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L’Evita che ci meritiamo

Silvio Berlusconi-Francesca Pascale (4)Qualcuno ancora si stupisce o forse si adonta  come se fosse sbarcato appena qualche giorno fa dalla galassia di Andromeda. Qualcuno pensa che sia una notizia o una curiosità il fatto che tale Francesca Pascale sia passata in pochi anni dallo sculettamento aggravato e continuato su Telecafone a fidanzata del Cafone nazionale come un’Evita al contrario che chiama l’Italia a piangere per lui. Purtroppo però la cosa accade da più di vent’anni, è diventata la regola di un Paese dove le Francesche Pascale di ogni sesso e professione hanno avuto un cursus honorum assolutamente inimmaginabile. Intellettualini glabri di pensiero, mezze figure, giornalisti col cartellino del prezzo incorporato, vice portaborse, grassatori della politica e cortigiane hanno finito per riempire il vuoto politico come quei gas inerti che si usano per mantenere gli alimenti , purché non passi troppo tempo. E qui la scadenza è passata da almeno 15 anni: vi lascio immaginare le condizioni

Una classe dirigente già mediocre e opaca ha cooptato le seconde e terze file  per fare da badanti del potere, per essere bastoni della loro vecchiaia e alla fine anche per ravvivare i propri sensi. Anzi il proprio non senso. Dopo un display di ministre selezionate per concorsi di bellezza e prestazioni di corte, dopo parlamentari come Razzi e Scilipoti addetti a cambiare le lenzuola e dopo i governi dei nipoti ci possiamo davvero stupire della Pascale? Anzi ci dobbiamo rallegrare che la signorina non abbia ancora preteso nemmeno un modesto sottosegretariato, non si occupi di neutrini e si accontenti di fare la fidanzata in questa triste commedia all’italiana.

Del resto se il problema della nostra Evita è quello di capire perché un vibratore deve essere attaccato a 70 chili di vecchio, il nostro è di capire perché la politica deve essere innervata a caterve di vecchiume che per giunta si spacciano come “moderno”. Sta a noi semmai evitare di essere i fidanzati di questa situazione, le Evite del nostro scontento.

 

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