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Golpe del premier Buon Senso

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L’aumento del pil del Belgio si è svolto tutto in assenza di governo

La pochezza dei governi che collezioniamo da troppi anni ha finalmente la sua prova del nove: non appena si è paralizzata l’attività parlamentare per volontà del condannato, rischiano di saltare anche le coperture finanziarie per le missioni di pace, gli F35 e tutti i nuovi armamenti di cui ci stiamo inconsultamente dotando, mentre si tagliano a man bassa tutele, pensioni, diritti. Si tratta di ufficialmente di oltre due miliardi e mezzo l’anno, ma parecchio di più in termini reali: le missioni all’estero infatti non vivono soltanto dei soldi dei finanziamenti, ma anche di fondi extra nascosti nella pancia dei bilanci.

Naturalmente tutto questo avviene nel modo più indecoroso immaginabile, sotto il ricatto di un uomo che pretende di essere al di sopra legge, ma dimostra anche che in assenza di un governo di palazzo, costruito contro la volontà dell’elettorato e preda di ogni tipo di interessi, di avidità e di debolezze,  il semplice buon senso riemerge e fa giustizia di alcune delle spese folli e inutili da cui siamo gravati, mentre si costringono le classi popolari a stringere la cinghia e a fare la guerra tra poveri. Già il Belgio era stata una dimostrazione convincente che a un cattivo governo è meglio l’assenza di un governo. Rinunciare ad opere inutili come la tav Torino – Lione, ad aerei scadenti come gli F35, a missioni di guerra lontanissime dalla nostra aerea di interessi, dalle quali del resto si sono già sganciate la Spagna e in gran parte la Germania, significherebbe evitare tassazioni incongrue oltre che di straordinaria iniquità e conservare un po’ di quel welfare che si vuole mandare a puttane.

Sarebbe anche l’occasione di cambiare la filosofia della spesa, riservando le risorse a ciò che può realmente essere utile al Paese e non a ciò che più conviene ai vari club affaristici e loro relativi apparati politici, anzi politicanti visto che le idee sono rare come le pepite. Peccato che la paralisi non riguardi anche l’aumento dell’Iva di cui nessuno vuole la responsabilità e che forse ha una parte non secondaria in questa commedia degli inganni.

Dunque le uniche cose sensate che vediamo da parecchi anni a questa parte avvengono, manco a dirlo, all’insaputa di Silvio, di Dudù e dei suoi alleati oltre che del loro sovrastante tutore collinare: da molto tempo hanno smarrito il senso della realtà.

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