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Centralino Cancellieri

centralinistaVostro marito, vostra moglie, un figlio o un parente vivono male l’esperienza del carcere? Sono dimagriti? Si tormentano perché al contrario dei poveracci soffrono molto di più la mancanza di una cabina armadio? Niente paura oggi c’è il promesso Centralino Cancellieri, l’apposito numero per raccomandazioni dirette e rapido passaggio ai domiciliari che ha la certificazione dell’ Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu.

Basta comporre il numero 899 xxx.xxx e per soli 12oo euro al minuto il ministro o un suo incaricato sarà a vostra disposizione per ascoltare le lagnanze e attivarsi per trovare una soluzione. Tutto perfetto, ma siccome non ci fidiamo abbiamo voluto vedere se il centralino è effettivamente funzionante e come si svolge il suo compito.

Tuu … tuu…tuu… Pronto, qui è il Centralino Cancellieri, cosa possiamo fare per lei?

“Ministro, non mi aspettavo rispondesse con tanta sollecitudine”

“Veramente non sono il ministro ma la sua segretaria, ma può dire direttamente a me”

“Ecco… va bene chiamo perché un ho un cugino in carcere ed è così depresso che temo possa commettere una sciocchezza”

“Capisco benissimo, ma suo cugino come si chiama e cosa ha fatto”?

“Mario Rossi, è in attesa di processo per furto di ortaggi  in un supermercato. Ma sa, lo ha fatto solo perché proprio aveva fame. E per giunta è anche in pessime condizioni di salute.

“Oddio capisce che si tratta di un reato molto grave, riferirò immediatamente al ministro, ma temo che di fronte a questi reati possa fare ben poco”

“La prego… comunque rimango in attesa di una risposta”-

“Si ecco rimanga … ma se non richiamo vuol dire che il ministro non ha ritenuto di dover intervenire” Click

Insomma la prima telefonata ci suscita qualche perplessità. Forse è meglio provare una seconda volta fingendo un altro caso. Questa volta chiamo in aiuto un collega perché non si sa mai che risponda la stessa persona e mi sgami. Infatti appena il centralino risponde riconosco al viva voce la medesima segretaria. Ma questa volta vogliamo andare giù pesante.

La domanda della donna è la stessa: come si chiama il detenuto e cosa ha fatto? Giochiamo un po’ sporco e buttiamo là un nome che può sembrare noto: “Lapo Banetton,  è in attesa di giudizio per truffa, bancarotta fraudolenta, evasione fiscale,  associazione mafiosa, omicidio volontario, corruzione di pubblico ufficiale. E’ mio zio, ma poveretto è innocente e proprio non ce la fa a restare in carcere, da lì non può badare ai suoi affari”

“Bè, non si tratta di reati così gravi, probabilmente il ministro può intervenire nell’ambito delle azioni umanitarie. Come ha detto che si chiama precisamente, ho capito Lapo Banetton, ma non sarà mica Benetton ?”

“Benetton, si , mi scusi ho pronunciato male, è anche conosciuto come  ‘O animale”.

“Non importa, capita nelle migliori famiglie. Se attende un attimo sento il ministro e sono da lei in un minuto”.

E infatti dopo pochissimo tempo rieccola al telefono. ” La ministra è molto interessata al suo caso e ha detto che si tratta evidentemente di un’ingiustizia. Così spera che in pochi giorni possa mandarlo ai domiciliari. Ma mi ha anche chiesto, visto che ci siamo, se suo zio Lapo non possa aiutare una persona tanto brava e che ha tanto bisogno.”

“Non so, ma penso proprio di sì. Come si chiama?”

“Ecco, se lo spegni  si chiama Paluso”.

 

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