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Nando Mericoni va a Washington

sordiE’ sembrato per una breve stagione che l’Italia avesse superato la sindrome di Sordi, che almeno si fosse lasciata alle spalle se non la sostanza della sua colonialità, almeno la forma patetica del Nando Mericoni, aggrappato allo spaghetto, ma pieno di ridicole fumisterie  all american boy. E invece no, rieccolo il Nando che va a Washington a sfoggiare il suo inglese awanna ganassa,  a far l’americano nei modi più servili e ridicoli che si possano immaginare, portandosi dietro anche il suo neo giullare Benigni, bramoso di prenderlo in braccio. Si è presentato come il nuovo, ma questo poveraccio, ucciso in culla dal Rader’s digest, sembra in realtà un personaggio degli anni 50′, la personificazione di vuo fà l’americano che anche questa volta si muove “comme a nu guappo pe’ se fa’ guardà”.

Tralasciamo le penose reverenze anglofone dell’ascaro di Palazzo Chigi, ma cosa ci è andata  a fare da Obama? Il quasi ex presidente ormai non conta più nulla nemmeno per il personale della Casa Bianca, ha fallito e spesso tradito tutto ciò che avrebbe dovuto rappresentare, da premio nobel per la pace ha bombardato Afganistan, Pakistan, Libia, Somalia, Yemen, Siria, Irak, ha fatto crescere follemente Wall Street e castigato l’economia reale, quella che in Usa si chiama Main Street la quale ha continuato nel suo inarrestabile declino dal 2008 a scorno degli economisti di servizio e media di basso servizio, ha aumentato del 77,2%  il debito pubblico per dare soldi ai finanzieri, agli azionisti e ai fabbricanti di armi, senza aver accresciuto l’intervento pubblico e durante la sua presidenza ha visto la drammatica espansione del lavoro precario e a salario minimo. Forse Renzi ci vuole assicurare che farà anche di meglio? Ma no,  è andato lì a fare uno sporco baratto: svendere l’appoggio incondizionato del governo italiano al Ttip (letale per la nostra agricoltura e la nostra economia in generale oltre che per la democrazia) in cambio dell’ennesimo buona parola di Obama in favore del Sì.

Ho parecchi dubbi che Barack ne sappia o ne capisca effettivamente qualcosa della costituzione italiana o dell’orrenda operazione chirurgica che si vorrebbe praticare su di essa, ma di certo non ha difficoltà a concedere il suo sì a meno democrazia e partecipazione dei cittadini di un Paese soggetto, specie se la carta fondamentale rischia di essere da intralcio a Ttip, come di certo il triste Nando Mericoni da Rignano li avrà suggerito. Ma forse questo baratto è un  fortuna perché l’appoggio di un Obama privo ormai di qualsiasi credibilità, porta sfiga: da quando andò a Londra per sostenere le ragioni della permanenza nella Ue i sondaggi cominciarono a volgere al brutto. E si capisce bene il perché: la vacuità tutta americo centrica con cui sostenne la tesi della permanenza nell’Unione (si poteva combattere meglio il terrorismo, come del resto scimmiottano i nostri macachi al governo) cominciò a insinuare il dubbio che le ragioni addotte dal remain non fossero così consistenti. Dovette persino intervenire Cameron a prendere le distanze dal vaniloquio obamiano.

Quindi grazie Barack  di aver dato credito al pasticcio del povero Nando: essendo colui che per pura stupidità ha creato le premesse concrete di un conflitto mondiale, non c’è al mondo una persona più autorevole per evitarne i consigli. Quanto a Nando Matteo e alla sua corte dei miracoli, in mancanza di Pericle il Nero e dei suoi servigi quanto mai opportuni in questo frangente,  si possono semplicemente cancellare con un sonoro No al referendum.

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