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La funzione politica del pomodoro marcio

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L’era televisiva con i suoi artefatti e la scomparsa del giornalismo in grado di fare domande appropriate, ha messo in crisi la funzione politica degli ortaggi o della uova che costituivano da sempre l’antitesi reale alla tesi vacua e bugiarda del politico trombone. Sostituiti dal battipanni che serve a togliere la polvere dal giornalismo a tappetino e rinnovarlo dopo ogni caduta nel servilismo, stanno però ritornando ad essere strumento di lotta politica.

E’ accaduto ieri quando il premier in visita ai terremotati dell’Emilia si è preso una bordata di cibi scaduti quasi quanto lui per aver fatto mancare qualsiasi aiuto, anche il poco che poteva derivare da una moratoria dell’Imu su case diroccate. “Vergogna” e “buffone” gli hanno gridato, consolidando l’urlo con la tangibile rappresentazione allegorica di cosa pensano di lui. Ma bisogna dire che uova e pomodori marci, sono ben lontani dalla realtà, da quel sobrio populismo che spara bugie infantili come fossero nasi di Pinocchio sputati sulla folla.

Il signor  Monti infatti ieri ha detto agli emiliani che “Non è stato possibile posticipare il pagamento delle tasse. Non c’era la copertura finanziaria. Mi dispiace, abbiamo fatto tutto il possibile viste le limitatissime risorse dello Stato che stava per fallire”. Già salvo garantire sostanziosi prestiti (si fa per dire)a Mps e miliardarie operazioni di ritorno con J.P, Morgan per un totale di 8 miliardi. Ma nemmeno 24 ore più tardi aver fatto finta di sanguinare per  i sacrifici assolutamente necessari inflitti ai terremotati, lo stesso personaggio al sicuro degli studi televisivi del La 7 ha fatto la sua bella campagnuccia elettorale facendo sperare in detrazioni di Imu, Irap e Irpef.

Così mentre a metà dicembre l’ultima rata dell’Imu tra Modena e Reggio Emilia doveva essere assolutamente pagata, pena il fallimento dello stato, adesso ad appena un mese di distanza si fa intendere che le varie imposte possano essere limate e diminuite per tutti. E questo nonostante i maggiori impegni di bilancio dovuti al fiscal compact e le incerte entrate causate dalla recessione. In un Paese appena decente non ci sarebbe scampo: o quest’uomo non è in grado di pensare o ritiene che i suoi concittadini non siano in grado di farlo. Ma visto che siamo in Italia dove la razionalità assume una forma quantistica di indeterminazione e dove nessuno osa fare domande alle teste di legno quando hanno il potere, la proposizione “non è possibile diminuire le tasse, perciò diminuirò le tasse” trova la compiacenza di Heisenberg servili che non sembrano notare la stonatura lancinante in questa campagna elettorale da Mario nel Paese del meraviglie.

Ecco ma se dietro lo specchio ci fossero pomodori ultra maturi da spiaccicare sulla faccia del mentitore, fosse solo per amore del decoro e della dignità, forse ci verrebbero risparmiate queste deplorevoli bugie. Deplorevoli in quanto menzogne, ma ancor più per la loro sfacciata evidenza  nonostante costituiscano gli spari a salve per la triste e trita festa mediatica attorno ad ogni palese sciocchezza. Eh si mai la dieta mediterranea farebbe meglio.

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