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Senatori per la vita … di Letta

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Quasi tutti pensano che Napolitano abbia voluto far dispetto a Berlusconi nominando quattro senatori a vita che si suppone non abbiano grandi simpatie per l’ex Cavaliere e possano facilitare dunque la creazione di un Letta bis nel caso di una prova di forza. In realtà Napolitano ha voluto ribadire la sua tesi di sempre: non vi azzardate a mettere in pericolo il governo nella speranza di salvare Berlusconi. A quella ci si penserà attraverso altre strade che lo stesso Napolitano ha formulato e fatto pronunciare a Violante: quello di un rinvio a tempo indeterminato, mettendo di mezzo la corte di Lussemburgo.

Del resto quella dell’uscita dal governo è un’arma spuntata, magari anche a doppio taglio  e la nomina dei quattro la rende ancor meno praticabile. E’ una minaccia che finirebbe per costare di più a chi la brandisce che a chi la subisce ed è infatti poco più di una sceneggiata messa in piedi per stimolare anche i più pigri a salvare l’ex Cavaliere in qualche modo. Cos’ bisogna leggere la nomina dei quattro “illustratori” del Paese, al di là naturalmente della loro figura e forse anche contro la loro figura: come un ennesimo salmo agli dei dello statu quo e dell’immobilismo politico.

E’ questo sistema che salverà Berlusconi che d’altronde ne è stato il campione. Contrastarlo sia pure alla disperata finirebbe per avere effetti negativi non solo e non tanto per la corte dei miracoli berlusconiana, ma per quella stabilità nell’ineguaglianza che ormai si è assestata come suprema forma di governance: la metterebbe in pericolo, magari rischiando di rimettere in gioco la politica. Infatti Silvio si salverà barattando se stesso con la stabilità e non rischiando di metterla in forse. Parola di Colle.

 

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