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Gli attacchi al web generano la fantagiustizia

magoGli attacchi alla libertà del web, il richiamo a regole repressive destinate a creare un clima di intimidazione e autocensura, raccolgono i loro frutti avvelenati dovuti alla sinergia tra una legislazione ancora seicentesca  in cui la diffamazione si riferisce ad un vago concetto di onorabilità autopresunta, senza alcuna relazione con il vero fattuale e il timore inconscio, presente anche nella migliore classe dirigente, che la comunicazione orizzontale decostruisca un privilegio di preminenza alle parole di chi ha una posizione e in soldoni smonti l’informazione verticale che è uno dei segreti del potere. Frutti avvelenati certo, ma non privi di quella patina di ridicolo e di provincialismo che è un ingrediente fondamentale delle vicende italiane.

Così accade che l’ Aduc, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, sia stata condannata dal tribunale di Firenze a pagare 2000 euro di risarcimento a tale Fabio Oreste a causa di un forum aperto sul pòroprio sito  e titolato molto castamente “Fabio Oreste e la fantafinanza”. Se nei giorni scorsi è venuto all’attenzione l’assurdo di una blogger condannata per alcuni commenti su un post del tutto corretto, adesso ci troviamo di fronte a una opinione assolutamente legittima scambiata per diffamazione, Non solo legittima, ma anche doverosa visto che Fabio Oreste altri non è che l’ex “mago di Bahia, cartomante demonologo esorcista e sensitivo”, già condannato due volte per pubblicità ingannevole e ora  riciclatosi quale esperto di finanza. Egli è l’illuminato portatore di una teoria della Vibrazione, secondo la quale i mercati finanziari sono legati a fenomeni fisici ed astronomici, per cui  seguendo i suoi corsi (ovviamente a pagamento) si può arrivare ad ottenere guadagni del 512%. Si tratta di un chiaro abuso della credulità popolare, la cui sottolineatura meriterebbe una medaglia. Ma forse siccome era sul Web…

Tra l’altro il prefisso “fanta” come chiunque potrebbe accertare avendo un minimo di cultura, si riferisce a eventi, scoperte, conoscenze non ancora dentro il paradigma del sapere, ma ritenute pur sempre possibili. Dal momento che nella letteratura scientifica ed economica mondiale non c’è nemmeno l’ombra di “vibrazioni” definire le teorie dell’ex mago come fantafinanza è del tutto  appropriato e anche benevolo. Altrimenti più esattamente si sarebbe dovuto parlare di cazzate assolute. Ma il giudice ha ritenuto che ” deve essere accolta la domanda di risarcimento presentata dal sig. Oreste sotto il profilo del danno morale. Il pregiudizio sofferto dall’attore deriva dalla lesione del bene della reputazione in conseguenza della diffusione in internet del titolo del forum “Fabio Oreste e la fantafinanza”, avente carattere diffamatorio, lesione che assume rilievo sia in considerazione della particolare natura dell’attività esercitata dal signor Oreste, che necessita di una assoluta fiducia da parte dei clienti, sia del mezzo di diffusione utilizzato, che rende possibile la divulgazione delle notizie in un ambito spaziale e temporale virtualmente illimitato.”

Una volta si diceva: ma a te chi te l’ha data la patente. Però in questa Italia mica possiamo disperdere certe magiche competenze per la paura che qualche credulone perda inutilmente soldi. Ed eventualmente si può sempre a posteriori istruire un bel processo di una quindicina  di anni per truffa e abuso di credulità. Però attenzione a scherzare: nella sentenza c’è il cuore del problema. Pare di capire che la condanna sia arrivata perché la presunta “diffamazione” è stata esercitata su un mezzo che ne rende possibile la diffusione in un ambito sia geografico che temporale indefinito, valle a dire non controllabile, segmentabile, influenzabile, temporizzabile. E sono proprio queste le caratteristiche eminenti della comunicazione verticale che essendo unidirezionale può gestire l’informazione, metterla in rilievo o farla scomparire, puntarla su un ambito territoriale o espanderla a seconda dell’occasione, dell’interesse, della moda, delle possibilità dell’audience e dell’edicola. Mentre l’informazione web ha dinamiche differenti e soprattutto conserva le notizie, è una sorta di memoria ad accesso casuale poco condizionabile e di fatto automatica, Non è certo una coincidenza che proprio quest’ultima caratteristica sia tra le più invise al potere e dunque anche quella che viene investita da progetti di “oblio”.

Si sente insomma una certa insistente  “vibrazione” in questo senso. E certo ci sarà qualcuno che pensa di potere ricavare un bel guadagno, magari anche del 512% da un’atmosfera di intimidazione i cui benefici, immediati e futuri, sono così ben radicati anche nei tribunali della Repubblica. Tanto da arruolare anche i fattucchieri per le prove generali.

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