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Il golpe lungo

Imagoeconomica_951943-1024x689Non porta il mantello a ruota e dice di non vuol fare il notaio, anzi proprio per smentire queste ipotesi ha lasciato il Paese nella palude di un governo che c’è e non c’è. Ma Sergio Mattarella per disgrazia di tutti inquilino del Quirinale. fa esattamente il notaio, anzi mestieri meno nobili come il portavoce e il mezzano di altri poteri, pretendendo di stabilire uno ad uno chi siano i ministri. Lo si può immaginare benissimo con quello sguardo paraplegico che telefona a Juncker come a Draghi: ” Vi sta bene questo premier? Può andare questo ministro?” Poi prende nota e ai verdestellati, unica maggioranza possibile dice no, ni, facciamo un altro nome.

E’ visibile, quasi materica l’opposizione delle oligarchie a qualsiasi possibilità che l’Italia dia un qualche seguito al risultato delle elezioni, tanto che sono stati  bersagliati anche personaggi tutto sommato innocui come Conte giudicato poco competente da alcune testate americane, da gente insomma che ha come presidente Trump e non si vergogna, mentre i Savona vengono letteralmente mitragliati prima ancora di fare la loro comparsa. Questo potrebbe anche far piacere perché significa che ormai il sistema nel suo complesso è diventato così fragile da non poter sopportare nemmeno la minima eresia rispetto ai diktat e agli interessi finanziari, nazionali, geopolitici che ne sono l’incarnazione. Così fragile da entrare continuamente in contraddizione e mostrare così la miserabile trama europea per cui se qualcuno propone un referendum sull’euro (che poi potrebbe anche rivelarsi una trappola) viene proposto per il rogo, ma se 150 economisti tedeschi firmano un documento per chiedere l’uscita dell’Italia dall’euro, ossia chiedono che la Germania non sia costretta a rifondere ciò che ci ha lucrato sulla moneta unica, allora tutto va bene.  Potrebbe far piacere se non risultasse chiaro che le istituzioni non rispondono per nulla alla volontà degli elettori, ma ad altri poteri, ossia non sono sostanzialmente democratiche anche se conservano certe forme: non sta né in cielo né in terra che Mattarella discuta sul nome dei ministri, cosa che non è nelle sue facoltà specialmente una volta e faticosamente concesso l’incarico a Conte.

Ma già gli ambienti più ottusi e fedeli all’asino di Rignano che purtroppo si è scoperto a non cagare oro, così  come a “cumpari” Silvio, parlano di governo demeritocratico, alla faccia della Fedeli e della Madia e delle subrettine di cara memoria.  In realtà ciò che si vuole assolutamente evitare è esattamente il contrario, ossia che nell’esecutivo entrino persone di qualche competenza che potrebbero rendere più difficile il tentativo di raggirare e mettere in soggezione i nuovi depositari del potere da parte degli sciamani e grandi sacerdoti del rito europeo. Infatti si spera che a forza di mettere bastoni fra le ruote a Conte si riaffacci il nome di Di Maio considerato molto più malleabile. Del resto si tratta di vendicarsi degli italiani che hanno votato così male con tutti i mezzi, compreso il mitico spread per la cui risalita fanno il tifo e operano i cosiddetti poteri forti: in fondo si potrebbe anche parlare di golpe se non fossimo di fronte a un colpo di stato strisciante che dura da vent’anni con una lenta usucapione della democrazia.

E drammatico, ma almeno si ha il piacere di poter smascherare gli adulteratori della politica, quelli a cui per troppo tempo si è permesso di mettersi etichette fasulle, comprese quelle della sinistra per vendere un vino fatto con le polverine del neo liberismo selvaggio e della disuguaglianza: in questo verminaio infatti si distinguono anche gruppi e personaggi che si auto figuravano  progressisti di lusso: se per il direttore del Foglio che supplica Berlusconi e Renzi di riunire Forza Italia e Pd in un’unica formazione “pro Occidente, pro mercato, pro Europa”, spicca anche Corrado Augias, uno per tutti, che vuole salvare la democrazia eliminando  le elezioni.

La repubblica dei vecchi e nuovi percettori di rendite e di stima malriposta emerge dalle acque reflue per mostrarsi finalmente per ciò che è, attaccati ai loro feticci come Dora Markus agli amuleti che la fanno esistere.  Che pena.

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