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Violante si prepara al Quirinale

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Adesso finalmente lo sappiamo: a Napolitano piace la grottesca soluzione proposta da Violante per salvare Berlusconi, quella di rivolgersi alla corte di giustizia di Lussemburgo perché decida se la legge Severino può dar luogo o meno a una pena retroattiva. Un modo come un altro per rinviare la decisione alle Calende greche. E dire che fino a qualche giorno i media (salvo quelli berlusconiani) erano pervasi da cori di soddisfazione per l’intervento del Quirinale che  – si diceva -non aveva concesso nulla all’ex Cavaliere (leggi qui). In realtà non si capisce bene cosa ci si aspettasse da Napolitano e come non fosse evidente che l’intervento stesso, tutto volto a invocare la stabilità di governo e un riguardo speciale a Silvio, costituisse un assist per Berlusconi. Un suggerimento tra le righe che è stato raccolto.

Infatti ora cambia tutto, il Colle ha fatto sapere che sarebbe bene rinviare praticamente sine die la questione. Attenzione però, le cose non sono come sembrano: non è Napolitano che ha colto al balzo la via d’uscita suggerita da Violante, ma è Violante che ha riferito come fosse sua una soluzione suggerita dal Quirinale.  E’un gioco di sponda, abbastanza intuitivo, ma che comunque gli uccellini e le rondini di Roma cinguettano a tutto spiano facendosi promettere il silenzio. Che non si insinui il sospetto di una parzialità non solo benigna, ma anche attiva e vibrante di Napolitano nei confronti di Berlusconi.

Qualcuno si domanderà, ma come mai tra tanti disponibili al compromesso e a una qualche forma di salvacondotto, si è scelto proprio Violante come “portavoce”? Forse perché condivide con Berlusconi la sessuomania, come sanno i bene informati? Non proprio, in primis per la sua natura di inciucista compulsivo che lo ha portato ad esser uno dei protagonisti assoluti del conflitto di interessi sia pure militando ufficialmente sull’altra sponda. Ma soprattutto perché proprio in virtù di questa suo istinto compromissorio, è considerato da Napolitano come suo successore naturale. Così il Quirinale ha prodotto questa sceneggiatura, questa commedia delle parti, per accreditare Violante al trono e acquisirgli i voti della destra oltre che il favore del potere economico e mediatico dell’ex Cavaliere.

Il fatto poi che questa “cooptazione ereditaria” prenda corpo proprio nel viscido groviglio della salvezza per Berlusconi, la dice lunga sul significato e sul senso che si vorrebbe attribuire alla terza repubblica neapolitana uno dei cui pilastri è , com’è noto, lo stravolgimento della Costituzione. In realtà sarebbero i cittadini italiani che dovrebbero rivolgersi alla corte di Lussemburgo per eccesso di schifo e per togliersi da torno la condanna di questi personaggi. Sarebbe inutile far appello alla corte di Strasburgo che si occupa dei diritti dell’uomo. Qui si tratta di omuncoli.

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