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Siam tre piccoli porcellin

la-fattoria-degli-animali-139551Molte persone ricordano di aver letto il libro di George Orwell La fattoria degli animali, quando erano giovani e di ricordare il suo terrificante finale in cui gli animali della fattoria osservavano i maiali tirannici accanto a contadini sfruttatori umani in una grande confusione nella quale era impossibile dire chi era chi. Ma questo finale è stato modificato nella versione animata del 1955, in cui gli esseri umani sono stati cancellati, lasciando solo i maiali malvagi. Un altro esempio di Hollywood che macella un classico della letteratura? Sì, ma non solo, perché in questo caso il produttore discreto del film era la Cia.

L’agenzia di spionaggio per eccellenza temeva a quanto pare che il pubblico sarebbe stato troppo influenzato dalla critica di Orwell  che disegnava i comunisti come porcellini ei capitalisti come umani Così, dopo la morte dell’autore nel 1950 furono inviati agenti (nientemeno che E. Howard Hunt, che in seguito divenne famoso con il caso Watergate) per acquistare i diritti cinematografici di The Animal Farm dalla vedova dello scrittore al fine di stravolgere il senso del romanzo e trasformarlo in una specie di breviario anticomunista. Tanto tra chi legge il libro e chi vede il film c’era una proporzione di mille a uno che oggi è forse diventata di diecimila a uno: molti sono del tutto ignari di queste forme di persuasione indiretta fatta attraverso i media, la musica, il cinema, la televisione. E sono anche ignari del fatto che la Cia ha assoldato per queste operazioni molti personaggi del mondo intellettuale, critici letterari o giornalisti come Dwight Macdonald e Lionel Trilling, poeti come Ted Hughes e Derek Walcott o scrittori come James Michener e Mary McCarthy che hanno tutti beneficiato direttamente o indirettamente della generosità della spionesca per costruire le basi di queste manipolazioni in versione anticomunista. Grazie a fondi praticamente illimitati la Cia e le e le sue controparti in Europa occidentale hanno sponsorizzato mostre d’arte, conferenze, intellettuali ( tra cui Nicolas Nabokov, cugino dello scrittore Vladimir Nabokov), concerti, fil  e riviste per promuovere la loro vasta propaganda antisovietica: Frances Stonor Saunders  nel libro La guerra fredda culturale: la Cia e il mondo delle arti e delle lettere  fornisce ampie prove di questa attività, purtroppo limitata in grandissima parte agli Usa e all’Inghilterra, altrimenti ne sapremmo delle belle.

Ci sono anche episodi curiosi come quello che vede il  il Foreign Office britannico finanziare la distribuzione di 50 mila copie della traduzione francese del romanzo di  Arthur Koestler, autore allora in voga, Il dio che è fallito. Il partito comunista francese per parare il colpo ne comprò decine di migliaia finanziando così’ l’avversario. Così  si scopre che la fattoria degli animali non è che un caso di manipolazione in mezzo a decine e che anzi Orwell dev’essere stata un’ossessione visto che anche 1984 ha subito la medesima sorte visto che nel film il finale è stato cambiato nel tentativo di soffocare un’idea allora popolare tra molti intellettuali europei: che Oriente e Occidente fossero moralmente equivalenti. Naturalmente questa tattica funzionava a mera viglia nell’ambiente anglosassone, ma era difficoltosa e incerta nell’Europa continentale dove l’intelligenza era ancora vigile: non si poteva esagerare né con le manipolazioni, né con la sponsorizzazione diretta e palese di intellettuali perciò scelse una strada diversa, finanziando la sinistra non comunista: Stonor Saunders dimostra come la CIA abbia deviato centinaia di milioni di dollari del Piano Marshall per finanziare queste attività politiche incanalandole attraverso false organizzazioni filantropiche create per l’occasione o utilizzandone di già esistenti come la Ford Foundation. Molti erano ignari di tutto questo, altri lo sospettavano, ma alcuni  lo sapevano benissimo essendo collaboratori dell’agenzia, come il filosofo Isaiah Berlin e il poeta Stephen Spender per non parlare di centinaia di docenti universitari.

Ad ogni modo ancora oggi queste operazioni sono in piedi, anzi in un certo senso dopo un qualche declino con la fine della guerra fredda sono ricominciate in grande spolvero perché non ci sono soltanto i nemici esterni, ma anche quelli interni man mano che le conseguenze del capitalismo integrale si fanno sentire. E ora c’è anche la conquista dello spazio televisivo da parte delle grandi concentrazioni americane che offre grandi e facili orizzonti per i poveri animali della fattoria.

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10 responses to “Siam tre piccoli porcellin

  • Amiche geniali e tempi cretini | Il simplicissimus

    […] seguito al post di ieri  Siam tre piccoli porcellin  per concluderlo con l’attualità e per tentare un azzardato paragone che comprende due […]

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  • Anonimo

    Rivoluzioni arancioni, camuffate da gialle in arrivo ?

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  • Anonimo

    Si può vedere:

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  • giovanni

    Frances Stonor Saunders ..fornisce ampie prove di questa attività, purtroppo limitata in grandissima parte agli Usa e all’Inghilterra, altrimenti ne sapremmo delle belle
    Almeno un paio di nomi ci sono addirittura nella quarta di copertina, penso che ce ne siano altri dentro
    “Il Congresso per la Libertà Culturale, una copertura della CIA, finanziava ….in Italia «Tempo Presente», diretta da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte”
    E comunque basta unire i puntini: per esempio, una volta svelato che l’astrattismo yankee era una psyop della CIA, basta ricordare chi era la principale spacciatrice di questi “artisti” in Italia (ovvero a Venezia, giusto per deturpare meglio l’arte seria), e i “critici” che la esaltavano e i nomi saltano fuori come pop corn

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    • giovanni

      comunque si trova gratis in rete. cito solo i nomi dei “coltivati” dalla CIA: Ignazio Silone, Guido Piovene, Altiero Spinelli (e tanti saluti a quelli che la UE fa paura agli USA), Franco Lombardi, Muzzio Mazzochi, Bonaventura Tecchi, Italo Calvino, Vasco Pratolini, and Libero de Libero (gli ultimi tre scrivevano su Tempo Presente, la rivista pagata dalla CIA e diretta da Silone, ma non viene detto se lo sapevano)

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  • redattorecapo

    L’ha ribloggato su Ambiente futuroe ha commentato:
    Frances Stonor Saunders nel libro La guerra fredda culturale: la Cia e il mondo delle arti e delle lettere fornisce ampie prove di questa attività, purtroppo limitata in grandissima parte agli Usa e all’Inghilterra, altrimenti ne sapremmo delle belle

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  • Anonimo

    Per dire:

    ”Ci sono “anarchici”, “femministe”, “comunisti”, “socialisti”, “antifascisti”, “suprematisti bianchi”, ecc. Tutti questi termini descrivono essenzialmente la stessa cosa: liberali che creano conflitti sociali. In Francia, persino il Partito Comunista è “comunista” solo di nome. In realtà, questa è diventata una tendenza mondiale, dove le agenzie di intelligence hanno infiltrato con successo i movimenti “comunisti” e li hanno trasformati in un sistema capace di derubare i poveri e dare [qualcosa] ai più poveri, mentre le élites ricche, super ricche e nascoste non vengono toccate. ”

    Da:

    https://comedonchisciotte.org/un-maidan-francese-o-una-rivolta-nazionale/

    laddove per liberali si può intendere anche “borghesi” o rentier.

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