il Simplicissimus

Partiam partiam… le bombe del “bomba”

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Anche Renzi vuole la sua guerra, la sua apocalisse minima e rispolvera l’elmo di Scipio, mentre la badante Pinotti si occupa della lucidatura: è quasi impossibile resistere alla comicità della commedia alla miles gloriosus inscenata all’arrivo del neocon Ash Carter che disgraziatamente non è un personaggio dei fumetti, ma il segretario alla difesa Usa. Partiam partiam come il prode Anselmo che andò in guerra e mise l’elmo, ma in realtà si è trattato di una scena pietosa alla Quisling, di una foto della servitù schierata per accogliere le rare visite del padrone.

Che senso ha mettersi a bombardare l’Isis proprio adesso che sta emergendo l’enorme pasticcio compiuto in medioriente? Oggi che i profughi arrivano a milioni? Per di più in un contesto totalmente pirandelliano e caotico dove non si capisce se si voglia colpire l’Isis o impedire alla Russia di farlo davvero, tenendo conto che due “amici”  come Turchia e Arabia Saudita lo fiancheggiano e che occorre preservare i terroristi di casa, ossia quelli organizzati e pagati dagli Usa per far fuori Assad, ma in realtà la Siria come entità.

Forse Renzi immagina di potersi sedere al tavolo della pace facendo sganciare qualche bomba dai quattro aerei quattro che abbiamo in Iraq e non si rende conto invece di star trascinando il Paese in una logica che in caso di conflitto effettivo ne farebbe una vittima sacrificale dell’impero. Washington chiede all’Italia di partecipare ai bombardamenti veri o fasulli che siano per simulare l’esistenza reale di una coalizione anti Isis e opporre dunque alla Russia un patchwork di belligeranti effettivi. Ma soprattutto lo chiede per legare e collegare questa azione per la quale occorre molta coordinazione, alla necessità di portare a termine il Muos di Niscemi – Sigonella: Carter lo ha detto con una chiarezza adamantina. E naturalmente il governo ha una sola parola: obbedisco.

A persone dotate di un po’ di testa l’azione dimostrativa russa che ha colpito postazioni dell’Isis com missili da crociera lanciati dalle navi sul Mar Caspio dovrebbe far pensare dieci volte a una partecipazione che in questo contesto ci pone di fatto in contrapposizione con la Russia, come dimostra la ridicola reazione della Nato per lo sconfinamento di qualche centinaio di metri di un jet russo nello spazio aereo turco ( vedi nota). E con la premessa che questa opposizione ha il suo fulcro logistico, comunicativo e organizzativo proprio sul nostro territorio. Ricordo solo di sfuggita ai delibatori del mito americano nelle sue più funeste manifestazioni, che gli Usa non hanno proprio nulla per fermare i nuovi cruise russi. Di fatto acconsentendo a queste sconcertanti avventure stiamo intraprendendo una strada che pone le premesse per farci diventare principale terreno di scontro.

Questo avviene grazie all’evanescenza di un ceto politico di infimo livello che non sa e non può opporre nulla agli ordini del padrone e che si piega all’intervento armato proprio nel momento in cui le carte false di Washington sono tutte scoperte sul tavolo e si avrebbe anche una giustificazione etica per non partecipare da comparse alla commedia. Renzi, detto “il bomba”, non è Cavour, è solo un pericoloso teatrante. Al massimo un petardo.

Nota. In realtà il Primo Ministro turco Ahmet Davutoglu  opera su due livelli: da una parte ha consentito, su pressione americana, che la faccenda dello sconfinamento venisse enfatizzata dalla Nato oltre ogni ragionevole logica, dall’altra però, in sede interna, ha fatto anche il pompiere: “Ciò che ci è stato comunicato dalla Russia…è che si è trattato di un errore e che essi rispettano i confini turchi e che non succederà più”.

 

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