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Straordinario: Bersani comincia adesso la campagna elettorale

l43-bersani-130224100513_mediumStraordinario ascoltare Bersani dopo il voto. Si perché  dentro l’Italia di Alice o quella di un ritorno al futuro dice le cose che avrebbe dovuto dire prima del voto. Il segretario di un Pd abbastanza vincitore da essere in prima linea e abbastanza sconfitto da essere a mani nude, finalmente parla dell’impoverimento del Paese, della rabbia e del disagio di milioni di persone e punta il dito contro l’Europa matrigna che ci sta imponendo politiche sbagliate.

Perché non abbiamo sentito prima queste parole? Forse perché Bersani non è esuberante e svelto di lingua  come quel Renzi che i soliti obnubilati pensano che avrebbe potuto ottenere una vittoria più netta? No perché il gruppo dirigente del Pd, i D’Alema, i Veltroni e insomma quella gente lì, già dall’estate del 2011 aveva deciso di tentare lo sfondamento al centro: nonostante ciò che era accaduto a Milano e Napoli, nonostante i referendum e il sentore di novità, il rinnovamento dentro il suo stesso popolo, guardava all’Udc e a tutto quel piccolo e variegato mondo di catto pidiellini che avrebbe potuto assicurargli una vittoria aritmetica. La famosa linea di Macerata, cittadina marchigiana dove aveva vinto una coalizione Pd-Udc, contrapposta alle grandi città “rivoluzionarie”. Così doveva moderare i termini, sempre di più. E quando è arrivato Monti ha continuato come se nulla fosse a fare il moderato a tutti i costi, anche più dei moderati stessi. Anzi ha prodotto un montino  in proprio di nome Renzi.

Infine con la salita  del professore nel limbo del centrismo, non si è ritenuto di cambiare linea e anzi si è pensato di governare assieme a lui: così il partito è stato bello zitto  sui guasti prodotti dai tecnici e sui diktat privi di senso dell’Europa. Ora che Montimer ha clamorosamente fallito e che l’alleanza centrista ha perso qualsiasi senso, Bersani ha cominciato a fare la campagna elettorale che avrebbe dovuto fare fin dal primo momento. Ma questa non è politica è Gogol.

Nel luglio del 2011 avevo anche proposto una sorta di test che è ancora straordinariamente valido. Pd test

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