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Plutocrazia

plutocraziaDa tempo il problema non è più come salvare la democrazia, ma come tornare alla democrazia: ciò che si agitava nell’inconscio del berlusconismo è stato pienamente realizzato con l’aiuto decisivo dai poteri europei finanziari e monetari e dai governi fantoccio che si sono susseguiti: la legge elettorale che impedisce un ricambio reale di classe dirigente, la permanenza di una larga schiera di nominati, la trasformazione del Senato in un aula di non eletti, l’eliminazione dell’autonomia del potere giudiziario attraverso l’ambigua legge sulla responsabilità dei magistrati, la legge sul lavoro per il precariato perpetuo.

La permanenza di forme appartenenti alla democrazia rappresentativa è solo uno schermo per rendere meno visibile la direzione in cui si va: è una costante nella storia e il renzusconismo segue da vicino la tecnica del fascismo che  attraverso l’accrescimento dei poteri del presidente del consiglio anche in sede legislativa, poi attraverso la manomissione dello Staturo albertino, una decretazione d’urgenza divenuta prassi e infine una legge elettorale liberticida, fini per svuotare di senso le Camere e per renderle del tutto superflue ancorché ancora esistenti sulla carta. Ma questa è una via tutta italiana: il processo di trasformazione oligarchica, anzi di natura apertamente plutocratica, è in atto dovunque secondo vie precipue tanto che viene da chiedersi se sia ancora possibile la democrazia.

La mia risposta è pessimistica: non lo è. Nel momento in cui 80 miliardari possiedono quanto i 3 miliardi e mezzo di persone più povere, quando l’ 1% più ricco  possiede  il 48% dell’intera ricchezza mondiale, mentre all’80% più povero ne tocca appena il 5,5%., tutti i presupposti della democrazia rappresentativa finiscono per saltare: la quantità enorme di ricchezza concentrata in poche mani è in grado di creare e sostenere qualsiasi narrazione mediatica o scientifica si voglia imporre, di infiltrare e condizionare i corpi intermedi, di fare dei rappresentanti del popolo come si diceva una volta dei burattini, gente ostaggio delle poltrone, delle lobby, dei capibastone  lanciati, finanziati e coperti dai media tutti rigorosamente padronali, che ne determinano le fortune.

Tanto è vero che la crisi strutturale a cui è andato incontro il sistema neo liberista, invece di favorire una maggiore redistribuzione di ricchezza come ci si sarebbe potuto attendere, ha finito per  aumentare enormemente le distanze: i ricchi hanno incrementato del 50% i loro beni. E tanto per riferirci  all’Italia oggi le 10 famiglie più ricche hanno più risorse risorse dei 18 milioni più poveri, mentre fino a quattro anni possedevano meno della metà dei poveri. Questo gruppo di plutocrati  che ormai fa denaro attraverso il denaro e considera le attività produttive come marginali, non ha alcun interesse a favorire il benessere collettivo e anzi ha tutto il proprio tornaconto a spostare il proprio terreno d’azione direttamente sul piano politico per evitare che l’impoverimento progressivo e la spoliazione continua di diritti e di futuro porti a cambiamenti esiziali, finisca per interrompere la detassazione progressiva dei grandi e medi patrimoni, a fermare la caduta dei salari, a ridare sovranità monetaria e di bilancio agli stati che se ne sono privati perdendo così l’agibilità politica, a fermare il progressivo abbandono di una serie di diritti fondamentali come quelli alla salute e all’istruzione.

Il fatto è che la democrazia non è un sistema di governo della società neutrale rispetto ai fini, una serie di regole per far diventare azione il dibattito pubblico attraverso forme rappresentative, non è un fatto formale, ma prevede alla sua base che la distribuzione del potere reale sia quanto più ampia possibile per dare concretezza all’idea della libertà, senza ridurla a un alibi. E questo riguarda i redditi come le influenze culturali, le idee, come le prassi, i diritti come i doveri. Quando le differenze divengono troppo ampie e il terzo stato non è che una vittima resa persino contenta di esserlo, la democrazia è finita dal momento che si tratta di un metodo che o fa riferimento a dei contenuti sostanziali o non ha molto senso.

Chissà, forse tutto questo che fino a una trentina di anni fa sarebbe stato scontato suona oggi come stravagante. Ma mi serve a ribadire una tesi: è finito il tempo in cui si può davvero pensare di far fronte a quell’ 1%, anzi diciamo pure a quello 0,1% che effettivamente comanda, venendo a patti con i suoi presupposti e con i suoi strumenti che poi hanno finito per determinare la situazione attuale. La socialdemocrazia è morta assieme alla democrazia rifiutando di individuare un nemico. Così come hanno perso di senso le terze vie assortite che hanno via via confuso la progressività dei mezzi con l’omologazione dei fini. La vicenda greca con i suoi drammi e i suoi esiti incerti è in questo caso è esemplare: non si riesce a invertire la rotta se si usano le carte nautiche dell’avversario per giungere in qualsiasi posto.

