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Ucraina, non in mio nome

bildAnni fa pensavo di essere un cittadino europeo, ora mi sono scoperto un suddito chiamato a votare per un’idea tradita, per un Parlamento senza poteri, per una burocrazia ottusa e corrotta, per lobby senza scrupoli, per un potere vestito di euro che non ha più nulla di democratico. Un suddito costretto ad assistere alla commedia degli inganni e alla difficoltà di altri nel riconoscere la sudditanza imposta proprio dalla parte che era stata interpretata come quella che ci avrebbe affrancato dalla medesima. Un suddito esposto all’ambiguità delle promesse, alla banalità amara del futuro e all’indecenza del presente.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’appoggio incondizionato al golpe di sapore fascista in Ucraina, a una guerra civile crudele organizzata dagli Usa per i propri interessi imperiali trainandosi dietro l’Europa delle banche, a un’idea di civiltà ridotta ormai a maschera di cartapesta. E senza nemmeno le giustificazioni intellettualmente rozze e moralmente inquietanti che insieme alle clamorose bugie coprirono la distruzione della Jugoslavia. Anzi gli argomenti, se pure qualcuno osa tirarne fuori, sono diametralmente opposti, mostrandone tutta la strumentalità. Neppure esiste la giustificazione del non sapere visto che la presenza americana era ben nota fin dall’inizio dei moti e proprio ieri la Bild ha dimostrato che sono agenti della Cia e dell’Fbi a guidare e “consigliare” i nazisti di Pravi Sektor negli assalti e nelle strategie.

Dico la Bild perché è un giornale “vicino” agli Usa, alla Merkel e al pensiero unico, dunque insospettabile di faziosità anti americana. Per di più il giornale dice di aver appreso le notizie dai servizi tedeschi, dimostrando che tutto è ben conosciuto e che l’Europa accetta di tenere bordone all’operazione pur di ottenere le briciole del banchetto imperiale, anche se esse rischiano di mettere la Ue in rotta di collisione con la Russia che è poi non solo un importante mercato, ma anche il suo retroterra di materie prime. Una follia che viene avallata da gruppi dirigenti che nessuno ha eletto, voluto, confermato: gentina da quattro soldi o gentaglia da ingenti “riconscimenti” la quale finge di non rendersi conto che l’operazione Ucraina è contro la Russia, ma anche contro l’Europa che viene richiamata alla sudditanza dentro il recinto della Nato, privata di una sua autonomia e fornita di un “nemico”  che serve ottimamente come distrazione emotiva in vista dei nuovi massacri sociali liberisti.

E’ la dimostrazione che le dimensioni contano solo a certe condizioni, che un patchwork di Paesi senza un disegno e di fatto in mano a poteri globalizzati, può essere di una debolezza estrema e necessitato a diventare prima o poi servo di qualcuno. Così anche se sono un suddito e non un cittadino di questa specie di Europa e di questa specie di Italia dico: non in mio nome. Che la vergogna e la responsabilità della vicenda Ucraina ricadano sulle elite oligarchiche che senza alcuna legittimità popolare determinano la politica continentale.

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