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Naomi Klein: Trump è il risultato del progressismo alla Wall Street

Naomi Klein spoke in front of an estimated 3,000 people in front of Toronto Police Headquarters whoVisto che sono stato accusato di trumpismo dall’alto di un beghineggiare politico ancora ignaro del fatto che la chiesa è franata da un bel pezzo assieme ai suoi altarini e ai suoi affreschi, conservando intatta solo la grande teca votiva per grazia ricevuta, mi prendo la rivincita e affido la replica a Naomi Klein che sul Guardian traccia un quadro della situazione, delle ragioni del risultato elettorale in Usa e delle dinamiche che un po’ dappertutto stanno allontanando i cittadini dai tradizionali recipienti della rappresentanza, soprattutto quelli che adorano chiedere voti ai ceti popolari per tradirli meglio in nome di abusate e inesistenti “necessità” che alla fine si condensano in quella di rendere i ricchi sempre più ricchi. Così colgo due fave con un solo piccione: offrire un contributo di comprensione a chi è così libero dalle forme rituali da potersi regalare un po’ di realtà e agire su tutti quelli che non possono vivere senza un qualche messale con il proiettile di un nome celebrato e ormai classico dell’antiglobalismo e del pensiero antagonista rispetto al liberismo. Si sa che su questi ultimi solo i pensieri griffati hanno una qualche influenza.

“La metteranno in conto a James Comey e all’ Fbi, alle difficoltà poste in alcuni stati agli elettori neri, al razzismo. Accuseranno quelli che Bernie (Sanders ndr) o niente, la misoginia, i piccoli partiti, i candidati indipendenti. Accuseranno i grandi media di aver offerto a Trump una piattaforma, i social di esserne stati i megafoni e Wikileaks di  aver fatto da lavanderia.

Ma viene ignorato i il motivo principale per cui ci troviamo a vivere questo incubo ad occhi aperti: il neoliberismo. E’ questa visione del mondo – totalmente incarnata da Hillary Clinton e dal suo ambiente – che è stata inefficace contro l’estremismo di Trump . La decisione di presentare questo tipo di scontro ha determinato il nostro destino: se non riusciamo a imparare nulla, perché non dovremmo almeno apprendere la lezione che viene da questo errore?.

Ecco cosa dobbiamo ammettere: un sacco di persone soffre e sta all’inferno.  Con le politiche neoliberiste di deregolamentazione e privatizzazione, con l’austerità e le imprese transnazionali, i livelli di vita sono drammaticamente peggiorati. le persone hanno perso il lavoro, hanno perso le pensioni, hanno perso gran parte delle reti di sicurezza che rendevano queste perdite meno spaventose. E per i loro figli si annuncia un futuro anche peggiore dell’attuale precarietà.

Nel frattempo hanno visto l’avvento della “classe di Davos”, una rete iperconnessa di miliardari della finanza e della tecnologia, hanno visto i leader eletti amoreggiare con questi interessi e stelle hollywoodiane rendere tutto questo insopportabilmente glamour.  Il successo è una festa a cui non sono stati invitati e sono intimamente consapevoli che l’aumento di queste fortune e di questo potere è in un modo o nell’altro direttamente collegato al peggioramento dei loro debiti e al loro impoverimento. Per le persone che hanno vissuto il loro status e la loro sicurezza come un diritto di nascita  destinato per la maggior parte agli uomini bianchi  queste perdite sono intollerabili.

Donald Trump ha parlato direttamente a questa sofferenza, come vi ha parlato la campagna per il Brexit e così fanno tutti i partiti di destra in Europa. Rispondono con la rabbia e con un nazionalismo nostalgico agli abusi delle burocrazie economico, a Washington, al Nafta (l’accordo di libero scambio in Nordamerica ndr), all’organizzazione mondiale  del commercio e all’ Unione Europea. E inevitabilmente rispondono colpendo gli immigrati e le persone di colore, diffamando i musulmani e degradando le donne. Ma l’elite del neo liberismo non ha nulla da offrire per placare il dolore, perché è il neo liberismo che ha scatenato la classe di Davos di cui Hillary e Bill Clinton sono la crema. In realtà hanno gettato il partito alle ortiche.

Trump ha detto “questo è l’inferno”. Clinton ha detto ” tutto va bene”. Ma non va affatto bene. e la risposta neo fascista alla sensazione di insicurezza e alla disuguaglianza non scomparirà. Ma ciò che sappiamo dal 1930 è che quello che serve contro il fascismo è una vera sinistra. Una buona parte del sostegno di Trump potrebbe essere strappata con un programma di redistribuzione della ricchezza, un programma per affrontare la classe di miliardari con qualcosa di diverso dalla retorica e i soldi potrebbero essere utilizzati per un New Deal ecologico. Questo progetto potrebbe creare una marea di posti di lavoro ben pagati e sindacalizzati, portare  alle minoranze ( comunità di colore ) le risorse e le opportunità di cui hanno disperatamente bisogno, insistendo sul fatto che chi inquina deve pagare la formazione dei lavoratori e la loro piena integrazione nel futuro.

Si potevano modellare politiche in grado di combattere insieme il razzismo istituzionalizzato, la disuguaglianza economica e il cambiamento climatico; si potevano combattere i cattivi accordi commerciali, la violenza della polizia e onorare le popolazioni indigene come i protettori originali di terra, acqua e aria. Le persone hanno diritto ad essere arrabbiate e solo un programma comune e integrato di sinistra potrebbe indirizzare questa rabbia che le appartiene per ricreare unità in una società frammentata. 

Tale coalizione è possibile. In Canada, abbiamo iniziato ad unire le forze sotto la bandiera di un programma chiamato Citizen ‘Un salto in avanti’, adottato da più di 220 organizzazioni, da Greenpeace a Black Matter  ai nostri più grandi sindacati.

La campagna straordinaria di Bernie Sanders ha cominciato il cammino verso una coalizione di questo tipo e ha dimostrato come sia presente il desiderio di un socialismo democratico. E tuttavia non è riuscita a connettersi ai vecchi elettori neri e ai latini che sono la parte più maltrattata dal nostro modello economico. Questo ha impedito alla campagna di raggiungere il suo pieno potenziale, ma tali errori possono essere corretti per costruire una coalizione di trasformazione.

Questo è il compito che ci attende, il partito democratico ha bisogno di essere strappato ai neo liberali aziendalisti oppure deve essere abbandonato. Quindi cerchiamo di uscire dallo choc  più velocemente possibile per costruire un movimento radicale che sia una risposta all’odio, alla paura rappresentata da tutti i Trump del mondo.”  (Il testo originale è qui)

Si tratta naturalmente di una visione molto “americana” delle cose nella quale l’ascesa della “classe di Davos” viene considerata come una variabile di sistema e non come la conseguenza pressoché inevitabile delle dinamiche neo liberiste. Ma il quadro di cosa sia diventata la sinistra cosiddetta democratica appare molto chiaro: un insieme che sta tutto dalla parte del potere reale e dei suoi massacri, tanto da valorizzare la destra presso i ceti popolari e presentarsi non come il meno peggio, ma come il “più peggio” per dirla alla Marcello d’Orta. Insomma una miscela esplosiva. D’altronde proprio ieri il nobel per la pace in via di trasloco ha voluto rassicurare gli elettori democratici e progressisti sul fatto che non sarà possibile a Trump giungere a migliori rapporti con la Russia e fermare il massacro medio orientale messo in piedi contro Assad.

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