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11 responses to “Plutocrazia

  • inroxy

    Appunto bisogna cambiare verso per poter ritornare effettivamente alla democrazia e non rischiare di soffocare nell’AUTOCRAZIA che si sta sempre più confezionando è pertanto che urge introdurre quegli opportuni adeguamenti ed aggiornamenti che il tempo reclama per contrastare la TECNOCRAZIA e la PLUTOCRAZIA e per abbassare le tasse bisogna inderogabilmente ridurre sempre più le filiere d’intermediazione. Quindi urge ristrutturare l’impianto elettoral-istituzionale iniziando dai meccanismi elettorale come quanto col sistema SEMIALTERNO si propugna. Essendo il SEMIALTERNO è un dispositivo elettorale che basandosi su mandate (elettiva) al proporzionale (senza soglia) verrebbero sostituito da una mandata (elettiva) al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate (elettive) a base proporzionale. Quale modalità per riprodurre quella osmotica fisiologica tensione propulsiva dell’ingenerare un autentico contendibile meritocratico BIPOLARISMO APERTO all’accountability! Indispensabile per riprodurre chiarezza e trasparenza e per riscontrare in modo permanente la responsabilità quanto per innescare quella necessaria prepensione propedeutica a massimizzare governabilità coniugata alla rappresentatività per far sì che chi governa governi!
    Inoltre, urge aggiungerci altri istituti tipo:
    – il RECALL–revoca del mandato– quale minimale esigenza per equilibrarsi a “quel…senza vincolo di mandato” dell’art. 67 per ovviare a quei furtivi cambi di casacca di quei voltagabbana sempre proni a passare da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro, ecc. La revoca è già presente da un secolo in California ma anche in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed altri vari paesi latino-americani.
    – “Write in” – aggiungere l’istituto del “write in” anche per le primarie ovvero, di poter scrivere direttamente “nella” scheda elettorale nominativi di cittadini anche quando non sono presenti in alcuna predisposta lista; quale modalità per meglio contrastare: cooptazione, lobbismo, nepotismo, clientelismo degli apparati partitocratici e non. Inoltre, per la necessità di tutelare l’indipendenza e il pluralismo del foro pubblico dell’informazione tanto dal potere delle maggioranze politiche quanto da quello dei centri di potere economici. Supposto che venga rafforzato il potere delle specifiche autorità di controllo.
    -“TOP TWO” poter istituzionalizzare le primarie di collegio ove tutti possano liberalmente concorrevi ma, non mantenere quelle parziali riferite ad un solo od unico partito, bensì introdurle secondo il criterio aperto della “TOP TWO” (al principio che i primi due vincenti si contendono il collegio) come quanto già fanno in Californiana ed altrove avviene da secoli. Questo per poter estendere anche all’elettore di coste testualmente controllare l’operato dei suoi rappresentanti esercitando pressioni e se necessario spingere per ritornare al voto. Giacché la democrazia abbisogna di essere costantemente rivitalizzata quanto monitorata attraverso plurimi apporti in un altrettanto costante opera di “generale” manutenzione!
    • Istituire un’anagrafe pubblica degli eletti e, per tutte le rappresentanze politiche ed amministrative per la trasparenza economica e reddituale;
    • Istituire un’anagrafe pubblica delle CONSULENZE e degli APPALTI;
    • Introdurre il reato di falso in bilancio;
    • Introdurre il reato di riciclaggio, correggendo l’auto-riciclaggio;
    • sciogliere le fondazioni pseudopolitiche specialmente quelle che non presentano e/o pubblicano i loro bilanci;
    • risolvere la questione dei conflitti d’interessi con misure efficaci affinché alla Camera rimbalzano dalla commissione all’Aula senza che i nostri deputati cavino mai un ragno dal buco;
    • sfrondare le municipalizzate chiudendo quelle in passivo quindi iniziare a sforbiciare quelle 8 mila società partecipate dagli enti locali;
    • Introdurre il reddito di cittadinanza.
