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Nozze coi crauti secchi

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Anna Lombroso per il Simplicissimus

Sta per succedere.  Le brave persone, quelle ancora dotate di superstiti sentimenti di solidarietà, ci penseranno bene prima di reclamare il riconoscimento di un diritto, per via della lotteria di governo che per ognuno elargito a qualcuno, ne toglie un altro ad altri. Un sistema così ben propagandato e di successo, che ha fatto ormai breccia anche tra quanti un tempo si accreditavano come difensori delle ragioni degli oppressi e degli sfruttati, se forme sobrie e composte di razzismo e xenofobia vengono suscitate dal nostro profondo, nella convinzione che a ogni concessione a un profugo corrisponda una riduzione per gli indigeni, con limitazione di beni, di assistenza, di istruzione, di alloggi e di prerogative e diritti.

Oggi il pupazzo del ventriloquo, quello che più sfacciatamente ed entusiasticamente ha deciso di passare da tappetino a agiografo, quello che fa incazzare di più noi donne perché la sua estasi e i suoi turbamenti davanti al teppista a Palazzo Chigi rischiano di confermare una vocazione femminile alla gregarietà e alla consegna erotica al potere, condivisa con le boccolute madonnine infilzate del governo, insomma oggi la Meli scrive, senza nessun timore di cadere nel ridicolo: “ci sono molti modi di essere cattolici adulti… c’è chi ama rivendicarlo con dichiarazioni e chi – ed è lo stile di Renzi – preferisce andare dritto al sodo”. Che in questo caso significa, secondo la sostituta di Bondi che perfino nelle interviste senza virgolettato sconfina nel lirismo e nell’epica, mantenere una promessa, quella di riconoscere le unioni civili, secondo il modello tedesco. Che però risulta impronunciabile – Lebenspartnerschaft – perfino per un genio poliglotta come l’oggetto della sua indomabile ammirazione, sicché preferisce chiamarle “Civil Partnership”, non solo in quanto a lui, si sa, l’inglese viene meglio, ma anche perché evocano quel gergo aziendale, quello slang della “cultura d’impresa” per il quale tutto è oggetto di transazione commerciale, tutto ha un prezzo, amore, affetto e civiltà compresi.

E infatti l’accordo di partenariato secondo il Renzi pensiero è profittevole per i soci omosessuali e invece potrebbe essere un passivo per le coppie di sesso diverso. Eh si, in nome del dare con una mano per togliere con l’altra – come per la tassa sulla casa, la scuola e i precari, pensioni e 80 euro – mica vorremo avere tutti le stesse prerogative e gli stessi diritti! E se si vogliono accontentare i capricci di ferventi laici, arcaici democratici e coppie pittoresche con la faccia arcobaleno, elargendo le “unioni civili” – non le nozze, mica vorremo scherzare! alle coppie gay – saranno gli eterosessuali a rimetterci qualcosa. Loro, che potevano e possono unirsi con tanto di lista di nozze, cerimonia, rinfresco, se vogliono ottenere riconoscimenti giuridici e legali allora si sposino, santifichino il loro vincolo davanti al parroco o all’assessore, legalizzino e registrino patti di sostegno reciproco, di affetto e solidarietà, come vuole il diritto canonico, ma non impone la Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità.

E come ha sancito la Corte Costituzionale parlando della rilevanza costituzionale delle unioni omosessuali, poiché siamo di fonte ad una delle “formazioni sociali” di cui parla l’ articolo 2 della Costituzione. Con una conclusione importante: alle persone dello stesso sesso unite da una convivenza stabile “spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”. Sono parole impegnative e parlano di un “diritto fondamentale” che attende il suo pieno riconoscimento. E nella sentenza si dice pure che “può accadere che, in relazioni a ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale”.

Così fatto un passo avanti, sia pure relativo, se ne potrebbe fare uno indietro e ancora una volta la Corte si troverà a esercitare un potere riparatore rispetto a scelte inopportune, invasive e al tempo stesso inadeguate e comunque “incivili” dell’esecutivo e del Parlamento.

Ma possiamo stare tranquilli: sempre la Meli ci annuncia che Renzi ha incaricato la Boschi, che si è più volte abbandonata a dolci confidenze in merito alla sua vocazione a essere moglie e madre, lei che se lo può permettere, di seguire il tema delicatissimo, nel suo doppio ruolo, supponiamo, di Ministra per le Riforme e di aspirante fidanzatina d’Italia. Come nel caso dei “migranti” l’approccio raccomandato dal premier sarebbe quello che combina “etica “ e “ragionev0lezza”. Ed è strano: forse ha pensato che questi due sostantivi sconosciuti e inusuali siano tedeschi, come la Merkel, come Lebenspartnerschaft, come Führer .

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