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Per il bene dell’Italia? No, di Italo

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Confidenze tra Renzi e Della Valle

Pareva strano che Renzi, scialaquante presidente di provincia, sindaco ultra generoso con le aziende degli amici, se la prendesse tutto d’un tratto con gli stipendi dei manager pubblici e in particolare con quello di Moretti. Oddio va bene che il premier è  anche oculato e risparmioso inquilino di superattici, ma insomma le concessioni e i mastruzzi fatti a Firenze, non lasciavano immaginare tanta severità, sia pure in nome del Paese.

E infatti a quanto pare la giusta reprimenda con obiettivo Moretti, non è stata fatta in nome dell’Italia, ma di Italo il treno di Montezemolo e della Valle che versa in grave crisi , proprio perché l’amministratore di Trenitalia non gli ha fatto sconti, non ha fatto cartello su prezzi alti come forse l’evanescente Cordero si aspettava. Il legame tra Renzi e della Valle, patron della Fiorentina è ben conosciuto, quello con Montezemolo si è consolidato nell’estate dell’anno scorso dopo l’incontro tra l’allora sindaco e Marchionne che ebbe come effetto pressoché immediato lo smarcamento dell’imprenditore di cartapesta da Scelta Civica. E del resto di Montezemolo si è parlato come ministro e poi come nuovo capo della cordata (o scordata?) Alitalia.

Insomma  nessun  sussulto per gli stipendi stratosferici, ma semplicemente una sorta di avvertimento a Moretti: lascia stare i miei due amici (e probabili finanziatori delle primarie), fai in maniera che riescano a far tornare i conti senza ostinarti a far loro concorrenza. Oppure qualcosa di ancora più lungimirante che di certo non è nato nella testolina del premier, ma “a monte”, per così dire: destabilizzare le ferrovie pubbliche, mandarle definitivamente in vacca per poi trovare qualcuno che le se le compri.

E in questo quadro che vanno lette le dichiarazioni anti Moretti del nazional scarparo Della Valle che dall’alto di un patrimonio personale valutato 1,3 miliardi di euro consiglia a Moretti di avere la dignità di andarsene,  parla di ritardi, treni vecchi, stazioni fatiscenti che addirittura offendono la dignità dei viaggiatori. A dire il vero ciò che offende la dignità di questo Paese è che un Della Valle oltre a mettere il Colosseo sotto le sue suole, senza peraltro fare nulla per il monumento, abbia tanta parte nel dibattito sulle vicende italiane. Ma comunque ben venga se con i suoi soldi rimette in sesto le stazioni e compra nuovi treni. Il fatto è che il signorino con gli stivali insieme al sodale Monteprezzemolo vogliono montagne di soldi pubblici per poi farci profitti in proprio, come è accaduto con le privatizzazioni delle ferrovie ovunque siano state realizzate. L’esempio migliore è quello della Gran Bretagna dove Blair privatizzò raggiungendo alcuni splendidi effetti: l’aumento stratosferico dei biglietti, il peggioramento dei servizi senza per questo una significativa riduzione di costo per lo stato che si accollò l’onere delle spese di struttura e oggi spende per le ferrovie private più di quanto spenda lo Germania per le ferrovie pubbliche.

Renzi per questi signori è una vera manna: è abbastanza astuto da fare il loro gioco, fingendo movimento e modernità, ma non abbastanza intelligente per capire il loro gioco. Come l’italiano medio del resto: questo premier ce lo siamo meritato tutto.

 

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