    Quanto esposto si rende inderogabile acquisire per risultare strutturalmente equilibrati e conseguentemente competitivi nel compendio in quanto “I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati! “A. Einstein. Giacché tutto è ormai in movimento e vengono richiesti ad ogni latitudine nuovi ed inediti adeguamenti! Appunto, in Gran Bretagna è già iniziata la campagna per le elezioni politiche di maggio e, nonostante si trovino con un’economia che tira, si stanno preoccupando per l’incertezza politica governativa che ne potrebbe derivare dal loro Westminster meccanismo elettorale considerato un’eccellenza ma, che si sta sempre più inoltrando verso un irreversibile tramonto se non lo restaureranno radicalmente correggendolo al Proporzionale! Giacché quel Westminster modello elettorale si ritrova in una siffatta accelerata e cangiante globalizzazione che ci ha introdotti in questa siffatta nuova dimensione della realtà che renderà sempre più difficile pretendere omogeneità governativa post voto dato dal fatto di dover incasellare ogni suo singolo distinto collegio all’uninominale che si estende su un territorio con caratteristiche regionali multi-poliedriche oltretutto con un rigido siffatto meccanismo orientato a muoversi per contendersi in continuazione e perpetuamente il solito centro dell’elettorato! Al ché assurdo sarà supporre di poter ottenere risultati omogenei continuando su quella sola induzione centripeta tipica dei Maggioritari senza dover prima o poi sclerare! E la riprova s’è presentata sin dalle ultime elezioni giacché l’attuale governo Cameron si regge su una Coalizione: Tory di Cameron e Liberal-Democratici di Glegg quali compari in coalizione! Quindi, l’esito elettorale dei Britannici a maggio sarà un autentico rebus giacché nemmeno i bookmaker ci scommettono essendo la situazione talmente ingarbugliata tanto che agli scommettitori hanno proposto ben 9 opzioni!
    Situazione d’incertezza nella quale anche noi purtroppo, non possiamo rallegrarci! Giacché, da decenni continuiamo ad innaspare e a dibatterci ricercando soluzioni, opposte rispetto ai Britannici! Ovvero, noi, siamo partiti da un Proporzionale della Prima Repubblica affossandola per tentar di avvicinarci sempre più “da decenni”, ad un Italicum Maggioritario con Premio per ritrovarci poi, nelle medesime peste dalle quale gli stessi Britannici tentano di sfuggirvici! Giacché noi, coerenti e conseguenti all’italiota virtù dello estendere un arabesco roccocò per collegare due punti… anziché stenderci una semplice riga… risposta quanto lo sarebbe il sistema elettorale SEMIALTERNO! Noi, invece dopo aver abbandonato il Proporzionale affondato con la Prima Repubblica, abbiamo intrapreso un’assurda impaludante Odissea che ci ha visto, doppiare il Mattarellum, riaffondare nuovamente la Seconda Repubblica, per poi, ritrovarci sempre più arresi ed inermi rispetto alle assurde azioni che si stanno perorando e perpetrando con un siffatto incostituzionale “iperattivo” Porcellum. Dove, nonostante si siano succeduti ben tre diversi governi senza passare attraverso alcuna consultazione elettorale, ci ritroviamo con tutti gli indicatori negativi. E, addirittura, non abbastanza paghi, d’un siffatto obbrobrioso procedere, prossimamente rischiare di finire dalla padella nelle brace d’un prossimo altrettanto limitato e limitante Italicum che comunque prevede un Premio di maggioranza alla lista. Un Italicum oltretutto provvisto d’un marsupio al 60% di Parlamentari “nominati” da un manipolo di segretari di partito e, con capilista bloccati in collegi plurimi! E, si noti bene, tutto questo ambaradan, viene perorato per sempre più approssimarci ad un Italicum Maggioritario con Premio, con la supposizione di poter risolvere quando nel breve termine, andremmo a sbattere per ritrovarci impegolati nelle medesime peste dalle quali i Britannici dovranno uscirci abbracciando soluzioni in senso proporzionale!? Pertanto, cosa dovremmo ancora congetturare da questo palese scambio oltretutto fra democrazia ottriate (la Westminster) e rivoluzionarie (l’italica) se non palesemente apprendere quanto determinante importanza si debba rendere ai meccanismi elettorali! Giacché l’esigenza di procedere ad una siffatta correzione avviene sia pur figurativamente fra democrazie parlamentari sì ma, a radicale diverse ovvero quella ottriata-monarchia e l’altra rivoluzionaria-repubblicana. Appunto la correzione avviene per “mainstream” convergenza impressa dalla globalizzazione quella che sta per invadere sperabilmente, anche i meccanismi e la POLIS dopo aver inondato per mainstream convergenza i media, la finanza e quant’altro!? Il processo sembra diventare ormai irrefrenabile!? Essendo le democrazie rappresentative contemporanee l’esito e l’espressione permanente di una lunga serie di lotte cicliche alterne volte a contenere poteri gerarchici. Un processo storico di sviluppo della democrazia che è stata una sintesi composita osmotica di principi ed esperienze che si sono consolidati nel corso di secoli. Cominciato da quello “star up” nell’antica Grecia, la democrazie è arriva fino a noi, alle nostre democrazie rappresentative frutto di alterni scanditi, eventi che hanno innescato più o meno cruente pulsioni e contrasti fra potenza e potere tracciando più o meno lunghe estensive o restrittive fluttuazioni! Perciò particolarmente sulla scorta degli ultimi eventi si