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L’eiaculazione precoce della Concordia

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“Vi è piaciuto cari?” L’incredibile classe dirigente italiana abituata a far sempre cilecca ha salutato l’erezione della Costa Concordia come un motivo di vanto, tentando di far credere al partner, cioè ai cittadini, che non sembra, ma all’occorrenza funziona. In realtà si è trattato di un’eiaculazione mediatica precoce perché se l’operazione di raddrizzo è stato affidata dalla Carnival, proprietaria del relitto, a un pool internazionale nel quale l’Italia ha occupato il livello basale, tutto il resto, cioè i guai e le incoerenze sono  inconfondibilmente made in Italy.

In particolare il fatto che la Costa Concordia fissata ormai in un inchino perenne all’Isola del Giglio, rimarrà lì ancora un anno – se tutto va bene – a deturpare il paesaggio e far temere sversamenti mentre le lamiere vengono corrose. Sono passati venti mesi dal naufragio, ma ancora non si è riusciti a decidere in quale porto dovrà essere demolita perché il sistema politico – clientelare, irrobustito dalla ridda di competenze fra ministeri e regioni, è rimasto come paralizzato da incapacità e lotte intestine. Questo con il pericolo che in un altro anno in mare, sperando che non vengano burrasche particolarmente forti, le fiancate  finiscano per cedere vanificando tutto il lavoro svolto e sprigionando tutti i problemi come da un vaso di Pandora, dall’inquinamento alla impossibilità di allontanare le parti del relitto se non a costi folli.

Però come si dice, non tutto il male viene per nuocere: questo altro anno in mare potrebbe compromettere le strutture della nave in maniera tale da consentire uno spostamento dalla rocce del Giglio, ma non l’arrivo in un porto, eliminando così i problemi e i costi della demolizione. Quasi mi sembra di vederli i titoli sulla fatal Concordia che prima poi doveva inabissarsi, era destino e i video con l’affondamento. Certo è un ‘ipotesi desolante, ma a pensare male spesso ci si prende e dopotutto non si tratta di una congettura così avvilente come la realtà della permanenza a tempo indeterminato della nave risollevata.

Per cui adesso che il bastimento svetta in verticale, viene da dire “già fatto”? Eh si adesso il brutto deve ancora venire, bisogna passare la notte della Repubblica in compagnia di questi inconcludenti.

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