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Agon… ie italiane

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Se si vuole comprendere a fondo la profondità del baratro spalancato dalla vicenda romana, ma che riguarda la società dell’intero Paese, basta guardare la televisione. No, non dico i talk e i telegiornali dove ci si occupa di tamponare l’ultimo scandalo,  gestendo e incanalando l’indignazione verso la chiacchiera e il nulla di fatto, ma aprendo Agon Channel, appena nato e già catalogabile come l’ennesimo strumento di informazione filo governativa oltre che dispositivo di pressione multifunzionale.

Ieri pomeriggio facendo un po’ di zapping cado proprio sui primi vagiti  Agon e chi ti vedo? Sabrina Ferilli eccezionalmente seduta su una poltrona e non su un divano a rate che intervista nientemeno che Walter Veltroni. Non si parla in specifico delle ultime vicende romane, né della loro possibile gestazione proprio nel periodo rutello – veltroniano, ma della vita e delle opere del Walter, con continue e zuccherose sfilze di reciproci complimenti mentre la pappagorgia del politico sussulta e le cotolette della Ferilli, in sostituzione dei natii zigomi, luccicano. Pazienza per l’inattualità e la futilità della cosa, sopportazione per la noia, stoica resistenza per l’intollerabile e vacuo “anchismo” dell’ultimo distruttore della sinistra, ma sinceramente si resta di sasso di fronte alla scenetta dell’imparziale e giornalistica intervista tra due che personaggi che hanno avuto – capitemi – una consuetudine a tutto tondo.

Vabbè, sono dettagli , chiacchiere, malignità, alle quali -faccio come Crozza -non credo assolutamente. Purtroppo però c’è la sostanza perché Agon channel – ufficialmente  televisione albanese, ma di lingua italiana – è di Francesco Becchetti, nipote di Manlio Cerroni, padrone della discarica di Malagrotta, sotto processo per il “sistema monnezza” che da 40 anni influenza in maniera bipartisan la politica della capitale. Un campo non distante da quello di Becchetti che tra Italia e Albania con la Becchetti Energy Group, si occupa “di progettazione, realizzazione e gestione di impianti dedicati al recupero e alla valorizzazione energetica dei rifiuti solidi urbani”. Un campo anche quello sotto indagine della magistratura. Si tratta di un’idea venuta a quanto pare allo stesso Cerroni negli anni ’90 e con grandi ambizioni che si scontrano però con bilanci in rosso, utili e attività in calo non solo della Beg, ma anche delle società ad essa legate. Di fronte a questo quadro ci si domanda che senso abbia il lancio di una televisione con il riciclaggio di personaggi marginali o usurati i famosi “morti di fama”  che è già costata 40 di euro contro l’ambizione di raggiungere i 20 milioni di incassi pubblicitari? Quale sarebbe lo scopo di questo stranissimo connubio italo albanese, una sfacciata delocalizzazione via etere, se non quello di condizionare il milieu decisionale? E del resto il fatto stesso che il tg del canale condotto da un navigato trombone delle news come Caprarica si chiami Times Square, denuncia tutta il retroterra informativo dal quale nasce.

Così vedendo il Walter al centro del lancio del nuovo canale il pensiero corre al documento prodotto nel 2002 da una commissione d’esperti per dettare le linee guida nella gestione dei rifiuti nella capitale. Documento voluto da Veltroni, ma anche nascosto nei cassetti dal medesimo per 6 anni e nemmeno presentato alla stampa. Cambiare registro sarà difficile, se non impossibile quando il denaro fatto nell’opacità serve a perpetuarla. Non solo, ma anche.

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