dovrebbe evincere che la risposta implicita e più coerente per i meccanismi elettorali non può che sintetizzarsi dentro quanto col sistema elettorale SEMIALTERNO si propugna! Giacché insito nella storia, sin da quell’ateniese start up, presente nella stessa cronistoria! Giacché il sistema SEMIALTERNO è un dispositivo elettorale che basandosi su mandate (elettiva) al proporzionale (senza soglia) verrebbero sostituito da una mandata (elettiva) al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate (elettive) a base proporzionale. Quale modalità per riprodurre quella osmotica fisiologica tensione propulsiva dell’ingenerare un autentico contendibile meritocratico BIPOLARISMO APERTO all’accountability! Indispensabile per riprodurre chiarezza e trasparenza e per riscontrare in modo permanente la responsabilità quanto per innescare quella necessaria prepensione propedeutica a massimizzare governabilità coniugata alla rappresentatività per far sì che chi governa governi! E, chi fa l’opposizione puntualmente controlli! Per poi, non ritrovarci ogniqualvolta, dover chiamare in “supplenza” la magistratura in tutti i Cantoni d’Italia! Giacché serve a stroncare quei subdoli rapporti come afferma il Presidente della Corte dei Conti nella sua relazione che la: “Crisi economica e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra” che urge drasticamente troncare! Urge aggiornarci adeguandoci ai tempi giacché, alcun sistema mai potrebbe “reggersi” restando in equilibrio se si trova obbligato a muoversi nello spazio tempo su una sola induzione centrifuga tipica dei Proporzionali, che spinge verso la moltiplicazione opzionale partitica tipica della nostra Prima Repubblica. Oppure, muoversi su quella centripeta tipica dei Maggioritari – Westminster incardinata sulla governabilità a scapito della rappresentatività! In quanto per reciproca complementarietà devono entrambi: Prop. & Magg., in un siffatto alterno implicito evolvente modo vicendevolmente richiamarsi per coniugarsi e per compiutezza equilibrarsi “autocorreggendosi”! Questo è quanto già sta praticamente accadendo nel mondo reale, ed è in perenne dinamica evoluzione e, che or ora, ce lo sta dimostrando sempre più palesemente la cronaca! Questa reciproca esigenza auto-equilibratrice autorigenerante che il SEMIALTERNO esprime, la si evince oggigiorno, osservando anche lo sferzo d’una siffatta sempre più iperbolicamente accelerazione (Moore’s law) la cui intensificazione sta sempre più affastellando queste fluttuazioni “estensive e contrattive” sulle front line a tal punto da permetterci d’acquisire quanta complementarietà d’interazione centripetocentrifuga vi sussista… tale da addivenire conseguentemente quanto già il SEMIALTERNO enuclea nella sua dinamica evolvente articolazione!
    E’ pertanto, che bisogna muoverci ed attrezzarci correttamente per incarreggiare al meglio il nostro Bel Paese! Essendo oggigiorno ormai, la ricerca d’architetture elettoral-istituzionale più equilibrate e complete un imprescindibile MUST e, dato che molti si sono spesi iniziando da A. Ljphart a G. Sartori e tanti altri ancora che vi si aggiungeranno per continuare in modo sia pur asintoto a indagarne di più nuove e pertinenti forme… giacché molte e diverse sono le modalità dei meccanismi elettorali presenti nella compagine mondiale, implicita non può che esserne la loro perfettibilità! Da cui è sgorga la ricerca di migliori soluzioni rispetto al contingente e non rischiare di arrenarsi gingillandosi sull’oblio o per scarsa, distorta o distolta quanto disinvolta memoria storica per di soppiatto, giocarvici quell’ITALICUM opportunistica mossa volta a rinforzare una siffatta autoreferenzialità in verso autoritario! Che tenderebbe rinchiuderci dentro un BIPARTITISMO blindato di quei nominati che già ne rappresentano la premessa. Dove, solo 2 partiti tenderebbero diventare i soli due assoluti deterrenti del campo, impedendo più fisiologiche alternative e ricambi giacché resterebbero gli unici 2 detentori in campo pronti a radere sin sul nascere qualsivoglia concorrenziale alternativa giacché li troverebbe inclini a sempre più istituzionalizzarsi in un unico partito, per così rinfiorarsi ancor più come un’autoreferenziale CASTA e, così dilazionare sempre più nel tempo l’affacciarsi d’una qualche più autentica alternativa o ricambio “esente dall’inciucio”?! Pertanto, anche la categoria dei meccanismi elettorali quanto il nostro impianto Istituzionale non possono esimersi dall’essere sottoposti ad una più pertinente rigenerante riformulazione per adeguarsi ad una siffatta sempre più accelerata e cangiante realtà liquida (Bauman). Una realtà che impone sostanziosi radicali aggiornamenti come quanto il mondo reale già da