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Stragi nazionali: dopo l’Italicus, l’Italicum

1341936029247elettoraleAnna Lombroso per il Simplicissimus 

È andato tutto come previsto, annunciato e minacciato, con qualcosa in più. La tecnica del ricatto, sperimentata come ideologia e sistema di governo non ha risparmiato il Pd, adottata dal segretario che ha scelto di ricorrere ai diktat, all’intimazione e all’intimidazione: o così o salta tutto, avverte. Spaventa perché a sua volta ha paura che si spezzi l’infame patto di sangue stretto alle nostre spalle, quello che ci esclude definitivamente dalla politica, dalle decisioni per legge grazie all’esecuzione degli ordini di un fuorilegge.

Adesso saranno soddisfatti quelli che raccomandavano di aspettare di vedere cosa ci fosse nella scatola, quelli che perfino adesso si compiacciono che sia arrivato uno che “almeno fa” rimuovendo lo slogan del suo padrone dichiarato: ghe pensi mi, adottato come motto elettorale, quelli che approvavano e approvano la strategia del padroncino: putrescat ut resurgat, che magari dal letame nascono i fior. Come largamente profetizzato dalle fastidiose Cassandre, patetici avanzi delle ideologie, sgradite perché appunto dotate di idee e vista,  abbiamo raggiunto il sufficiente grado di marciume necessario perché risorga il condannato, l’ineleggibile, il decaduto e con lui si raggiunga il risultato di trasformare le larghe intese in partito unico.

Che, pensando che la “patacca” elettorale va sotto il nome di Italicum, potrebbe chiamarsi partito della nazione (in fondo il Partito fascista si chiamò per l’appunto “nazionale” e nazionali erano i seguaci di Franco, mentre “socialista-nazionale” era quello del Fuhrer), in modo che si esaltino nel ritrovato e unitario patriottismo i teorici del superamento de destra e sinistra, assimilati nell’indispensabile e augurabile coesione. Dovevamo sospettare del “patriottismo repubblicano” avviato da quel presidente, Ciampi, che legittimò la figura di Berlusconi premier, mettendo le basi per possibili rimaneggiamenti costituzionali, proseguito dall’attuale sovrano e ben nutrito da molto Risorgimento, sterilizzato e trasformato in quello che non era, un moto corale armonico e univoco, e poca Resistenza, resa il più possibile apartitica, anche grazie alla sub-storia dei Pansa. In modo che si riducessero l’onere e l’onore della memoria, soprattutto quella di riscatto, conquiste di diritti e garanzie per assumere come entità fondativa, bandiera e contesto di doveri l’Europa, i suoi obblighi, i suoi ingenerosi ricatti, le sue pesanti coercizioni e soprattutto la sua moneta, unico collante che ha sostituito ideali con cambiali.

Ma si sa i padroni non hanno Stato, lo usano, non hanno nazione, hanno mercato, non hanno patria, hanno profitto. E sempre hanno altri padroni sopra di loro: Marchionne ha messo fuori dai cancelli della fabbrica i diritti sindacali e le garanzie, Italicum mette fuori dall’Italia quel che resta della democrazia.

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