il salto necessario, ma questo ceto parassitario ci dice con la perfetta imbecillità che lo contraddistingue che siamo noi a non essere capaci di ascoltare, perché è intellettualmente incapace di riconoscere l’errore, eticamente inetto ad ammetterlo e troppo servile per tirarsi indietro rispetto all’ultima amputazione. Abbiamo assistito al primo governo Conte, quello con la Lega dentro, che non ha mosso alcuna obiezione al Mes e ultimamente abbiamo visto alcuni personaggi denunciare i pericoli del nuovo strumento come il governatore di Bankitalia Visco o Gianpaolo Galli, economista e piddino, salvo poi fare marcia indietro quando la cupola finanziar imperialista di Bruxelles (leggi Berlino)  li ha bacchettati. Il fatto è che il ceto dirigente è ormai incapace in tutte le sue forme di toglierci da un destino peggiore della Grecia: solo noi possiamo evitare di essere trasportati dai pifferai magici del declino.

Ora lasciatemi spiegare in poche parole cosa è il Mes e perché le nuove regole sono letali per l’Italia. Si tratta di un fondo finanziato dai membri Ue, dunque anche da noi italiani,  per fornire sostegno ai Paesi che incorrono in una crisi del debito pubblico, ovvero quelli che non riescono a piazzare i propri titoli pubblici semplicemente perché non hanno più un’autonomia monetaria e una banca centrale che stampa moneta. E fin qui, pur facendo la tara di questa situazione anomala di Paesi che agiscono con un moneta non propria, potrebbe avere un senso, anche se dovunque il Mes abbia operato fino ad ora, Spagna, Portogallo, Grecia e Cipro è intervenuto al solo scopo di salvare le banche franco tedesche e di conservare l’anomalia monetaria così vantaggiosa per alcuni e così nefanda per altri. Secondo le nuove regole questi interventi non sono più un fatto tecnico, ma esigono una contropartita dovendo assoggettarsi, secondo scadenze rigidamente definite  a tagli di spesa pubblica e aumenti di tasse senza i quali il denaro (parte del quale è stato versato dallo stesso Paese richiedente) non viene prestato. Il fatto centrale delle nuove regole è che il Mes prima di erogare il prestito deve decidere se il debito pubblico del Paese richiedente  (naturalmente secondo i criteri del tutto assurdi e irrealistici voluti dalla Germania) è sostenibile o meno: in quest’ultimo caso si arriverebbe a una soluzione di ristrutturazione del debito congegnata in maniera tale da portare il minimo danno possibile al creditore, ma con conseguenze devastanti  per il Paese che si vedrebbe così commissariato. D’altra parte basterebbe semplicemente far alzare un po’ lo spread e il gioco sarebbe fatto: si tratta solo di un circolo vizioso dentro un cambiamento di regole che rende facili le ristrutturazioni secondo gli interessi del grande capitale e dei grandi gruppi.

Per dare un po’ di concretezza alla cosa, basta guardare a cosa accadrebbe in caso di ristrutturazione forzosa imposta dal Mes e dalla Commissione europea : quasi tutte le banche di medie e piccole dimensioni che hanno in pancia grandi quantità di titoli di stato, vedrebbero andare in fumo gran parte del loro patrimonio e molte dovrebbe fare bail in prendendo i soldi dai loro correntisti. Inoltre la maggioranza delle famiglie italiane, specie tra quelle quelle più modeste, concentra per il 40% dei propri risparmi  in titoli di stato comprati direttamente o attraverso il risparmio gestito e si troverebbe quindi con delle mosche in mano nel giro di poche ore. Tralascio di dire quale catastrofico impatto avrebbe tutto questo sul Paese: la Grecia sarebbe solo un antipasto. Perché allora firmare questo nuovo trattato? E’ semplice:  con questa spada di Damocle sul capo i governi avrebbero un grande arma di ricatto e il sistema politico verrebbe congelato evitando problemi all’attuale classe dirigente politico – affaristica. Volete forse accampare qualche diritto a rischio di perdere tutto? Continuiamo pure a fare le rane.

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