tempo è riuscito a ridurre i propri costi accorciando sempre più le filiere d’intermediazione. Questo grazie ai sempre pervasivi nuove e straordinarie strumentazioni frutto dell’aver saputo incurvare per “mainstream” convergenza i propri know how” concentrandoli in risorse (asset) e trasformali in sempre più potenti dispositivi; dagli i-Phone agli i-Pad e quant’altro. Questo per esternalizzare sempre maggiori potenzialità multifunzionali facilitandone ancora più l’intuitività all’utente nel loro utilizzo e, raddoppiando il loro potenziale per simmetricamente abbassarne in continuazione la soglia in difficoltà d’utilizzo! Giacché al solo click d’un tocco per un PING l’interazione è attivata al tempo del “tweet”, del “WhatsApp” e del “just in time! Strumenti che stanno invadendo e pervadendo ormai ogni ambito e livello! E’ per l’appunto che anche la POLIS deve muoversi al fine di poter quel gap, spread che separa il cittadino dall’istituzione e viceversa. Serve aggiornare le modalità delle prassi e delle procedure per ridurre sempre più detta discrepanze, discrasie solo così ci si potrà meglio sintonizzare ad un siffatto accelerato procedere per non ritrovarci complessivamente auto esodati dalla stessa democrazia quali nuovi multipli “Pu Yi”!? E’ pertanto che si rende inderogabile riformulare, aggiornare, rigenerare l’impianto elettoral-istituzionale sotto questa nuova luce per cambiar passo! Questa è il balzo di qualità che bisogna affrontare per sintonizzarsi ad una siffatta realtà vivendo questo irrepetibile momento epocale di cambiamento antropologico, economico, sociale, culturale, ecc. senza paragoni! Che impone la necessità di darci una mossa per effettivamente cambiare verso e rendere al voto quel effettivo dignitoso valore che gli appartiene. Viste le potenzialità ed opportunità che le nuove tecnologie permettono di aprirsi ad una democrazia sempre più partecipativa… pertanto, sarebbe opportuno cambiare verso e cambiar gioco, per non continuare ad essere giocati! Nel lasciarci sfilare la mano, il mazzo o/e il gioco dal solito opportunista di turno che lascerebbe sempre più pagare il conto al solito Pantalone!
    Da cui l’esigenza di procedere ad introdurre adeguamenti anche sul fronte della POLIS giacché non possiamo continuare a gingillarci mordendo sempre le stesse ossa! Continuando a mantenere i meccanismi elettorali gattopardescamente TRANSITIVI per così rendere la casta sempre più INTRANSITIVA! Time is over!? Ormai quell’irreversibilmente dado è stato tratto ed ha segnato che abbiamo oltrepassato irreversibilmente ogni periodo paternalistico discente anche sul fronte della POLIS che sarà sempre più difficile poter ri-procrastinare! Ormai, ad ogni latitudine ve ne riecheggiano le medesime “propulsive” esigenze! Quindi, impensabile sarà supporre di poterlo ripristinare pensando di rinchiuderlo o blindarlo dentro quei rigidi soliti schematici modelli elettorali dal Proporzionale al Maggioritario ai suoi derivati ibridi misti dal Mattarellum al Porcellum (incostituzionale) al prossimo Italicum quando tutti questi si sono qualificati fallaci e lo stanno tutt’ora dimostrando d’essere meccanismi strutturalmente limitati e limitanti; specialmente quando vengono riprodotti per lo stesso verso! Essendo tutti questi modelli concepiti secondo compassati schemi frutto di statuizioni formalmente corrette, rispetto ad una siffatta sempre più dinamica evolvente complessa, cangiante ed accelerata realtà che reclama altrettante dinamiche strutturali articolate ed equilibrate soluzioni quanto col SEMIALTERNO si propugna! Per evolvere giacché difronte ad una siffatta compassata inadeguatezza non possiamo alla Fukuyama di decretare la fine della storia per accontentarci semplicemente di scambiarci di tanto in tanto siffatti obsoleti meccanismi elettorali senza mai renderli strutturalmente equilibrati e completi come quanto col SEMIALTERNO s’intende. Ormai non si può più derogare specialmente quando la risposta è a semplice portata giacché insita nelle realtà delle cose ovvero, perfino nella cronaca! Giacché se i Britannici del Westminster-Maggioritario si ritroveranno molto prossimo, nelle condizioni di dover ricercare soluzioni di ri-equilibrio nel Proporzionale e, noi dopo aver effettuato detta assurda Odissea ci troviamo in un percorso inverso con la supposizione di poter risolvere quando nel breve termine, andremmo a sbattere per ritrovarci impegolati nelle medesime peste dalle quali i Britannici dovranno tentare d’uscirci abbracciando “prossimamente” soluzioni in senso proporzionale! Famigerato non potrebbe che risultare l’insistere a sbagliare lasciandoci sfuggire l’opportunità di meglio incarreggiare il nostro BelPaese col SEMIALTERNO!

