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Usa, spioni eccellenti

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Anna Lombroso per il Simplicissimus

In una vivace gara di tracotante arroganza, Angela Merkel, che non è certo aliena dal farsi i fatti altrui, e Obama, convinto per tradizione di farseli per nobili motivi, per la democrazia e il bene del mondo, si sono scambiati telefonate brucianti.

Lei ha protestare vibratamente contro lo spionaggio del suo cellulare, lui ha cercato di minimizzare per poi rispondere  che  “l’America non spia e non spierà la cancelliera tedesca” esimendosi  dall’usare il verbo al passato e non escludendo dunque che lo spionaggio sia stato esercitato in passato.

L’imbarazzo di Obama nasce dall’evidente e candida sorpresa che qualcuno si adonti dell’ingerenza Usa, che da Tocqueville in poi tutti gli americani, credo senza esclusione, considerano un dovere, un impegno obbligatorio che i guardiani del mondo sono tenuti ad assolvere. Molto spesso in modo ingenuo, abborracciato e inefficiente come rivelò il caso Wikileaks, con incarichi di investigazione affidati a camerieri che frugavano dei cestini della carta straccia, a lettori imprecisi di veline, pizzini ma anche esplicite agenzie Ansa, e forse a Signorini tramite Chi.

Ma si sa è uno degli effetti della eccezionalità americana, richiamata in causa proprio recentemente da Obama, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 24 settembre scorso. Secondo il presidente, il pericolo per il mondo “non è rappresentato da un’America che è troppo ansiosa di immergersi negli affari interni di altri Paesi, o di affrontare ogni problema nella regione (Medio Oriente) come fosse un proprio problema. Il pericolo per il mondo è che gli Stati Uniti …. possano disimpegnarsi creando un vuoto di leadership che nessun altra nazione è pronta a riempire ….. Io credo che l’America è eccezionale. In parte perché abbiamo dimostrato, attraverso sacrifici di sangue e economici, di perseguire non solo il nostro interesse nazionale, ma l’interesse di tutti”.

Come la specificità della sinistra, ahimè smentita, anche la rivendicazione di eccezionalità di Obama si sta sgretolando. Ma è pur vero che si tratta di una convinzione che in qualche modo ha resistito anche alle generose rivolte anti imperialiste degli anni ’70, dando ragione ai due sbandati reduci del movimento nel film di Wenders “Nel corso del tempo” quando mestamente ammettono: “gli Usa ci hanno colonizzato l’inconscio”.

Se Obama non ha convinto la Merkel della vocazione  salvifica  degli Usa,  che è persuaso si esaurirà solo con la definita uscita del “Male dalla storia grazie alla missione dell’unica superpotenza rappresentante del “Bene”, quella che qualcuno definì il “fardello dell’uomo a stelle e strisce”, e che invece Susan Sontag identificò come la “peste”,  ci sono invece paeselli che ancora  vogliono credere ai mastini del mondo, al loro pensiero unico circolato tramite banche, multinazionali, istituzioni assoggettate ed eserciti, incuranti o inconsapevoli che il razzismo riservato a minoranze interne, largamente se pur lentamente assorbito, è esteso  da sempre a nazioni e popoli considerati di serie B, chiaramente inferiori ancorché antichi, meritevoli di essere “guidati”, condizionati, sfruttati, repressi e depressi, al fine di ristabilire gerarchie di meriti, diritti, prerogative, benefici.

Uno di questi paeselli di serie B, che sembra condannato a passare da espressione geografica a fantasma di una nazione, scomparsa dalle mappe, il suo premier convoca Kerry a Roma per verificare se ci sono state violazioni, il suo Ministro degli Esteri “esige chiarezza  per gli italiani, perché la privacy dei cittadini va tutelata ed è necessario «verificare le indiscrezioni su eventuali violazioni» da parte del `grande fratello´ a stelle e strisce.

Mi sembra come nei tempi di Sifar, complotti, minacce di golpe, nessuno resisteva alla tentazione di chiamare in causa durante le telefonate il maresciallo o il brigadiere, per sentirsi al centro di indagini a conferma di impegno e importanza.

E dire che ci sono stati tempi nei quali la rete era piena  di autodichiarazioni: voglio essere intercettato, come ingenua proclamazione della volontà di trasparenza e chiarezza contro le opache alleanze, le intese oscure, gli inciuci personali contro il virtuoso e limpido interesse generale.

Io no, io sono laica e esigo che la legalità e la legittimità siano garantite senza compromettere autodeterminazione,libertà di pensiero e di espressione,  senza ledere diritti miei come di altri. E senza ingerenze, senza invadenze e senza interferenza di poteri o religioni, divinità o padroni, nemmeno, e soprattutto, di quelli che pretendono di farlo per il mio bene, che vogliono sostituire l’etica pubblica con la loro morale di parte, la mia coscienza con le loro regole, la mia stella polare con le loro stelle e strisce.

 

 

 

 

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