    Pertanto si evince l’ineluttabile complementare coniugazione delle spinte induttive centrifughe e centripete per riprodurre un sistema più equilibrato e completo quanto il SEMIALTERNO propugna! Pertanto l’esigenza di meglio attrezzare la nostra democrazia è diventato come detto, un MUST globale, essendo proprio dato dall’insoddisfazione per la democrazia insita nella sua storia che pur non avendo legittimi concorrenti, l’attuale “solitudine planetaria” non la potrà mai rendere invulnerabile… da cui si evince la necessità di effettivamente articolarla in modo da renderla strutturalmente a dinamico implementabile tasso di contendibilità per attivare accountability. Questo fa sgorgare conseguentemente l’indispensabile esigenza di doversi dotare d’un più adeguato equilibrato carburatore – propulsore quanto il SEMIALTERNO propugna per procedere verso quel costante processo di miglioramento modo più inclusivo verso quel futuro che appartiene ai nostri figli! La necessità di rendere il suo meccanismo elettorale più dinamico risulta dallo stesso nostro trascorso. Giacché come esposto, anche la nostra Prima Repubblica per effetto del ritrovarsi indirizzata sulla sola induzione prevalente centrifuga esercitata dal Proporzionale che abbiamo abbandonato, ha praticamente continuato a far riprodurre sempre nuovi partitini, ago della bilancia (considerati nanetti da Sartori), che rendevano sempre più difficile il costituirsi di governi stabili e coesi quanto duraturi. Questione che ha contribuito a far collassare la nostra Prima Repubblica caduta anche per Tangentopoli ed altre concause per l’estinzione dei finanziamenti esterni ai partiti, ecc. senza le quali l’avrebbero fatta collassare molto prima. Giacché preponderante è stato il fattore strutturale endogeno rappresentato dall’aver portato all’esaurimento quella spinta prevalente propulsiva che la indirizzava sull’induzione centrifuga del Proporzionale che l’ha condotta a quella detta proliferazione continuativa di partitini ago della bilancia! Pertanto, per detto perpetuato indirizzo centrifugo che apriva alla proliferazione di sempre nuove opzioni partitiche quanto il proporzionale concede. Tutto questo rimetteva ai partitini un abnorme potere contrattuale a questi nanetti iperbolicamente superiore alle loro talora anche minime espressioni elettorali; un potere che usavano come ricatto per entrare in coalizione con un’inamovibile Balena Bianca altrettanto fatta ancorare lì, al centro grazie a quello stesso meccanismo proporzionale centrifugo che li le permetteva di comodamente sguazzarvici. Appunto sono i modelli proporzionalisti che permettendo la proliferazione partitica e, per contro, concedono e riproducono governi prevalentemente centristi. Appunto, era questo stesso meccanismo proporzionale che dava a tutti quei nanetti un siffatto perpetuo potere condizionatore che se invece fossimo stati in presenza del sistema SEMIALTERNO li sarebbe stato precluso grazie al suo meccanismo del poter ingenerare effettiva contendibilità a tutto tondo ed a tutto campo. Pertanto, avrebbe potuto fare sloggiare sia la balena di starsene sempre al centro quanto negare a quei partitini l’assurdità di poter giocare costantemente da ago della bilancia, in quegli speculativi opportunistici termini e modi. In quanto per la concorrenziale contendibilità che il sistema SEMIALTERNO ingenera ed imprime li avrebbe tutti ridimensionati relegandoli alle loro effettive consistenze elettorale numeriche! Giacché grazie a detta concorrenziale contendibilità indotta dal meccanismo SEMIALTERNO si sarebbero potuti costituire governi in coalizione ben più coesi e duraturi dove ad ogni partito sarebbe stata riconosciuta e valutata la sua effettiva consistenza elettorale. Giacché alcun nanetto-partitino non avrebbe mai potuto esercitare alcun potere superiore alle proprie dimensioni e, quindi si sarebbe dovuto diversamente rassegnare trovandosi impossibilitato a poter ricattare gli altri potenziali suoi partner quali partiti di governo del mettersi in coalizione e/o poi governare in coalizione. In quanto se tale ricatto fosse stato intimato e/o tentato d’intendere volerlo esercitare persino successivamente in coalizione governativo, questo avrebbe creato le condizione per chiudere anticipatamente la legislatura. Questa operazione di ricatto da parte di uno o più nanetti avrebbe però determinato per conseguenza sì, la chiusura della legislatura ma anche voler mettere a rischio la loro stessa possibile presenza in Parlamento alle successive elezioni ovvero anche quella di non poter venir rieletti! E, quindi, di venir spazzati via dal Parlamento alla successiva tornata elettorale! Giacché col SEMIALTERNO si sarebbe avuta una tornata al Maggioritario con Premio al vincente, questo sarebbe stato il meccanismo che si sarebbe automaticamente innescato se fosse applicare il sistema SEMIALTERNO data la sua dinamica potenzialità auto-ripulente ed autorigenerante insta nello stesso evolvente meccanismo che col SEMIALTERNO si riprodurrebbe contendibilità al fine di agevolare e massimizzare governabilità coniugata con la rappresentatività ovvero, il quanto d’ideale ci si dovrebbe aspettare da un sistema elettorale equilibrato e completo! E, non certamente dando un premio di maggioranza perpetuamente come lo farebbe un Italicum incurvato sull’autoreferenzialità in presenza d’un tasso d’astensione che ha raggiunto perfino il 73% risulterebbe una rischiosa montante carica esplosiva che potrebbe ancor più trascinare la nostra democrazia verso un’autentica AUTOCRAZIA d’una sola parte della società sull’altra! E’ per l’appunto che diversamente invece col SEMIALTERNO su ogni legislatura a base proporzionale vigerebbe quella vincolante Maggioritaria con Premio che come una spada di Damocle agirebbe da condizionatore indispensabile al rendere equilibrato e completo ogni sistema. Dopo la quale modalità si ritornerebbe al Proporzionale. Per cui l’eventuale meglio corretto Italicum potrebbe rappresentare solo un corno di quel meglio articolato sistema che il SEMIALTERNO rappresenta! Pertanto è la dinamicità evolvente centripetocentrifuga che rende il SEMIALTERNO più completo ed equilibrato quale articolazione indispensabile da dover enucleare per infondere contendibilità e per conseguentemente riprodurre accountability! Ovvero, l’opzione vincolante che automaticamente farebbe scattare una mandata elettorale al Maggioritario. Queste sono le prerogative che il sistema SEMIALTERNO ingenera per dare maggiori rassicurazioni di governabilità coniugata con la rappresentatività articolate in dinamica reciproca concorrenza nella stessa sua insita strutturale articolazione: centrifugocentripeta quella indispensabile per ingenerare e riprodurre contendibilità a tutto tondo ed a tutto campo! Quale permanente tensione tesa ad agevolare il coagularsi di governi coesi e più duraturi indipendentemente se ad un solo partito od in coalizione di partiti. In quanto al cittadino poca importa che il governo si costituisca in coalizione di partiti o partito di corrente purché riproduca efficaci ed efficienze performance governative! Cosicché al meglio si tutelerebbe anche la funzione dell’opinione quale elemento essenziale da coniugarsi con la volontà politica questioni imprescindibile per la stessa sopravvivenza della democrazia!
    Inoltre, la stessa necessità di risolvere acquisendo meccanismi elettorali dinamici più pragmatici al SEMIALTERNO si evince da quanto gli stessi Greci Antichi affrontarono dall’aver concepito il “ciclo” quale uovo di Colombo e, l’hanno introdotto come criterio dinamico per praticamente applicarlo nelle prassi dell’esercizio della democrazia, dove, sistematicamente il ciclo veniva usato per l’assolvimento delle cariche alternandosi nei ruoli e nelle funzioni tant’è che i rappresentanti veniva estratti a sorte e duravano con un mandato di due anni questo era congeniato anche per meglio poter contrastare rischi di cadere nel dispotismo. Così in altrettanto dinamico alterno modo, praticavano la modalità evolvente del anche gli stessi Romani, riferito perfino anche al loro impianto istituzionale giacché, quando reputavano la loro Repubblica a rischio, la sospendevano per inserirvi un ciclo (alterno) d’”assoluta” governabilità eleggendo un dictator – dittatore per poi, (dopo sei mesi) ritornare alla Repubblica! Questa era la prassi, anche se l’ho espressa in modo sbrigativo. Prassi semi alterna che permetteva loro di concepire in modo elastico flessibile l’istituzione mantenendola così il più possibile integra cercando d’incarreggiarla entro quegli evolventi termini alterni fra “Senato e Governatore“!? E’ pertanto che anche da questi aspetti dovremmo trarre quelli opportuni insegnamenti necessari a permetterci di dover concepire la democrazia come un processo osmotico dinamico sin dai suoi meccanismi elettorali ed attrezzarci per poter meglio e più fisiologicamente farla “respirare” con entrambi quei due suoi inalienabili democratici polmoni di: “Governabilità e Rappresentatività” cercando di mantenerli nel più integro modo possibile! Giacché alla Monod: è dal come si montano le cose che si riesce a fare la differenza anche fra sistemi! Quindi, urge poterci rendere strutturalmente competitivi nel compendio mondiale per poterci ritrovare conseguentemente più strutturalmente competitivi nel compendio mondiale in efficienza ed efficacia da cui il sistema il SEMIALTERNO che si va proponendo, essendo strutturato a base proporzionale e quindi poterci riscattare dall’essere e dal venir reputati di serie BBB- come affidabilità debitoria!
    E’ pertanto, che urgono innovazioni ed aggiornamenti su molti fronti e livelli per far sì che gli ITALIANI vengano considerati dalla “classe politica” cittadini secondo quei termini ribaditi anche dal nostro Presidente all’atto del suo insediamento: del dover intervenire a rimuovere tutti quegli ostacoli che si frappongono e limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei Cittadini secondo quanto già sancisce al 2°comma dell’art. 3 della nostra Costituzione, per così evitare che le maggiori disuguaglianze sociali si traduca in disparità di potere politico (Keynes T. Piketty e per altro verso Cottarelli)! Inoltre la nostra democrazia servirebbe vederla integrarsi con altri più appropriati nuovi istituti a democrazia diretta introducendo: il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi!! Elementare! Così come eliminare il Quorum ai referendum per sostanzialmente rafforzarli rendendoli così effettivamente competitivi;
    Essendo assodato che le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato, è per l’appunto come asseriva Monod, è da quel “come” si montano le cose che poi, si può fare la differenza dell’esser e del ritrovarsi conseguentemente più strutturalmente competitivi nel compendio mondiale in efficienza ed efficacia da cui il sistema il SEMIALTERNO che si va proponendo, essendo strutturato a base proporzionale! Quindi, proteso ad ingenerare ed infondere maggiore ’inclusività indispensabile per potere estendere la democrazia non solo su basi formali bensì protesa a meglio incarreggiarsi a ad essere insieme formale e sostanziale come quanto già asseriva N. Bobbio!

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  • apoforeti

    L’ha ribloggato su terzapaginae ha commentato:
    La democrazia richiede un popolo pensante e attivo

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  • demata

    L’ha ribloggato su dematae ha commentato:
    Un post abbastanza condivisibile.
    Piuttosto che ‘plutocrazia’ la chiamerei ‘servocrazia’ … visto che i soldi – quelli veri – sono oltreconfine …

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  • Grazia Pintori

    Il neofeudalesimo come evoluzione del neoliberismo.

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  • Anonimo

    “Ma conoscere non basta; è necessario anche dirottare le energie negative del popolo in modo che non siano colpiti i veri responsabili delle sue sciagure, proponendogli finti nemici su cui scaricare le proprie paure: i russi, l’isis, la jihad e in futuro chissà cos’altro.”

    sottoscrivo pienamente…

    http://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm

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  • learco

    A differenza dei sudditi, la ristretta fascia dell’elite capitalistica transnazionale ha memoria storica e sa che, in Francia nel ‘700 e in Russia nel ‘900, i pochi detentori del potere furono inopinatamente travolti da masse di disperati che non possedevano nulla.
    L’elite conosce la fragilità del suo potere e sicuramente si è posta il problema di come preservarlo senza ripetere gli errori dei privilegiati del passato.
    La risposta che si deve essere data analizzando i fallimenti del passato è stata: mancanza di controllo e di conoscenza del mondo sottostante, sottovalutazione dei segnali di inquietudine e di scontento dei sottoposti.
    Da qui l’ossessione di spiare tutto, di conoscere tutto, di controllare tutti i messaggi veicolati dai media e di stroncare sul nascere i conati di rivolta dei possibili sanculotti o guardie rosse 2.0.
    Ma conoscere non basta; è necessario anche dirottare le energie negative del popolo in modo che non siano colpiti i veri responsabili delle sue sciagure, proponendogli finti nemici su cui scaricare le proprie paure: i russi, l’isis, la jihad e in futuro chissà cos’altro.

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